VENEZIA83, Premio Kinéo – Intervista con Cecilia Miniucchi e Katherine Schimmel, regista e sceneggiatrice del corto “Dinner with Dante”: “Raccontiamo le conseguenze invisibili della guerra e il trauma che continua a vivere nelle persone”

“Dinner with Dante”, diretto da Cecilia Miniucchi e scritto da Katherine Schimmel, ha ricevuto il Premio Kinéo “Diamanti al Cinema” come Miglior Cortometraggio, durante lo storico evento della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un importante traguardo per una produzione indipendente interamente realizzata a Firenze che affronta uno dei temi più universali e attuali: le conseguenze invisibili della guerra e il trauma che continua a vivere ben oltre la fine dei conflitti.

Ambientato nella suggestiva cornice di Piazza Santa Croce, il film racconta la storia di una giovane donna che assiste alla morte del proprio promesso sposo, ucciso dall’esplosione di una mina subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Da quel momento la sua esistenza rimane sospesa: ogni sabato torna nello stesso ristorante affacciato sulla piazza, dove immagina di condividere ancora una cena con l’uomo che ha perduto. In un dialogo silenzioso con la statua di Dante Alighieri, mentre il tempo continua a scorrere e le epoche cambiano, il trauma rimane immobile, trasformando il dolore personale in una riflessione universale sul trauma della guerra e sulla pace.

Cecilia Miniucchi, scrittrice e regista, nasce in Italia ma si forma negli Stati Uniti. Ha lavorato accanto a Lina Wertmüller e presso gli Zoetrope Studios di Francis Ford Coppola. Con Expired è stata candidata alla Camera d’Or a Cannes e ha continuato a firmare film di successo come Life Upside Down (con Bob Odenkirk, Radha Mitchell e Danny Huston), presentato a Venezia e distribuito a livello internazionale.

Il suo recente No Place like Rome ha vinto due Premi Kineo, mentre I Love Amsterdam… and You è già pronto per i festival. Ha creato la serie Off the Walls, con Keanu Reeves e un cast internazionale. Oltre al cinema, ha diretto documentari e videoclip musicali premiati, collaborando con artisti come Gloria Estefan, Ricky Martin, Rob Zombie, Devo, Andy Summers e Plácido Domingo. Scrittrice e fotografa, ha pubblicato libri e realizzato mostre a livello internazionale.

La sceneggiatura di Dinner with Dante porta la firma di Katherine Schimmel, ricercatrice indipendente, scrittrice e musicista al suo esordio come sceneggiatrice cinematografica. Da anni impegnata nella tutela dei diritti umani, degli animali e dell’ambiente, Schimmel ha concepito Dinner with Dante come un’opera capace di richiamare l’attenzione sulle vittime innocenti dei conflitti e sugli effetti profondi che il trauma lascia nel tempo. Nel corso della sua carriera ha collaborato anche con il celebre studio di registrazione itinerante Le Mobile, prendendo parte a produzioni internazionali che hanno coinvolto artisti come Eric Clapton, Andrea Bocelli e i Rolling Stones.

Cecilia e Katherine, ci raccontate com’è nato questo cortometraggio?

Cecilia Miniucchi: “L’idea del corto è nata dalla sceneggiatrice Katherine Schimmel. Io poi l’ho elaborata, cambiata e rifatta”.

Katherine Schimmel: “Questa storia è basata su conversazioni che io stessa ho avuto nel 2012 con quella statua, ogni sera cenavo con Dante e facevo queste riflessioni nella mia testa. Poi mi è venuto in mente, anni dopo, che sarebbe stato bello combinare diverse storie di guerra e frammenti di storie concentrandosi sul mondo interiore di questo personaggio che porta alla luce traumi irrisolti, con cui tante persone devono fare i conti in questo mondo. La sfida maggiore è stata la lavorazione del corto fatta da Cecilia in quanto c’è poco movimento in questo film, non ci sono azione o cambi di scenario, è tutto molto statico ma siamo riusciti a creare un mondo all’interno di un mondo, nella mente di questa donna”.

“Dinner with Dante” è dedicato alle vittime delle guerre ma anche a chi sopravvive portandosi dentro delle ferite invisibili …

Cecilia Miniucchi: “Le tragedie innate della violenza e delle guerre in generale sono traumi incurabili, che non spariscono più. Il nostro personaggio è una donna giovane che con il tempo invecchia ma dentro rimane di pietra, ferma, statica, come la statua di Dante a cui si rivolge”.

Anche se poi, invece, la società intorno a lei va avanti …

Cecilia Miniucchi: “Tutto cambia, ma lei non riesce a star dietro alla società e alla storia che va avanti in quanto è stata traumatizzata”.

Katherine Schimmel: “Penso che l’aspetto interessante sia che il trauma subìto cambia lo stato psicologico delle vittime di guerra, la persona è come se invecchiasse dentro, quindi non c’è un movimento perché l’energia si blocca. Nel film si noterà che la protagonista è bloccata ed è simbolico di quella mancanza di energia per andare avanti che abbiamo cercato di portare in tutta la storia. Sono molto orgogliosa di Cecilia perché penso che fosse l’unica in grado di fare un lavoro di questo tipo. Ha seguito esattamente la sceneggiatura. E’ come se mi fossi svegliata un giorno e all’improvviso il film avesse preso vita”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Licia Gargiulo

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