A L’Evoluzione Pizza, Lele Scandurra e Giuseppe Bellia uniscono pizzeria contemporanea e pasticceria d’autore in una serata dai sapori territoriali

“Quando la pizzeria incontra l’alta pasticceria”. È questo il tema dell’appuntamento, tenutosi lo scorso 15 ottobre a L’evoluzione Pizza, pizzeria catanese che sposa la territorialità e la stagionalità sulla strada di sapori contemporanei.

L’evento
L’idea di fondo è stata quella di miscelare le competenze dalla pasticceria con quelle dell’arte bianca per oltrepassare i limiti tra le discipline e stabilire una relazione di sviluppo da condividere con i partecipanti all’evento. Il percorso compiuto è stato segnato dalla volontà di adoperare la materia prima locale combinando elementi della tradizione, seguendo, al contempo, la via della cucina raffinata.
Protagonisti dell’appuntamento il padrone di casa Lele Scandurra e il Maestro Giuseppe Bellia, titolare e dolciere di “Giuseppe Bellia, La Pasticceria”, sita a Giarre, in provincia di Catania.

Le proposte dell’evento
L’esordio del viaggio gastronomico è stata l’Alimunedda, un “arancinu” d’autore che porta con sé gli aromi e le fragranze agrumate di Sicilia, porta la firma di Bellia: La forma del liomone esterna contiene ed esalta un risotto allo zafferano e scorze di limone siciliano, con un cuore morbido di pistacchio grezzo, crema di formaggio spalmabile e mortadella artigianale a chilometro zero al finocchietto selvatico. La seconda portata è, targata Lele Scandurra che omaggia l’ospite d’onore con la Siciliana d’Autunno Una pizza chiusa- con impasto ai grani antichi siciliani – plasmata su prodotti stagionali etnei, che coniuga la freschezza della ricotta e la sapidità della salsiccia locale con la dolcezza delle castagne, l’amaro proprio delle senapi canute (in siciliano: “sinapi”) selvatiche e l’abbraccio di una riduzione di Nerello Mascalese. A concludere Bellia, con le tradizionali Zeppole Benedettine, icone della pasticceria sicula e una delicata torta Savoia.
Considerando il tutto, l’esperimento, mutuando esempi passati d’oltralpe, ha ottenuto un buon risultato e ha posto le premesse per commistioni dal carattere innovativo, pur nel solco del rispetto degli ingredienti della tradizione.
Ad affiancare le prime due pietanze, la birra Isabū Blanche di Vagliasindi Fermentazioni, che si contraddistingue per l’utilizzo di scorze di mandarino siciliano. Infatti, il proprietario Ignazio Vagliasindi, con la sua azienda di Giarre, punta sul terroir vulcanico dell’Etna, sulla sua acqua sorgiva e sulla valorizzazione di una lavorazione molto attenta e accurata. La blanche, con il suo stile belga-siculo, colpisce, al naso, con sentori agrumati, speziati e floreali e, in bocca, per la raffinata morbidezza e la naturale freschezza.
Nel corso della serata Lele Scandurra e Giuseppe Bellia si sono concessi ad alcune brevi dichiarazioni.

Intervista a Lele Scandurra

D.: Una serata a quattro mani che unisce pasticceria e pizzeria.

R.: È stato un appuntamento in cui abbiamo sperimentato e questo ci è piaciuto molto, perché abbiamo scoperto elementi in comune e visioni, per certi versi, simili.

D.: La pizza è un prodotto che, pur mantenendo fede alla propria tradizione, tende a rinnovarsi in alcune componenti.

R.: La pizza oggi continua ad essere molto richiesta, ma si alzano anche gli standard ed è fondamentale concentrarsi sulla territorialità e la stagionalità, perché oggi non puoi raccontare una pizza alla zucca in estate o viceversa, no? Stasera abbiamo voluto raccontare una pizza che narrasse il nostro territorio e questo periodo dell’anno.

D.: Qual è la cosa più difficile nell’ essere oggi un imprenditore in questo settore?

