Viaggio alla scoperta della Sicilia: Agrigento e la Valle dei Templi

Il nostro viaggio alla scoperta della Sicilia prosegue oggi con Agrigento e la Valle dei Templi, dove in ogni angolo riecheggia il profumo della storia.

Tra ulivi e mandorli in fiore, sorge Agrigento, città ricca di storia, con tanti interessanti luoghi da vedere. L’Abbazia di Santo Spirito, risalente al 1260, è composta dalla chiesa e dal monastero. La chiesa ha la facciata in stile gotico e l’interno in stile barocco. Il monastero è caratterizzato da un bellissimo chiostro e da affreschi del XVI e XIX secolo. Nell’edificio si trovano il Museo Civico e la Galleria Sinatra. La Chiesa di San Lorenzo, del XVII secolo, è in stile rinascimentale-barocco. All’ingresso sorgono due allegorie della Fede e della Carità e due colonne tortili. Splendida è la Cappella del Crocifisso, rivestita d’oro zecchino, opera dello scultore Pietro Carletto. La Basilica di Santa Maria dei greci, risalente al XII secolo, sorge invece sulle fondamenta di un tempio greco. La chiesa è detta dei greci perché, durante la dominazione bizantina, fu cattedrale di rito greco-ortodosso. Sul soffitto si trovano affreschi del Trecento e, nella chiesa, una statua del Cinquecento. La Cattedrale di San Gerlando, Duomo della città, fu fondata alla fine dell’XI secolo e ampliata dal XIV al XVII secolo. La chiesa è un mix di differenti stili artistici: arabo-normanno quello del transetto della Torre Campanaria; gotico-chiaramontano è quello della prima parte della chiesa, con le colonne ottagonali sormontate da archi; rinascimentale è il campanile; barocchi sono il presbiterio e la parte centrale. Presso la Cattedrale, sorge il Palazzo Vescovile, costruito nella prima metà del XVII secolo, in cui sono custoditi i ritratti dei sette Vescovi agrigentini. Al centro della città vi è Piazza Marconi, in cui sono situati la Stazione centrale, il Palazzo della Banca d’Italia e il Palazzo antico del Genio Civile.

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Ma la più importante piazza di Agrigento è quella dedicata a Luigi Pirandello. In Piazza Pirandello, costruita in occasione del centenario della nascita dello scrittore, sorgono il Palazzo dei Giganti (sede del Comune), la Chiesa di San Domenico, il Palazzo dei Montaperto e il Collegio dei Padri Filippini. Attraverso il chiostro del Palazzo dei Giganti, si accede al meraviglioso Teatro Luigi Pirandello, costruito nel 1870. Il teatro fu decorato da pittori tra i più noti dell’Ottocento. Una delle decorazioni più significative dell’impianto era il sipario, rappresentante l’atleta akragantino Esseneto che ritorna vincitore da Elea. Da visitare anche la casa natale dello scrittore, in cui vi si rifugiò la famiglia Pirandello in occasione di un’epidemia di colera che colpì la città.

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La perla di Agrigento è sicuramente la meravigliosa Valle dei Templi, l’antica Akragas, dove sembra che il tempo si sia fermato. E’ un luogo talmente affascinante da lasciare senza parole, tra templi, fichi d’india, cactus e ginestre illuminate dal sole, che splende nel cielo celeste. In estate è possibile visitare la Valle dei Templi di sera, quando le luci del tramonto e poi quella della luna illuminano i templi rendendo ancora più suggestiva e magica l’atmosfera. Inserita dall’Unesco nell’elenco del Patrimonio Mondiale, la Valle dei Templi conserva i resti di ben dieci templi in ordine dorico, tre santuari, parecchie necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; necropoli romana e tomba di Terone; paleocristiana; Acrosoli); opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca; due importanti luoghi di riunione: l’Agorà inferiore e l’Agorà superiore; un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca.

Tra gli splendidi templi, magnifico esempio della civiltà greca classica, troviamo:

il Tempio di Hera Lacinia, o tempio di Giunone, costruito nel V secolo a.C. e incendiato nel 406 dai Cartaginesi. Era il tempio in cui solitamente si celebravano le nozze;

il Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un’iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio, costruito anch’esso nel V secolo e quello meglio conservato;

il Tempio di Eracle, o tempio di Ercole, il cui culto era molto importante nell’antica Akragas. Si tratta di una delle costruzioni più antiche. Distrutto da un terremoto, oggi restano in piedi otto colonne;

il Tempio di Zeus Olimpio, edificato dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480-479) per onorare Zeus. Era il tempio più grande di tutto l’occidente antico e unico nell’architettura del suo genere. Era caratterizzato dalla presenza dei telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo, raffigurazioni di Atlante che sorregge la volta celeste;

il Tempio dei Dioscuri o tempio di Castore e Polluce, in realtà sorge all’interno del santuario delle divinità ctonie ed è quindi probabile che sia stato edificato in onore delle divinità della terra (Demetra, Persefone, Dioniso) e non dei Dioscuri;

il Tempio di Efesto o tempio di Vulcano;

il Tempio di Atena, costruito lontano dalla valle vera e propria. Si trova nel centro storico della città di Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.

