Ellen Burstyn ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera all’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che le è stato consegnato in occasione della proiezione del cortometraggio di Maggie Gyllenhaal “Flesh Impact”, dedicato a Marilyn Monroe in occasione del centenario della sua nascita, nel quale l’attrice offre l’ennesima, straordinaria prova delle sue non comuni doti d’interprete. Il cast del film include anche Dakota Johnson, Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi. Johnson interpreta Marilyn all’apice della sua fama, mentre Burstyn ne interpreta una versione che il mondo non ha mai avuto la possibilità di vedere.
“Maggie ha realizzato una sceneggiatura interessante che richiede un’immersione totale, bisogna tuffarcisi dentro. Marilyn è probabilmente l’attrice più famosa di tutti i tempi, è riuscita a creare qualcosa di incredibile con il suo personaggio, era una donna intelligentissima e ha capito che l’elemento della sessualità poteva essere trattato in un modo così innocente”, ha detto l’iconica attrice la cui straordinaria carriera attraversa sessant’anni di successi tra cinema, teatro e televisione.
Tra i cult che l’hanno vista protagonista c’è “L’esorcista”: “Grazie a quel film è cambiata la mia vita, sono rimasta molto sorpresa del fatto che ho avuto poi modo di prendere parte ad altre pellicole perchè è diventato fondamentale per il genere horror”.
Burstyn ha quindi raccontato della sua formazione con Lee Strasberg ed espresso la sua opinione sull’attuale industria cinematografica americana: “Con Strasberg è stata un’esperienza incredibile. Quando si studia con un maestro cambia la nostra vita e cambiamo noi come persone. Ho potuto sperimentare cose che non avrei mai pensato possibili. Si è trattato di un processo di crescita costante, pertanto consiglio ai giovani artisti di incontrare un maestro della propria arte e studiarlo perchè aiuta a migliorare se stessi e il loro lavoro. I registi sono più prolifici all’inizio della loro carriera perchè dopo essere passati da Hollywood, quella che chiamo la fabbrica degli hamburger, perdono la creatività, iniziano ad avere pregiudizi e non hanno più la forza e l’energia di quando non erano ancora stati intaccati dall’industria cinematografica”.
Attualmente Ellen Burstyn ricopre la carica di co-presidente dell’Actors Studio insieme ad Al Pacino e Alec Baldwin, ha ricevuto quattro lauree honoris causa e tiene conferenze in tutti gli Stati Uniti. Il suo ultimo libro, pubblicato nel 2026, si intitola Poetry Says It Better: Poems to Help You Wake Up ed è attualmente disponibile sia in formato cartaceo sia come audiolibro, dopo aver ricevuto la prestigiosa “Kirkus Star”.
La leggendaria attrice ha poi spiegato come sceglie i film a cui prendere parte: “Quando ricevo una sceneggiatura e finisco di leggerla devo sentirmi colpita, devo avere una sorta di reazione umana che mi fa dire voglio lavorarci, devo ridere, piangere o fare entrambe le cose, oppure deve dire qualcosa di importante in questo momento storico”.
A Venezia83 è stato presentato il road movie “Place To Be” di Kornél Mundruczó che la vede protagonista insieme a Taika Waititi e che racconta l’inaspettata amicizia tra un’anziana signora e un uomo di mezza età in viaggio da Chicago a New York per restituire al proprietario un piccione viaggiatore smarrito, Intruder: “E’ una sceneggiatura che hanno scritto per me e quando questo succede non si può dire di no. Ci sono degli elementi che mi sono piaciuti, c’è un piccione che vola nell’appartamento del mio personaggio, Brooke Graham, non so se si tratti di una benedizione o di una maledizione ma nel resto del film si cerca la risposta a questa domanda. Il piccione ha un anellino intorno alla zampa dove c’è scritto il nome del suo proprietario, così Brooke decide di intraprendere un viaggio per riportarglielo. Sul treno conosce Nelson Green, interpretato da Taika Waititi, la persona più umana, eccezionale che abbia mai incontrato. Tra Brooke e Nelson nasce un legame che li aiuta ad affrontare le loro delusioni. Sul set ci siamo divertiti tanto, è stata una bellissima esperienza”.
di Francesca Monti
