Gli Esternauti di Opera Liquida con “Selvatico Ancestrale” il 29 ottobre nel carcere di Opera

Dopo il successo all’Abbazia di Mirasole, la neonata compagnia torna al Teatro della Casa di Reclusione di Milano – Opera per il secondo appuntamento dell’ottava edizione del Festival “Prova a sollevarti dal suolo” in scena il 29 ottobre. Prenotazioni obbligatorie entro il 18 ottobre su www.operaliquida.org

Dopo il successo riscosso all’Abbazia di Mirasole, la neonata compagnia degli Esternauti di Opera Liquida torna in scena al Teatro della Casa di Reclusione di Milano – Opera con Selvatico Ancestrale di Ivana Trettel, secondo appuntamento dell’ottava edizione del Festival di teatro e teatro carcere “Prova a sollevarti dal suolo”. Lo spettacolo, nato un anno fa proprio all’interno dell’istituto penitenziario, torna dunque nel luogo in cui è stato concepito, segnando un passaggio importante per la nuova compagnia formata da persone che hanno attraversato l’esperienza detentiva e che oggi proseguono il proprio percorso artistico sul territorio.

L’appuntamento è per giovedì 29 ottobre alle 20.30, in collaborazione con la Direzione della Casa di Reclusione Milano Opera. Il Festival nasce per mettere in relazione pubblico interno ed esterno e creare, attraverso il teatro, un’occasione di incontro tra le persone detenute e gli spettatori provenienti dal territorio, contribuendo all’inclusione e all’abbattimento del pregiudizio.

Per assistere a Selvatico Ancestrale è obbligatorio prenotare entro le ore 24 di domenica 18 ottobre 2026. La prenotazione deve essere effettuata attraverso il sito www.operaliquida.org. La scadenza è necessaria per consentire le procedure di ingresso nella Casa di Reclusione. La partecipazione è riservata ai maggiorenni e gli spettatori dovranno presentarsi almeno 40 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

Il ritorno di Selvatico Ancestrale a Opera coincide con una nuova fase nella storia di Opera Liquida. Gli Esternauti sono persone che per anni hanno partecipato ai laboratori teatrali della compagnia all’interno del carcere e che oggi, terminata o proseguita all’esterno la propria esperienza detentiva, hanno scelto di continuare a fare teatro insieme. Alcuni sono tuttora sottoposti a esecuzione penale esterna, altri hanno concluso il proprio percorso anche da molti anni. La compagnia è una realtà nuova che porta fuori dalle mura del carcere il lavoro artistico e formativo maturato nel tempo.

«Da diciotto anni Opera Liquida lavora nel carcere attraverso il teatro, costruendo un’esperienza nella quale formazione e creazione artistica sono inseparabili – spiega Ivana Trettel, fondatrice e direttrice artistica di Opera Liquida, oltre che drammaturga e regista dello spettacolo –. La nascita degli Esternauti rappresenta oggi un passaggio ulteriore: ciò che è stato appreso e generato dentro l’istituto può continuare a trovare spazio sul territorio, senza che questo interrompa il lavoro che prosegue al suo interno».

«Gli Esternauti – prosegue Trettel – sono persone che hanno attraversato l’esperienza detentiva e che, attraverso i nostri laboratori, hanno incontrato il teatro non soltanto come pratica espressiva, ma come disciplina, responsabilità e possibilità di ridefinire la propria presenza nel mondo. Alcuni sono ancora sottoposti a esecuzione penale esterna, altri hanno concluso il proprio percorso, anche da molti anni».

Il progetto degli Esternauti si affianca al lavoro che Opera Liquida continua a portare avanti all’interno della Casa di Reclusione, dove vengono formati attori, scenografi, costumisti e tecnici audio e luci. «È una filiera teatrale che mette in relazione formazione, produzione e autonomia – sottolinea Trettel –. Grande è la mia emozione nel constatare quanto la passione per il teatro, costruita in lunghi anni di lavoro insieme, sia rimasta intatta anche al di fuori delle mura del carcere».

Selvatico Ancestrale nasce dall’urgenza di dare voce a ciò che non ha voce. Un filo d’erba, un albero, un’ape e ogni forma di vita che resiste alla distruzione diventano protagonisti di un lavoro che interroga il rapporto tra uomo e natura e mette in discussione la nostra idea di progresso.

Cura e devastazione, distruzione e resistenza, possibilità di trasformazione attraversano i corpi degli interpreti, la parola, le immagini e lo spazio scenico. In un mondo nel quale ciò che si rompe viene troppo spesso gettato via, fino ad arrivare al paradosso di immaginare la colonizzazione di altri pianeti dando quasi per scontata l’idea che la distruzione del nostro sia inevitabile, lo spettacolo sceglie di raccontare la resistenza.

Un ruolo centrale è affidato alle immagini della giornalista e fotografa Giuditta Pellegrini, che da dieci anni documenta le foreste del mondo. Il suo progetto Selvatico Ancestrale entra nello spettacolo e dialoga con la seta donata da Ratti, storica eccellenza tessile di Como, trasformandosi in una seconda pelle nei costumi ideati da Salvatore Vignola e realizzati dai detenuti costumisti sotto la guida di Tommaso Massone.

Anche la scenografia nasce dal dialogo tra arte e formazione: Strutturazione Tricroma, opera del 1964 dell’artista cinetico Giovanni Anceschi, viene trasformata in un antro, una grotta, un rifugio. La realizzazione è affidata ai detenuti scenografi guidati da Marina Conti.
In scena, gli Esternauti di Opera Liquida, insieme a Michelangiola Barbieri Torriani, attraversano diverse figure del conflitto tra umano e natura: il corpo-foresta, i distruttori, l’essere senziente. I colori elementari diventano così il punto di partenza per immaginare una sintesi possibile, un luogo nel quale l’essere umano non si contrappone alla natura ma torna a riconoscersi come parte di essa.
La dimensione produttiva è parte integrante del progetto: detenuti costumisti, scenografi e tecnici partecipano alla realizzazione dello spettacolo sotto la guida dei professionisti di Opera Liquida. Il teatro diventa così uno strumento concreto di formazione, collaborazione, responsabilità e autonomia.

IL FESTIVAL PROSEGUE FINO AL 26 NOVEMBRE

Selvatico Ancestrale è il secondo appuntamento dell’ottava edizione di “Prova a sollevarti dal suolo”, Festival di teatro e teatro carcere di Opera Liquida.

Dopo il 29 ottobre, il Festival proseguirà il 12 novembre con Lo sciopero delle bambine. L’eroicomica impresa del 1902 di PEM Habitat Teatrali (prenotazioni entro il primo novembre), per concludersi il 26 novembre con Undicesimo comandamento: uccidi chi non ti ama (prenotazioni entro il 15 novembre), riallestimento dello storico spettacolo di Opera Liquida contro la violenza sulle donne.

Il Festival è sostenuto dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese e gode del Patrocinio del Comune di Milano. Opera Liquida fa parte della rete nazionale “Per Aspera ad Astra. Come riconfigurare il carcere attraverso cultura e bellezza”.

INFORMAZIONI – SELVATICO ANCESTRALE

29 ottobre 2026 – ore 20.30
Casa di Reclusione Milano Opera
Via Camporgnago 40, Milano
Biglietti: €15 intero | €10 ridotto (under 26 / over 65)
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO LE ORE 24 DEL 18 OTTOBRE sul sito www.operaliquida.org.

credit foto Ludovica Sagramoso Sacchetti

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