Tempio L, è stato scoperto da scavi recenti ed è una costruzione completamente distrutta già in epoca classica;

il Tempio di Asclepio, o tempio di Esculapio, facente parte di un santuario extraurbano costruito lontano dalle mura delle città, luogo di pellegrinaggio dei malati in cerca di guarigione;

il Tempio di Demetra e santuario rupestre di Demetra. Il tempio sorge nella parte orientale della città, sul fianco del pendio con cui si conclude la Rupe Atenea nella valle del fiume Akragas. Dal terrazzo del tempio di Demetra, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario completamente scavato all’interno della collina;

il Tempio di Iside che si trova all’interno del complesso museale di San Nicola.

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La Valle dei Templi inoltre ospita la cosiddetta tomba di Terone, un monumento di tufo di notevoli dimensioni a forma di piramide, che si pensa sia stato costruito per ricordare i caduti della Seconda Guerra Punica. Sull’altro lato della strada che imbocca la Porta Aurea si stende una vasta spianata, dominata dal grande campo dell’Olympeion. Sul lato occidentale della città si conservano i resti delle Porte VI e VII, la prima probabilmente con porta e controporta al centro di una valletta attraversata da una strada diretta forse ad Eraclea, la seconda guarnita da due torri e, a valle, da due poderosi baluardi esterni, uno dei quali è spesso oltre quindici metri, un sistema di difesa avanzata noto anche altrove nel mondo greco. Più a nord vi sono i resti delle Porte VIII e IX, travolti dall’incivile speculazione edilizia. Al centro della Valle dei Templi, nella zona ad ovest della chiesa di San Nicola (oggi Museo Nazionale), si ergono i resti dell’ekklesiastérion e del cosiddetto Oratorio di Falaride.

Il primo è una cavea circolare in cui sono conservate una ventina di file concentriche di sedili, al fondo della quale un anello di conci delimita lo spazio centrale a forma d’orchestra, intagliato nella roccia e completato a sud con blocchi; tre cunette scavate nella roccia della cavea a nord, nord-est ed est incanalavano infine le acque piovane provenienti dalla zona di maggior pendenza. I cittadini assistevano ai dibattiti dell’assemblea dalla cavea, mentre l’orchestra era destinata agli oratori. L’Oratorio di Falaride è in realtà un tempietto di tipo romano su alto podio con altare sulla fronte orientale ed era probabilmente un luogo di culto costruito dai Romani.

L’antica Akragas, nel V secolo a.C., era un fiorente centro culturale: patria del filosofo pre-socratico Empedocle, frequentata da Pindaro e Simonide. In epoca romana, la città fu visitata da Cicerone alla ricerca di prove della rapacità e delle malversazioni del pro-console Verre e descritta da Virgilio nell’Eneide. Dal Medioevo fino ai nostri giorni, i panorami, la vegetazione, i colori e l’eco della storia hanno ispirato filosofi, scrittori, poeti e pittori come Ludovico Ariosto, Goethe, Maupassant, Alexandre Dumas, Anatole France, Murilo Mendes, Lawrence Durrell, Francesco Lojacono, Nicolas de Stael, Salvatore Quasimodo, Luigi Pirandello. Da visitare anche il Museo archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento che si trova nelle vicinanze della Valle dei Templi e raccoglie le collezioni di materiali archeologici statali, civiche e diocesane e costituisce un insieme organico e di particolare importanza per la comprensione della storia della città e del suo territorio.

Da Agrigento si possono fare interessanti escursioni come quella a Porto Empedocle e Girgenti, luoghi in cui sono stati ambientati i film con protagonista il Commissario Montalbano, interpretati da Luca Zingaretti e tratti dai libri di Andrea Camilleri, o quella alla meravigliosa Scala dei Turchi, una falesia viva costituita da uno sperone di marna bianca che si erge a picco sul mare, nei pressi di Realmonte.

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Una menzione particolare infine va fatta alla gastronomia siciliana, con tanti squisiti piatti tipici.

Dalla pasta con le sarde, alla pasta alla norma, dagli arancini al cous-cous, dalla parmigiana di melanzane alle sarde alla beccafico, dai piatti a base di pesce fresco al cibo di strada come i tipici panini palermitani acquistabili dai venditori ambulanti: pane e panelle (fatte con farina di ceci), pane, panelle e cazzilli (crocchette di patate), pane ‘ca meusa (con milza), dalle pizze alle focacce, per arrivare ai dolci. Dai classici cannoli siciliani, preparati al momento, alla cassata, dalla sfincia alle paste di mandorla, dal buccellato al biancomangiare, dalla diplomatica alla frutta di Martorana, fino alla brioscia con gelato o panna accompagnata da una buonissima granita realizzata in tantissimi gusti (mandorla, limone, caffè, arancia, fragola, gelso, menta, cioccolato).

Domani la quarta tappa alla scoperta di Catania e Taormina. Stay tuned.

Testo e foto di Francesca Monti

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