Qatar Museums (QM) ha inaugurato al National Museum of Qatar (NMoQ) Giuseppe Penone: The Inner Flow of Life, un’importante retrospettiva che esplora il costante interesse di Penone per le sinergie tra processi artistici e naturali. Visitabile fino al 13 febbraio 2027, la mostra, co-curata da Hans Ulrich Obrist, Artistic Director della Serpentine, e Issa Al Shirawi, Head of International Exhibitions di Qatar Museums, presenta 25 opere realizzate tra il 1970 e il 2026, che restituiscono la profonda fascinazione dell’artista italiano per le forze che plasmano il mondo naturale e il corpo umano.
La mostra riunisce opere degli esordi della carriera di Penone, tra cui Rovesciare i propri occhi (1970), e lavori realizzati nel 2026, come Vene di bronzo (2026), ripercorrendo il modo in cui l’artista ha sviluppato temi quali il tatto, la crescita, la pressione, la memoria e la trasformazione. Inoltre, Qatar Museums installerà una nuova scultura realizzata dall’artista, Idee di Pietra, presso l’Old Doha Port.
Giuseppe Penone: The Inner Flow of Life si articola in cinque padiglioni appositamente realizzati negli spazi della Baraha del National Museum of Qatar, ciascuno dedicato a un materiale che ha occupato un ruolo centrale nella ricerca di Penone: foglie, porcellana, spine, marmo e pelle. Mettendo in dialogo opere di periodi diversi, la mostra comprende sculture, disegni, installazioni, fotografie e opere video che restituiscono la costante attenzione di Penone alle qualità fisiche della materia e alle tracce impresse dal corpo umano nell’ambiente circostante.
Giuseppe Penone ha dichiarato: «The Inner Flow of Life amplia i concetti che hanno ispirato le opere che ho realizzato nel corso della mia vita. L’osservazione e la comprensione dell’albero come elemento fluido – considerando la sua crescita nel tempo – sono al centro della mia visione della realtà e delle connessioni che la nostra esistenza condivide con il continuo fluire della materia del mondo. L’architettura del National Museum of Qatar di Doha si ispira ai cristalli della rosa del deserto, evocando la vitalità e la crescita insite nella materia minerale. Presentato in questo scenario straordinario, il mio lavoro entra in dialogo con gli elementi naturali del Paese – acqua, sole, vento e sabbia – e con il flusso vitale che essi incarnano».
Fra le altre opere esposte ci sono anche Respirare l’ombra (2000), un’installazione immersiva realizzata con rete metallica, foglie di alloro, bronzo e terracotta, e Alberi Libro (2017), che prosegue la lunga ricerca di Penone sulle forme degli alberi e sul legno come materiale. Opere come Propagazione di Sèvres (2013) e Spine d’acacia – Palpebra (2016) mostrano come le tracce del contatto umano e della crescita naturale si trasformino in forme scultoree e materiche di più ampia portata.
Spine d’acacia – Palpebra (Acacia thorns – Eyelid), 2016. Acrylic, glass microspheres, acacia thorns on canvas, 10 elements. Total dimensions 200 × 600 × 7 cm. Courtesy: Qatar Museums.
