Si è spenta a 78 anni Emma Bonino, attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea e leader di +Europa.
Per tutta la vita ha lottato con determinazione e coraggio per la libertà, per i diritti civili e per il sogno di un’Europa unita, riuscendo a dialogare anche con chi aveva delle idee diverse dalle sue e lo dimostra il rapporto di stima che si era creato con Papa Francesco.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, dopo gli studi al liceo classico si è laureata in Lingue e letterature straniere alla Bocconi di Milano. Nel 1975 si è iscritta al Partito Radicale, ha fondato il Cisa ed è stata tra le promotrici della campagna per la liberalizzazione dell’aborto. Nel 1976 è stata eletta per la prima volta alla Camera. Ha rivestito poi l’incarico di deputata, parlamentare europea, senatrice, vicepresidente del Senato.
Negli anni Novanta è stata Commissaria Europea, con deleghe alla pesca, ai consumatori e all’ufficio umanitario ECHO, ha promosso le campagne per i tribunali sui crimini dell’ex Jugoslavia e del Ruanda e per la nascita della Corte penale internazionale.
Nel 2006, durante il governo Proi, è diventata la prima esponente del Partito Radicale ad essere nominata ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Nel 2013 Enrico Letta le ha affidato il Ministero per gli Affari esteri.
Ha fondato inoltre “Non c’è pace senza giustizia” contro le mutilazioni genitali femminili, ed è stata in prima linea nella lotta contro la fame nel mondo e per i diritti civili. Nel 2017 ha contribuito alla nascita di +Europa, di cui nel 2024 è stata eletta presidente.
Emma Bonino, a cui nel 2015 era stato diagnosticato un microcitoma polmonare, era stata ricoverata lo scorso 7 settembre in ospedale a Roma in terapia intensiva per un’insufficienza respiratoria. Ieri era stata trasferita in una struttura privata.
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