Alla scoperta di Termoli, splendida città del Molise

“L’acqua del mare di Termoli scompare al sole in luogo solitario… listata di rosso e nasconde alla vista il gruppo meravigliosamente candido delle Isole Tremiti. Dove approda trova un letto di sabbia brillante che ne fa più evidente la chiarezza…” (Francesco Jovine)

Oggi andiamo alla scoperta di una graziosa città del Molise, precisamente in provincia di Campobasso: Termoli. Arroccato su di un piccolo promontorio roccioso, il borgo antico di Termoli si protende verso il mare Adriatico, e guardando verso est si intravede, nelle giornate limpide, il profilo dell’arcipelago delle isole Tremiti. Termoli è il porto più importante della regione Molise, e con Vasto è il porto commerciale più attivo di questa zona dell’Adriatico, oltre che un borgo di pescatori che forniscono al mercato del pesce e ai numerosi ristoranti le migliori qualità di pesci dell’Adriatico centro-meridionale.

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Il borgo antico è formato da stradine strette e tortuose, che si stringono attorno al Duomo, la chiesa principale, un imponente monumento di arte romanica, con oltre 900 anni di storia. Il portale d’ingresso e la facciata hanno uno stile pugliese ma con influssi pisani. Sempre all’interno del borgo antico si trova il Castello Svevo. Esso venne innalzato intorno al Duecento e rientra nel sistema di fortificazione ideato da Federico II di Svevia. L’edificio prende la sua denominazione dall’imperatore Svevo, il quale volle la ristrutturazione del Castello nel 1247. Nei secoli il Castello ha subito delle variazioni per poterlo adattare alle armi da fuoco. Le mura e i bastioni furono rinforzati agli inizi del Novecento. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i danni provocati al monumento resero necessari dei lavori di ristrutturazione. Nel 1885 il Castello Svevo è stato dichiarato monumento nazionale e qualificato come museo storico regionale. Il monumento è formato da una torre poggiante su una base quadrata ai cui angoli si collegano quattro torri cilindriche. La Torre si sviluppa maggiormente in altezza sul lato che si affaccia verso il mare con antiche funzioni di avvistamento e difesa. Interessanti sono le diciture settecentesche rinvenute nelle sale al pian terreno, utilizzate come carcere. Sono difatti riportati nomi, date e ragione della carcerazione. Il mare migliore si trova a fianco del Castello dove si apre la spiaggia di S. Antonio che prende il nome dalla vicina chiesa sita nella Termoli ‘nuova’. Le acque del mediterraneo sono limpide e in caso di mare calmo acquistano una meravigliosa colorazione verde smeraldo.

Proseguendo la nostra visita, incontriamo la Cattedrale di Santa Maria della Purificazione. La Chiesa fonda le sue origini nel VI secolo, quando un luogo di culto venne edificato sulle macerie di un tempio romano. L’attuale edificio fu eretto tra il XII e il XIII secolo, danneggiato da un terremoto nel 1464 e da un’offensiva dei turchi nel 1566, fu in seguito risistemato. La chiesa presenta tre navate e tre absidi con sostegni circolari. Il fronte del monumento arriva fino a un’altezza di 22 metri ed è poggiato su un basamento rialzato due metri rispetto al livello del terreno. La parte inferiore della Cattedrale di Santa Maria della Purificazione, più datata, è costituita da sette archi con delle bifore, le quali si differenziano tra loro. L’arcata centrale è più ampia e ospita il portale. Un’iscrizione in una lunetta di una bifora commemora Stasio Grimaldi di Giovanni che finanziò in parte la costruzione del Duomo cittadino. All’interno è stata compiuta un’opera di ristrutturazione nel 1932 per riportare il tutto allo stato originario

