Atene, la città dell’Acropoli e del Partenone

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle capitali del mondo. Oggi vi portiamo ad Atene, la città dell’Acropoli e del Partenone, tra storia e modernità.

Ecco alcune cose da vedere nella capitale greca.

La Plaka: è abitata da circa 7.000 anni e non è stata intaccata e modificata dagli scavi. Proprio per il suo aspetto inalterato, è una delle zone più turistiche della città con le sue botteghe caratteristiche, i palazzi e le chiese bizantine, i monumenti appena nascosti dalle piccole stradine e i numerosi negozi di souvenir e oggetti particolari.

La Torre dei Venti, chiamata anche horologion, è una torre ottagonale in marmo Pentelico, situata nell’agorà romano di Atene. Il costruttore è presumibilmente Andronico di Cirro, che l’avrebbe realizzata nel 50 a.C; ma secondo altre fonti sarebbe stata costruita nel II secolo a.C., prima del resto del foro. La struttura è alta 12 metri e ha un diametro di circa 8 metri. Nel passato era sormontata da una specie di banderuola a forma di Tritone, indicante la direzione del vento. Sotto il fregio raffigurante le otto divinità del venti – Borea (N), Kaikias (NE), Euro (E), Apeliote (SE), Noto (Astreo) (S), Lips (SO), Zefiro (O), e Skiron (NO) – ci sono nove meridiane. All’interno si trova una clessidra, funzionante tramite l’acqua proveniente dall’Acropoli. Nel periodo paleocristiano l’edificio fu usato come campanile per una chiesa bizantina. È rimasta parzialmente sepolta sotto terra fino al XIX secolo. Esiste una torre simile a Sebastopoli, costruita nel 1849, ed un’altra a Bergamo, costruita nel periodo fascista. La Torre dei Venti si trova all’interno dell’agorà, dove pulsava il cuore commerciale, politico e amministrativo di Atene e tutti gli uomini si ritrovavano per prendere decisioni politiche importanti e concludere affari. Proprio nell’agorà, nel 399 a.C. , il grande filosofo Socrate fu condannato a morte perché accusato di corruzione nei confronti della gioventù e nonostante gli fosse stato offerto un modo per salvarsi, il filosofo volle comunque scontare la sua pena, bevendo la cicuta, dimostrando a tutti l’importanza del rispetto delle leggi.

L’Hephaisteion o Tempio di Efesto è un tempio greco situato poco sopra l’antica agorà. È uno dei templi dorici meglio conservati al mondo, pur essendo meno noto del vicino Partenone. Il tempio è conosciuto anche come Theseion, perché ritenuto erroneamente in epoca bizantina, il luogo di sepoltura di Teseo.

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L’Acropoli: la salita a questo meraviglioso monumento è abbastanza faticosa ma all’arrivo la vista ripaga lo sforzo.

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L’Acropoli domina la valle circostante da uno sperone di roccia, è caratterizzata da bellissimi monumenti ed è il simbolo universale della civiltà e dello spirito classico, ricco di fascino e di mistero.

E’ il più grande complesso architettonico ed artistico lasciato dalla civiltà greca a tutto il mondo: una collina rocciosa dove sono sorti importantissimi pensieri filosofici e ambiziose strategie politiche. Durante l’epoca di Pericle fu realizzata la ricostruzione dell’acropoli, con la costruzione del Partenone, dei Propilei ed in seguito dell’ Eretteo e del Tempio di Atena Nike.

Il Partenone è uno dei Templi più belli di tutta l’umanità. Simbolo di Atene e della sua cultura intellettuale che si contrapponeva alla forza fisica per governare le cose del mondo tipiche della città avversaria, Sparta, fu eretto nel quinto secolo avanti Cristo sull’acropoli ateniese in onore della dea Atena Parthénos, per volere di Pericle, dagli architetti Ictino e Callicrate. Il Partenone è il più grande esempio di arte dorica, è dotato di diciassette colonne sui lati lunghi e otto sui lati corti. Le decorazioni scultoree furono progettate da Fidia, come la statua di Athena Parthénos, andata purtroppo perduta. Nei secoli successivi il Partenone fu trasformato in chiesa cristiana prima e in moschea poi dopo la conquista ottomana della Grecia. I turchi utilizzarono il tempio come deposito di armi e munizioni. Nel 1687 durante l’assedio veneziano alla città di Atene, un colpo di mortaio sparato da una nave colpì il tempio che fu praticamente distrutto. In seguito si provvide alla ricollocazione delle parti superstiti, ricostruendo solo parzialmente il tempio, al quale tuttavia mancano numerose parti scolpite che nel XVIII secolo gli inglesi acquistarono dai turchi e trasportarono a Londra dove sono conservate nel British Museum.

