A TV7 “Il mare è nero”

Un conflitto nel conflitto, combattuto tra le onde del Mar Nero, dove anche le navi mercantili sono diventate bersagli e le rotte commerciali si trasformano in campi di battaglia. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli attacchi attribuiti ai droni russi contro il traffico marittimo. Cargo colpiti, equipaggi terrorizzati, marinai che si rifiutano di salpare, premi assicurativi alle stelle. Navigare in queste acque significa affrontare una delle rotte più pericolose del pianeta, dove ogni traversata può diventare una missione ad alto rischio. Ma la battaglia del Mar Nero non riguarda soltanto l’Ucraina. È una guerra silenziosa che minaccia i commerci internazionali, mette a rischio il trasporto di grano, petrolio e materie prime e si spinge sempre più vicino ai confini dell’Alleanza Atlantica. Da Odessa, porto strategico dell’Ucraina sotto attacco, a Costanza, in Romania, sulle coste di un Paese membro della Nato, “Il mare è nero” è un reportage di TV7 – in onda venerdì 6 novembre a mezzanotte su Rai 1 – lungo la nuova frontiera di questa guerra ibrida perché si tratta di un conflitto che non si combatte soltanto sulla terraferma.
Poi, “Guerra del gelo”. Dagli ultimi allarmi bomba sui cieli europei agli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati e delle banche del sangue: le nuove frontiere della guerra ibrida sono ‘offensive low-cost’ che mirano a colpire la vita quotidiana dei cittadini. A Tv7 l’analisi di Pierguido Iezzi, esperto esterno del Ministero della Difesa, che evidenzia come la vulnerabilità delle vecchie infrastrutture digitali e la complessità dei loro aggiornamenti espongano i Paesi europei a minacce facili da orchestrare, anche grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale. Questa tipologia di attacco, già utilizzata in Israele da forze iraniane, ora si concentra sull’Europa. Questi attacchi, alcuni rivendicati da collettivi di hacktivisti filorussi, altri – come l’ultimo allarme bomba sugli aerei europei – da un sedicente gruppo maschilista “Combattenti dello Stato Maschile”, non mirano a sottrarre dati o a distruggere sistemi (operazione che richiederebbe capacità tecniche ed economiche sofisticate), ma puntano a generare panico, disservizi e sfiducia nella popolazione rendendo temporaneamente inaccessibili siti web pubblici o servizi online.
E ancora, “Fuga dall’inferno”: un reportage da Oleshky, città occupata sulla linea del fronte, descrive accuratamente una delle operazioni umanitarie e mediatiche più complesse del conflitto russo-ucraino. Il viaggio della troupe Rai, embedded con le forze occupanti russe, mette in luce sia il dramma umano della popolazione civile sia le profonde implicazioni geopolitiche del cessate il fuoco. Le immagini e le testimonianze raccolte mostrano uno scenario di devastazione assoluta. Condizioni estreme. Gli ultimi abitanti rimasti sono sopravvissuti per mesi in una città fantasma completamente isolati, privi di generi alimentari di prima necessità, medicinali, riscaldamento ed elettricità, circondati dai droni, dalle mine e dal fuoco incrociato dei due eserciti. Per loro si è mosso Papa Leone XIV che ha chiesto a Putin e Zelensky il cessate il fuoco. La first lady Melania Trump ha negoziato con russi e ucraini per garantire la sicurezza di una missione umanitaria senza precedenti. La commozione delle famiglie riunite, ma anche il sospetto: a Kyev denunciano quella che viene definita una operazione della propaganda russa, una mossa di Putin per ingraziarsi la Casa Bianca.
Si torna al “1966: il cielo capovolto” Il 4 novembre del 1966, la tragica alluvione di Firenze. 60 anni dopo le voci dei fiorentini e dei protagonisti di allora: i ricordi riemergono dalla melma, che aveva ricoperto tutto. Un racconto corale, attraverso le testimonianze degli angeli del fango, arrivati da ogni parte del mondo, per aiutare la città a risollevarsi; tra loro anche Monsignor Giuseppe Betori arrivato nel ‘66 per dare una mano. 42 anni dopo sarebbe ritornato a Firenze come Arcivescovo della città. Le immagini d’epoca e i luoghi di oggi: nella Biblioteca Nazionale ancora si restaurano i libri alluvionati, così si consegna la Storia al futuro.
Si volta pagina con “La nona arte”. passione di pochi a fenomeno di massa. È la storia della comunità nerd, nata attorno al mondo del fumetto nella Lucca degli anni Sessanta e diventata oggi un universo che riunisce centinaia di migliaia di appassionati. A sessant’anni dalle origini di Lucca Comics, il tema è Legacy, l’eredità: quella di una comunità che ha attraversato generazioni, trasformando passioni, linguaggi e identità. I fumetti sono diventati cultura popolare, i loro disegnatori vere star, come Claudio Castellini e Simone Bianchi, protagonisti del racconto di Tv7. E mentre cresce il pubblico dei kidult, adulti che continuano a coltivare passioni e immaginari dell’infanzia, le nuove generazioni digitali guardano sempre più a Oriente, conquistate dal fenomeno manga come Giulia Monti, in arte Mogiko, giovane artista italiana arrivata fino a Tokyo.
Spazio anche a “Il flaco e il maestrone”. La storia del sodalizio, umano e artistico, tra Francesco Guccini – scomparso il 6 agosto scorso – e il suo storico chitarrista Juan Carlos “Flaco” Biondini: le canzoni, l’amicizia, l’impegno e l’ironia nelle parole del Flaco in occasione dell’ultimo Premio Tenco. Un viaggio tra musica e memoria, attraverso i ricordi di chi ha condiviso con il Maestrone decenni di palcoscenici, passioni e battaglie. Un rapporto fatto di complicità, intesa musicale e profonda amicizia, che ha attraversato generazioni e raccontato, attraverso le canzoni, un pezzo della storia e della coscienza civile del nostro Paese. Il ritratto intimo e affettuoso di un artista che ha saputo trasformare storie personali e collettive in un patrimonio musicale senza tempo.
Ancora musica con “La macchina del tempo”. Dalle canzoni indimenticabili alla fantascienza, con una tappa a Hollywood e una nuova vita a Parigi. Mauro Repetto, cofondatore degli 883, si racconta a TV7 passeggiando nel cuore di Roma, dove è ambientato il suo primo romanzo, proiettato in avanti di 50 anni. E mentre immagina la Capitale del futuro riflettendo sui pericoli dell’intelligenza artificiale, Repetto torna indietro nel tempo: agli esordi, all’amicizia con Max Pezzali, ai loro trionfi fino alla scelta di Mauro di lasciare tutto proprio all’apice del successo.
In chisura, il “Come eravamo”. Da TV7 del 1967 “Equipe 84” il popolarissimo complesso del momento si cimenta a suonare la sigla di Tv7 arrangiando il famoso motivo con strumenti anche non tradizionali.

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