La Chiesa di Maria SS. Della Vittoria in Valentino si erge fuori dal centro abitato della città di Termoli, in provincia di Campobasso. L’edificio di culto fu costruito per mano dei frati Cappuccini nel Cinquecento su un’altura dominante la valle del Sinarca, con il fine difensivo. L’edificio fu in parte distrutto dai turchi durante un’invasione nel 1566 portando al trasferimento dei Cappuccini in altra sede lasciando il convento per sempre. La facciata è molto semplice e segue le regole francescane. Internamente, l’edificio si presenta a una sola navata ed ha quattro archi a tutto sesto. Interessante è l’acquasantiera posta all’ingresso che, si pensa, sia una delle rare cose non distrutte dai turchi. Nell’ultimo ventennio, si stanno compiendo delle opere di restauro per permettere ai fedeli di esercitare le funzioni religione. L’altare ospita un dipinto cinquecentesco della Madonna col Bambino e altri affreschi di San Sebastiano e San Giovannino posti ai lati. Si può ammirare inoltre un dipinto della Madonna della Vittoria risalente al 1545, anno di fondazione del monumento.

Nella Chiesa di San Timoteo sono invece conservate le reliquie del teschio di San Timoteo, le quali sono venerate da oltre sette secoli. Nel 1945, durante dei lavori di ristrutturazione della cripta, fu trovato un loculo coperto da una lapide in marmo che riportava un’iscrizione attestante la morte del Santo. I resti di San Timoteo hanno una storia lunga. Nel 356, Artemio, prefetto d’Egitto, rubò i resti agli efesini conducendoli a Costantinopoli nella Basilica degli Apostoli. Quest’ultima fu danneggiata nel 536 da un incendio e, nonostante ciò, le reliquie rimasero intatte. La città vide l’avvento della IV Crociata nel 1204, in seguito alla quale numerosi saccheggi vennero compiuti dai Crociati. Da quel momento non si hanno notizie certe sulle reliquie e si ipotizza che dei cittadini di Termoli, partecipanti alla Crociata, ne entrarono in possesso trasportandole sino alla cattedrale della propria città, nella quale furono salvaguardate per i secoli successivi. Nel 1994 il Vescovo Domenico D’Ambrosio fece ripulire le reliquie constatando un ottimo stato conservativo Altre architetture religiose.

Di notevole importanza sono inoltre l’ex seminario vescovile situato in piazza S.Antonio, Piazza Vittorio Veneto con il suo palazzo e i suoi giardini, il Monumento ai caduti, la Chiesa di Sant’Anna e la Chiesa della Madonna delle Grazie.

Da Termoli si possono fare interessanti escursioni via mare, alle Isole Tremiti, e in particolare all’isola di San Domino.

La gastronomia termolese è tipicamente marinara, ma fa ampio uso dell’olio prodotto sulle colline vicine. Il piatto tipico per eccellenza è u’ bredette alla termolese, pasto serale dei pescatori di ritorno a casa dalle paranze. Altri piatti tipici sono: Pasta alla chitarra con sugo di seppie e/o calamari; I fesille (i fusilli con sughi di verdure in bianco o al ragù al pomodoro); I sécce (seppie) e ‘pisille; I pulepe ‘mbregatorie (I polpi “in purgatorio”); I trejje (le triglie) alla ‘ngorde (ingordo); I trejjezzole (triglie piccolissime); U pappòne (il pappone); A mertiscene (la torpedine); I tubettini con ‘i maruzzelle (pasta [tubetti] con lumachine di mare); I pulepe arrecciate (polpi con olio di oliva in padella); U scescille, I scarpelle di Natale: pasta di pane lievitata e fritta; I cacate de ciavele: piccole palline di pasta fritta ricoperte di miele.

Essendo la vita marinara storicamente legata con quella civile della città, le ricorrenze e le tradizioni di Termoli sono molto legate al mare, come testimonia la festività di San Basso, celebrata annualmente il 4 agosto, nella quale un simulacro del Santo viene portato in processione su diverse imbarcazioni fino a ritornare nella città vecchia. Termoli ospita inoltre il Cinefestival, il Kimera International Film Festival, una kermesse cinematografica internazionale giunta alla sua dodicesima edizione e organizzata da una associazione locale, il Cineclub Kimera.

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Un’altra tipicità di Termoli è quella dei trabucchi, un’imponente costruzione realizzata in legno strutturale, formata da una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d’Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un’enorme rete a maglie strette detta trabocchetto. Questa antica macchina da pesca, tipica delle coste garganiche, molisane ed abruzzesi è tutelata come Patrimonio monumentale dal Parco Nazionale del Gargano.

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