VENEZIA83 – “What love builds”, il film Fuori Concorso di Russell Crowe: “Ho ancora una passione smodata per questo mestiere”

E’ stato presentato Fuori Concorso alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia “What love builds” con la regia di Russell Crowe che è anche protagonista.

Nel 1970 accadono due cose: Russell Crowe mette piede per la prima volta su un set cinematografico e riceve la sua prima chitarra. “Tutto comincia con la musica. Qualsiasi cosa io faccia nella mia vita creativa nasce, in realtà, con la musica”. In What Love Builds, Crowe si affida a un monologo cadenzato dalle sue composizioni, mostrando come musica e recitazione siano dimensioni viscerali e interconnesse, capaci di fondere narrazione e performance. What Love Builds offre uno sguardo raro e approfondito sulle fonti d’ispirazione che hanno plasmato questo artista leggendario ed enigmatico. Attraverso filmati d’archivio e fotografie inedite, il film ripercorre un itinerario che va dalle esibizioni di strada e nei pub fino ai palcoscenici teatrali. “Il cinema è straordinario, è un’avventura cerebrale. Costruisci l’interpretazione nel salotto di casa, vai sul set a fare il tuo lavoro e poi, un anno, un anno e mezzo dopo, ne vedi il risultato: quella serie di snodi emotivi che avevi progettato e la capacità o meno di trascinare con te il pubblico. Il rock and roll, invece, è tutto lì, in quel preciso istante. Ha un’immediatezza assoluta, ed è questo che lo rende esaltante”. Oltre il successo e i premi, la sua passione per la musica e la sua fiducia nel potere delle storie restano incrollabili, a dispetto di ogni ostacolo e critica. La creatività di Crowe è una convergenza perfetta in cui musica e recitazione agiscono all’unisono lungo gli alti e bassi di una carriera iniziata nell’infanzia. Lo vediamo crescere e liberarsi a poco a poco delle proprie insicurezze – come una figura che emerge dalla pietra sotto lo scalpello dello scultore – fino a diventare il grande narratore che conosciamo oggi. Questo dialogo intimo si accende sui palcoscenici di tutto il mondo: con toccante schiettezza e spiccata autoironia, What Love Builds crea un legame profondo con l’artista e con le persone. È una di quelle esperienze che non si sa di desiderare finché non la si vive, e che lasciano un segno indelebile.

“Fare l’attore non è stata una scelta, ma ho seguito le opportunità che sono arrivate, faccio quello che mi piace e i progetti verso cui sento un legame. Quindi non vorrei cambiare nulla della mia carriera fino ad oggi, a 62 anni sono contento di ricevere ancora proposte. Sono il tipo di persona che pensava di poter realizzare un unico film e parte del motivo per cui ancora oggi sto lavorando è perchè parto da una prospettiva molto pura. Ho una passione smodata per questo mestiere e non vedo l’ora che il pubblico veda i miei film. Se leggo un copione e mi trasmette emozioni decido di fare quel progetto. Per quanto riguarda “What love builds” volevamo capire come ridurre il materiale girato che era molto vasto e con Padraic McKinley che è il batterista di un gruppo punk abbiamo trovato il ritmo giusto. Ci siamo incontrati su questo progetto ed è raro trovare una persona che condivida il tuo punto di vista e veda le cose esattamente come te”, ha raccontato Crowe.

di Francesca Monti

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