PALIO DI ASTI 2026 – TRIONFA SAN MARTINO-SAN ROCCO: DINO PES FIRMA LA RIMONTA VINCENTE IN UNA GIORNATA SEGNATA DAI RITARDI

È il rione biancoverde di San Martino-San Rocco a conquistare il Palio di Asti 2026 per merito del fantino senese Dino Pes “Velluto”, autore di una straordinaria rimonta negli ultimi metri della finale che gli ha consentito di superare i rivali di San Lazzaro e Tanaro. Per San Martino-San Rocco si tratta del quarto successo dalla rinascita del 1967, dopo quelli del 1984 e 1985 in Piazza del Campo e quello del 2012 ottenuto con il fantino Bucefalo.

La manifestazione si è aperta nel pomeriggio di domenica 6 settembre in una Piazza Alfieri gremita. Dopo il tradizionale scambio di formule tra il Capitano del Palio Giuseppe Vertucci e il sindaco Maurizio Rasero, la giornata è entrata nel vivo con le tre batterie di qualificazione. 

La prima si è purtroppo trasformata infatti in una lunga attesa per pubblico e concorrenti. Tra cavalli difficili da allineare, fantini nervosi e continui richiami del mossiere Andrea Calamassi, si sono registrate otto false partenze e due disarcionamenti. La corsa è potuta partire soltanto dopo quasi un’ora, tra i fischi e le proteste dei borghigiani. A qualificarsi sono stati i cavalli di Cattedrale, Tanaro e San Silvestro, ma il pesante ritardo accumulato ha avuto diverse  conseguenze sul programma della giornata.

Più regolare la seconda batteria, che vedeva in pista, tra gli altri, San Martino-San Rocco e San Lazzaro, due delle principali favorite. Dopo una sola falsa partenza, la prova si è sviluppata senza particolari colpi di scena e ha confermato i pronostici della vigilia, qualificando per l’atto conclusivo anche il borgo Torretta.
Ancora più veloce la terza batteria, conclusa con il successo del cavallo scosso di Baldichieri davanti a San Pietro e Castell’Alfero.

I problemi emersi nella fase eliminatoria hanno però finito per dominare il dibattito della giornata. Il ritardo accumulato nella prima batteria, sommato ai necessari tempi di recupero per i cavalli, ha reso impossibile rispettare la programmazione prevista. La diretta RAI è di fatto saltata e la finale è stata disputata soltanto al calare della sera. Una situazione che ha riacceso le discussioni sulla formula del Palio, con molti borghigiani favorevoli a soluzioni alternative per evitare una manifestazione così lunga e complessa.

Quando finalmente è arrivato il momento dell’atto conclusivo, l’attenzione si è concentrata sui favoriti: San Lazzaro, San Pietro, Tanaro e San Martino-San Rocco. Alla partenza è stato Gingillo, per San Lazzaro, a sorprendere tutti conquistando immediatamente la testa della corsa. Per gran parte della finale il fantino gialloverde ha difeso il primato dagli attacchi di Tanaro e San Pietro, ma la svolta decisiva è arrivata nell’ultimo giro. Alla curva del cavallone, mentre il fantino di Tanaro, Federico Arri,tentava un ultimo affondo per superare San Lazzaro, Dino Pes perSan Martino ha trovato la traiettoria giusta all’interno, infilando gli avversari e portando il cavallo biancoverde al comando. Nel rettilineo conclusivo il fantino senese ha potuto alzare il nerbo al cielo accompagnato dall’esultanza incontenibile dei sostenitori bianco-verdi.

L’ordine d’arrivo ha premiato San Martino-San Rocco, seguito da San PietroTanaro e  Baldichieri. Una vittoria costruita con pazienza e determinazione, culminata in una rimonta spettacolare che resterà tra le immagini più significative dell’edizione 2026.

di Fulvio Saracco 

Rispondi