R.: Sicuramente tutto l’aspetto burocratico che ci circonda, dalle tasse ai dipendenti. Perché ci vorrebbe un po’ più di unione, a partire dai piani alti, perché, tra le altre cose, non si cerca di facilitare il rapporto titolare-dipendente.

D.: Come e quando nasce Lele Scandurra in pizzeria?

R.: Tutto nasce dalla passione per questo lavoro. A 14 anni, io studiavo e facevo il “portapizza”. A 15 anni, sono diventato aiuto pasticciere, poi aiuto cuoco fino ai 20- 21 anni, facendo quella gavetta che, oggi, molti non vogliono fare. Grazie a mia zia sono diventato primo pizzaiolo e ho appreso quei segreti del mestiere che, un tempo, rimanevano quasi nascosti, mentre oggi c’è maggiore volontà di formare i propri collaboratori. È sempre importante anche aggiornarsi. Io lo faccio costantemente con autentici maestri, come Gabriele Bonci.

D.: Quando nasce “L’evoluzione”, che ha ottenuto il titolo “Le Pizze dell’Anno 2026” (Premio Speciale Solania) conferito dalla guida Pizzerie d’Italia 2026 del Gambero Rosso con la “Pizzetta catanese”?

R.: Proprio per il percorso che avevo compiuto, il progetto, che all’inizio era un sogno, ha radici lontane. L’attività nasce circa tre anni e mezzo fa e rappresenta per me un punto di partenza per fare assaggiare a tutti coloro che vengono da noi una pizza catanese che guarda anche a contaminazioni esterne, nel rispetto della tradizione.

Intervista a Giuseppe Bellia

D.: Come nasce la sua passione per la pasticceria?

R.: Sin da quando avevo 5 anni ho incominciato a frequentare il laboratorio di mia zia a Belpasso. Poi mio padre, nel ’91, aprì la sua pasticceria a Giarre e io, già l’anno successivo, mi sono messo a a lavorare con lui, continuando ad andare a scuola. Ho imparato tanto nel punto vendita e al banco, perché ho potuto conoscere e comprendere le persone, cosa che mi è stata utile anche per capire i gusti di chi ama i prodotti dolciari. Tra l’altro, in passato, le ricette dei dolci erano segrete e si imparavano con l’esperienza, ma anche osservando e capendo chi le metteva in pratica. Crescendo mi sono reso conto che i dolci sono tradizioni da non dimenticare mai, senza avere paura di avere curiosità o voglia di innovare.

D.: Qual è la direzione che sta prendendo la pasticceria?

R.: Possiamo dire che c’è un ritorno verso il passato, verso il rispetto del fattore tempo. C’è una ricerca del prodotto perduto, che io chiamo l’emozione perduta. I dolci del passato stanno ritornando a rivivere, così come quei gusti che non si provano più per la loro particolarità propria, appunto, dei “dolci vecchi”.

D.: Come nasce la proposta di stasera?

R.: Nasce anche proprio dalla ricerca dell’emozione perduta, ma anche dalla volontà di valorizzare il territorio e la stagionalità, tendenza che si sta perdendo. Io, ad esempio, smetto di fare la granita in autunno, perché rappresenta stagioni diverse, ossia primavera ed estate.

D.: Il suo rapporto con l’innovazione?

R.: L’innovazione deve esserci sempre perché segue il ritmo della vita che va sempre avanti e anche i dolci devono “andare avanti”, mantenendo sempre un sano riferimento al passato, per capire meglio quello che eravamo dove stiamo andando.

L’evoluzione Pizza
https://www.levoluzionepizza.it/
Via Quintino Sella 14 – ang, Via Mario Sangiorgi, 24 – 95129 Catania CT
Tel.:095 229 2922

Apertura: 18.00-24.00 tutti i giorni (tranne il martedì)
Coperti: 70 interni e 20 esterni
Servizio: 12 elementi
Cantina: 100 referenze di vino, soprattutto siciliane; 20 etichette di birra, in prevalenza artigianale
Stile interni: contemporaneo, con richiami alla natura

Giuseppe Bellia La Pasticceria
https://giuseppebellialapasticceria.com/
Viale Don Luigi Sturzo, 2, 95014 Giarre CT
Tel.: 340 886 9290

di Gianmaria Tesei

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