Nuovo appuntamento sabato 15 luglio alle 23.25 con il programma di Rai3 “Sono Innocente”, condotto da Alberto Matano

Nuovo appuntamento sabato 15 luglio alle 23.25 con il programma di Rai3 “Sono Innocente”, condotto da Alberto Matano. Il dramma e il riscatto di uomini e donne accusati ingiustamente, le storie di persone che da una vita normale e tranquilla si trovano catapultate in un vero e proprio incubo, la realtà cruda e difficile del carcere.
I casi raccontati questa settimana sono quelli di Giuseppe Giuliana e di Sandra Maltini.
Cinque anni di carcere più 2 anni e 5 mesi con l’obbligo di dimora e divieto di espatrio per un omicidio mai commesso. Un errore giudiziario per il quale Giuseppe Giuliana, bracciante agricolo di 50 anni originario di Canicattì (Agrigento), ha chiesto e ottenuto un risarcimento dallo Stato di 500.000 euro. Riconosciuto colpevole in primo grado dalla Corte di Assise il 4 luglio 1997, la sentenza venne confermata anche dalla Corte di Appello: condanna a 19 anni di reclusione per omicidio, detenzione e porto d’armi da fuoco, rapina aggravata. Giuseppe Giuliana ha continuato a proclamarsi innocente tanto da riuscire a far riaprire il caso… che si è concluso con una sentenza di assoluzione da parte della Corte d’Assise d’Appello di Catania il 6 dicembre 2014. Ora si sta lentamente ricostruendo una vita.
Sandra Maltinti, architetto di 61 anni,  è stata arrestata nel 2004 per una storia di tangenti sull’isola d’Elba. Sconta 72 giorni di carcere e 15 ai domiciliari prima che il suo caso venga di nuovo sottoposto a giudizio. L’indagine che la vede coinvolta si riferisce al comune di Portoferraio dove, secondo l’accusa, si era creato un comitato d’affari che, con la complicità di alcuni imprenditori, gestiva il potere e che vedeva coinvolti il sindaco, gli esponenti della sua amministrazione e il capo dell’ufficio tecnico, Sandra Maltinti, appunto. Viene trasferita nel carcere di Sollicciano con l’accusa di aver favorito degli imprenditori con concessioni edilizie e svendite di terreni in cambio di sostegno elettorale. Solo l’8 luglio 2008 arriva la sentenza di assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste”. Ha scritto un libro nel quale affronta la vita in cella, le compagne, gli hobby che servono per sopravvivere e il malessere per la libertà persa ingiustamente.

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