Mario Tozzi e le sue incursioni nel passato, nel presente e nel futuro della vita dei Sapiens proseguono con la sesta puntata di “Sapiens Files”, una produzione Rai Cultura, in onda sabato 8 agosto alle 20.30 su Rai 3.
Quali sforzi compiono i viventi per adattarsi ai cambiamenti del loro habitat? In che modo i Sapiens mettono a rischio la sopravvivenza di tanti animali del pianeta? Quali animali si sono estinti per colpa degli uomini? E quanti sono a rischio di estinzione? I Sapiens sono veramente al vertice della gerarchia evolutiva?
Questi sono solo alcuni degli interrogativi sui quali si concentrerà questa puntata di “Sapiens Files” intitolata “L’arte di adattarsi”.
Sono tanti i cambiamenti che gli animali affrontano da sempre per sopravvivere adattandosi ai mutamenti naturali del loro habitat. Oggi il pericolo, però, proviene soprattutto dai Sapiens. Riscaldamento climatico, frammentazione degli habitat, inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, commercio illecito di animali selvatici rappresentano una minaccia grave alla biodiversità del pianeta. Secondo dati dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) decine di migliaia di specie oggi rischiano di scomparire e il tasso di estinzione è molto vicino a quelli che hanno preceduto le 5 grandi estinzioni di massa.
Per raccontare gli sforzi di adattamento di molti animali ai mutamenti dell’habitat Sapiens ha visitato il Museo Civico di Zoologia di Roma dove sono conservati circa 4 milioni di esemplari zoologici. Qui è stato possibile fare un viaggio nei cambiamenti che le specie hanno dovuto affrontare per sopravvivere, tentativi non andati sempre a buon fine visto che molti animali si sono estinti. Un museo come questo ricorda quanto il pianeta abbia perso nel corso della sua storia e quanto la perdita della biodiversità abbia subito un’accelerazione da quando i Sapiens hanno cominciato a sentirsi i padroni della Terra.
Sono state seguite in parallelo le vicende di un gruppo di leoni della Namibia che si sono adattati a vivere nel deserto. Una specie a rischio quella dei leoni: ne sopravvivono meno di 20 mila individui, minacciati dal bracconaggio e dalla frammentazione degli habitat.
Sono in pericolo anche gli elefanti africani della foresta, minacciati in passato dal bracconaggio per l’avorio e dalla perdita di territorio sottratto dai Sapiens. Erano milioni, oggi ne rimangono circa 415.000 in tutto il continente.
L’alca impenne è uno dei casi più noti di estinzione provocata dall’uomo. Si tratta di un grande uccello marino scomparso dal pianeta nella prima metà dell’Ottocento a causa della caccia indiscriminata. Una specie minacciata da veleni e dalla perdita dell’habitat è quella degli avvoltoi, fra gli uccelli più utili in natura: eliminando le carcasse contribuiscono a limitare la diffusione di malattie e riciclano sostanze nutritive. Distruzione delle foreste e bracconaggio sono le minacce che incombono anche sulla tigre, altra specie a rischio di estinzione. A oggi in natura ne esistono appena 3.900. È invece una storia a lieto fine quella del falco pellegrino. Negli anni ‘60 le popolazioni di questo rapace subirono un declino a causa del DDT, un insetticida che alterava la calcificazione delle uova. A partire dagli anni ‘70 la decisione di vietarlo ha permesso alla specie di tornare a riprodursi e oggi possiamo ammirarli anche nei cieli di Roma.
Erroneamente i Sapiens si considerano una specie eletta, al vertice di una piramide verso la quale tende l’evoluzione dei viventi. Invece non esiste una vera e propria gerarchia e nessuna specie si salva da sola. La mancanza dei Sapiens rappresenterebbe un problema solo per gli animali da affezione o allevati; se mancassero gli insetti quasi nessun vivente sopravviverebbe.
“Sapiens Files” è anche online su RaiPlay.it.