Il Museo dell’Acropoli ospita molte opere famose tra cui: il Moscoforo, i Quattro delle Cariatidi dell’Eretteo, la Kore del Peplo, l’Atena pensosa, la Metope del Partenone di Fidia. Tra l’agorà e l’Acropoli si trova l’Areòpago (Aρειος Πaγος “Collina di Ares”).

Nel periodo monarchico vi si riuniva il collegio delle supreme magistrature dello stato presiedute dal re (governo dei 9 arconti), mentre intorno al 624 a.C. tale termine venne utilizzato per indicare l’assemblea degli anziani (ex arconti). La sua principale funzione era quella di occuparsi della custodia delle leggi contro ogni violazione e della giurisdizione sui delitti di sangue. Il suo orientamento fu del tutto conservatore, e la sua composizione formata da membri provenienti dall’aristocrazia, per anzianità o per principi ereditari, accentua il suo indirizzo moderato e sancisce il suo ruolo decisivo nella custodia delle leggi, della pubblica moralità e dei culti cittadini. L’areopago perdette lentamente il controllo della vita pubblica col sorgere delle prime forme di democrazia, che presero subito piede rispetto alle leggi arcaiche dell’arcontato, i cui membri erano addirittura eletti a vita, senza possibilità di rinnovo del consiglio. A partire dal 487 a.C. ci fu il declino dell’areopago, grazie alla rivoluzione democratica avviata da Clistere, con la fondazione della Boulè. Areòpago deriva da Ares, dio della guerra greco. Secondo la leggenda il dio sarebbe stato accusato di omicidio da Poseidone, dio del mare greco, e Ares sarebbe stato giudicato da dodici dei, riuniti come giudici del tribunale, proprio in quel luogo. Secondo un’altra versione storicamente sulla collina sorgeva un tempio dedicato ad Ares.

Il Museo Archeologico Nazionale di Atene è fra i dieci musei più importanti al mondo per la vastità e la ricchezza delle sue collezioni, che ripercorrono le origini di questo affascinante Paese e tracciano il percorso di tutte le culture che sono passate da qui. Il patrimonio presente nel Museo Archeologico Nazionale di Atene è diviso in vari settori: al pianterreno, la sezione delle sculture e quella preistoria, dove si ripercorrono i primordi della storia della Grecia, mentre al secondo piano si trova la splendida collezione delle ceramiche.

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Il mercatino di Monastiraki è un’esplosione di colori e di vivacità, dove si può trovare di tutto, dagli strumenti musicali alle scarpe, dai vestiti usati a cellulari, elettrodomestici, cd, video e addirittura caviale.

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Tantissime le bancarelle immerse nei vicoletti e nelle stradine di Monastiraki che ospita anche bellissime chiese e monumenti da visitare. Sparsi in ogni angolo artisti di strada, bar e caffè all’aperto, venditori di frutta fresca e secca.

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Piazza Syntagma, il cuore della città. Il nome “Syntagma” può essere reso in italiano come piazza dello Statuto o piazza della Costituzione e fa riferimento alla maestosa facciata del parlamento alla cui base è situato il monumento al milite ignoto sorvegliato dagli “Evzones”, guardie con il caratteristico costume greco. Il parlamento greco è monocamerale ed è composto da 300 deputati eletti per 4 anni con sistema proporzionale. Il parlamento esercita la funzione legislativa insieme al governo. Si riunisce di diritto il primo lunedì del mese di ottobre, a meno che il presidente della repubblica non l’abbia convocato anteriormente. Piazza Syntagma è una delle principali mete turistiche di Atene per la sua storia tormentata e per la sua vicinanza alle zone più interessanti e affascinanti della città.

