Debutto da applausi al Teatro Sociale di Busto Arsizio per la prima nazionale di “Frankenstein”

Al Teatro Sociale di Busto Arsizio venerdì 6 novembre è andato in scena in prima nazionale “Frankenstein”, con la regia di Federico Zanandrea, basato sul celebre adattamento che Nick Dear scrisse per il National Theatre di Londra e liberamente ispirato al romanzo di Mary Shelley.

Fin dall’apertura del sipario si viene trasportati in un mondo gotico, dove gli effetti visivi (dal fuoco alla neve), i costumi d’epoca e le incursioni acrobatiche (spettacolare la performance alla corda) sono il riflesso amplificato di un dolore immenso.

La regia orchestra con precisione una complessa macchina scenica, che vede sul palco sessanta artisti, capaci di restituire la grandiosità e lo spaesamento emotivo del racconto.

La forza della rappresentazione risiede nella capacità di far empatizzare il pubblico con la solitudine e lo smarrimento della Creatura, magnificamente interpretata da Federico Zanandrea, che approfondisce la trasformazione fisica e psicologica del “mostro”, dotato inizialmente di un’indole buona e ingenua e diventato cattivo a causa dell’isolamento e dei maltrattamenti da parte delle persone che incontra che lo portano all’odio e alla vendetta, nonché a compiere efferati delitti, focalizzando la sua rabbia nei confronti del suo stesso creatore, lo scienziato Victor Frankenstein, cui dà voce e corpo un magnetico Eugenio Mastrandrea.

Tra i protagonisti troviamo anche Chiara Baschetti, al debutto teatrale, che regala una grande intensità emotiva alla domestica Justine, simbolo di un’umanità pura e dignitosa che resiste alle ingiustizie senza scendere a compromessi; Carlo Valli nel ruolo di De Lacey, un uomo cieco che accoglie la Creatura senza pregiudizi e gli insegna a parlare e a leggere; Deborah Morese nei panni di Elizabeth Lavenza, promessa sposa di Victor Frankenstein, che incarna l’innocenza e l’affetto familiare; Ludmilla Voronkina Bozzetti che interpreta una contorsionista; un elegante Corrado Tedeschi nel ruolo di Alphonse, il padre di Victor. Nel cast figurano inoltre Valentina Cardinali, Martino Iacchetti, Francesco Rizzi, Alessandro Zurla, Marco Benedetti, Leonardo Mei Bertocchi, Francesca Alberti, Simone Belli e Matteo Licori, insieme agli allievi del Liceo Candiani di Busto Arsizio.

Lo spettacolo si interroga con lucidità sui concetti di diversità, isolamento e sulle storture di una società che tende spesso a ghettizzare l’altro, lo sconosciuto, il non conforme, invitando ad andare oltre l’apparenza.

“Frankenstein” offre così al pubblico importanti riflessioni, mostrando la crudeltà del rifiuto, il peso dell’esclusione sociale e il disperato bisogno di amore e accettazione che risiede in ognuno di noi.

di Francesca Monti

Lascia un commento