Con il claim «Vivete Adria», che accompagna le serate estive della città, il vicesindaco Federico Simoni ha dato il benvenuto al pubblico, ricordando le principali tappe della carriera di Syria, dalla vittoria al Festival di Sanremo Giovani nel 1996 fino ai trent’anni di attività artistica che la cantante celebra proprio quest’anno.
«Siamo contenti di partecipare a questa 27ª edizione di Tra Ville e Giardini, dove la musica e la cultura vengono vissute in modo diverso, con l’attenzione al territorio», ha detto l’assessore alla Promozione del territorio Giselda Baratella, che ha ricordato anche la visita guidata al Teatro comunale di Adria organizzata prima del concerto e molto partecipata, ringraziando la Pro Loco per la collaborazione.
Per la Provincia di Rovigo, ente promotore della rassegna, il consigliere Matteo Franzoso ha portato i saluti del presidente Enrico Ferrarese e ricordato il sostegno della Regione del Veneto e della Fondazione Cariparo. Il direttore artistico Claudio Ronda ha quindi ringraziato la Provincia per l’impegno fondamentale nella realizzazione della rassegna e ricordato la presenza di Emergency, partner solidale di Tra Ville e Giardini.
Sul palco Syria, accompagnata dalla chitarra di Massimo Germini, ha proposto Bellissime, spettacolo costruito intorno alle grandi interpreti femminili della musica italiana. Più che seguire un percorso cronologico, il racconto procede attraverso gli incontri, le amicizie, le frequentazioni e le figure artistiche che Syria ha conosciuto o che considera punti di riferimento, alternando aneddoti personali alla proposta dei brani.
Il percorso è partito da “Non ci sto”, la canzone con cui Syria vinse il Festival di Sanremo 1996 nella categoria Giovani, per proseguire con “Sei bellissima” di Loredana Bertè, già presentata dalla cantante a Sanremo Giovani nel 1995. Da lì il racconto ha attraversato generazioni e linguaggi diversi della canzone italiana: Milva con La filanda, Mina con Il poeta di Bruno Lauzi, Loretta Goggi con Maledetta primavera, Nilla Pizzi con Quizás, quizás, quizás, fino a Fiorella Mannoia, Elisa, Marina Rei e Antonella Ruggiero.
Particolarmente significativo il capitolo dedicato a Gabriella Ferri, artista alla quale Syria ha dedicato anche un percorso teatrale. Con la sua caratteristica cadenza romanesca, la cantante ha raccontato e interpretato La pansè, arrivando anche a scendere dal palco e a cantare in mezzo al pubblico. Il rapporto con le interpreti evocate nel corso della serata è stato rappresentato anche scenicamente dalla presenza di due mazzi di fiori: a ogni canzone Syria estraeva uno stelo, lanciandolo poi al pubblico.
Tra gli omaggi più intensi della serata, quelli a Mia Martini, con Almeno tu nell’universo, e a Dalida, con Bang bang. Il viaggio è quindi approdato a Patty Pravo, «colei che ci ha lasciato le chiavi della libertà», con E dimmi che non vuoi morire, per chiudersi con Ornella Vanoni e La voglia, la pazzia.
Syria ha coinvolto direttamente il pubblico, lasciandogli spesso spazio nel canto e affidandosi alla sola voce e agli arpeggi della chitarra di Germini. Molti dei brani proposti fanno infatti parte del patrimonio musicale condiviso di più generazioni e sono stati riconosciuti e accompagnati dal pubblico durante la serata.
Bellissime ha così costruito un itinerario personale nella musica italiana al femminile, mettendo in fila voci, canzoni e figure artistiche che hanno segnato epoche diverse e che, attraverso il racconto di Syria, tornano a incontrarsi in un unico percorso.