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Lo Zappeion è una costruzione neoclassica situata nella parte meridionale del centro storico di Atene e progettata dall’architetto danese Theophil Hansen. La realizzazione di questo edificio è dovuta ai progetti del commerciante ed organizzatore Evangelos Zappas, che aveva devoluto parte dei suoi beni nell’organizzazione di manifestazioni sportive internazionali. Dopo l’apertura avvenuta nel1888, questo edificio fu utilizzato per i Giochi Olimpici del 1896, quelli della I Olimpiade dell’ età moderna. Per l’occasione, lo Zappeion ospitò le competizioni di vari sport di combattimento. Zappas, il mecenate, nel frattempo era già morto.

Il trattato per l’entrata della Grecia nella Comunità Europea nel 1981 fu firmato proprio nello Zappeion.

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Il Tempio di Zeus fu costruito sulle rovine di un tempio preesistente per volere dei tiranni Pisistratidi nel 515 a.C. Durante gli anni della democrazia ad Atene non si continuò a costruire il tempio perché la costruzione era ritenuta un’insolenza verso la divinità, se edificata sulle basi gettate dai Tiranni. I lavori ricominciarono nel 174 a.C. sotto Antioco IV, durante la dominazione macedone. Il tempio venne riprogettato dall’architetto romano Cossutius, in modo che fosse il più grande che il mondo avesse mai visto, così come desiderato dal sovrano macedone. La costruzione fu nuovamente interrotta quando il sovrano morì nel 163 a.C. Il tempio fu completato da Adriano tra il 129 e il 131 d.C. Il sovrano dedicò il tempio a Zeus, conosciuto a Roma come Giove, il re degli dei. Fece erigere una statua in oro e avorio di Zeus nella cella e, poco distante da questa, una sua statua grossa quanto quella del dio. Non rimane tuttavia nulla dell’interno del tempio, distrutto dai barbari e usato come cava di pietre.

Lo Stadio Panathinaiko (in greco Παναθηναiκo Στaδιο, “stadio di tutti gli Ateniesi”), noto anche come il Kallimarmaron, (cioè “dei bei marmi”). E’ uno storico stadio di Atene, l’unico al mondo costruito interamente con marmo pentelico (quello proveniente dal Monte Pentelico).

Lo stadio è inoltre famoso per aver ospitato gli eventi principali dei Giochi della I Olimpiade, dei Giochi Olimpici intermedi ed alcuni eventi dei Giochi della XXVIII Olimpiade. Nell’antichità, venne usato per ospitare i Giochi Panatenaici, in onore della dea Atena, protettrice della capitale greca. Durante l’età classica, lo stadio aveva i posti a sedere in legno; venne rinnovato con il marmo del monte Pentelico dall’arconte Licurgo nel 329 a.C. Nel 140 a.C. venne ampliato da Erode Attico, raggiungendo i 50.000 posti. Rimasto sepolto per diversi secoli, venne riscoperto nel 1870 e restaurato con i fondi di Evangelis Zappas, per i Giochi Olimpici di Zappas, un personale tentativo di rinascita delle antiche Olimpiadi, giochi che si tennero nel 1870 e nel 1875. Venne restaurato una seconda volta nel 1895, in occasione dei primi Giochi Olimpici, grazie al benefattore greco George Averoff. Lo stadio è stato costruito molto tempo prima che le dimensioni delle strutture sportive di atletica leggera fossero state standardizzate e per questo la sua pista segue l’antica traccia. Può contenere circa 80.000 posti su 50 file diverse di gradini in marmo. Nei tempi recenti, questo stadio venne usato spesso come sede di celebrazioni per vittorie sportive, come quella della Nazionale di calcio agli Europei o la cerimonia di apertura dei Mondiali di atletica leggera del 1997, con un concerto del compositore Vangelis. Durante i Giochi Olimpici del 2004, il Panathinaiko ospitò il torneo di tiro con l’arco e l’arrivo della Maratona, vinta dal campione azzurro Stefano Baldini.

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Il Pireo è il porto di Atene, dal quale oggi si possono prendere navi e traghetti per tour in alcune delle più belle isole della Grecia, come Samo, Chio, Mikonos, Creta, Rodi, Egina, Hydra, solo per citarne alcune.

testi e foto di Francesca Monti

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