Lunedì 4 settembre, alle ore 21, nella cornice sacra della Basilica di San Marco, MITO SettembreMusica propone una serata biblica

Lunedì 4 settembre, alle ore 21, nella cornice sacra della Basilica di San Marco, MITO SettembreMusica propone una serata biblica. In programma Il diluvio universale, oratorio per soli, coro e orchestra composto da Michelangelo Falvetti nel 1682, tratto dal racconto biblico che occupa il settimo e l’ottavo capitolo della Genesi. Sotto la direzione dell’argentino Leonardo García Alarcón, il potente oratorio sarà interpretato dall’ensemble La Cappella Mediterranea e dal coro belga Namur Chamber Choir.

Da poco riscoperto, l’oratorio racconta i quaranta giorni e le quaranta notti di pioggia e tempesta divine che ricoprirono, nel racconto della Genesi, la superficie terrestre fino alle vette più alte. L’oratorio dà voce e suono a Noè, interpretato dal tenore Valerio Contaldo, a sua moglie Rad, il soprano Mariana Flores, alla allegorica Giustizia divina, il contralto Evelyn Ramirez Nuñoz, Dio, interpretato dal basso Matteo Bellotto; e ancora a La Natura Humana, Caroline Weynants, soprano, a La MorteFabián Schofrin, controtenore, e agli elementi naturali: L’Acqua, interpretata dalla soprano Amélie RengletIl FuocoThibaut Lenaerts, tenore, e La Terra, Sergio Ladu, basso. Infine il basso Keyvan Chemirani, zarb, oud, darf.
Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon e propone l’opera di un “compositore ingiustamente dimenticato”, come spesso sono definiti quei musicisti riportati alla luce dopo secoli di buio. Una riscoperta iniziata nel dopoguerra che ha portato ad una vera e propria rinascita della “musica antica”. Scoperte che continuano a stupire come quella che ha tolto la polvere dallo spartito suggestivo del Diluvio Universale.

Michelangelo Falvetti, nato nel 1642 in una cittadina della cui esistenza si potrebbe dubitare, Melicuccà (oggi in provincia di Reggio Calabria) e morto nel 1697 probabilmente a Messina, è stato avvolto dalla più assoluta oscurità fino al 2010, quando Leonardo García Alarcón, alla testa della Cappella Mediterranea e del Chœur de Chambre de Namur, ne ha favorito la riscoperta grazie a numerosi concerti e registrazioni discografiche. Il suo Diluvio Universale nasce tra le mura di una Messina contesa tra Spagnoli e Francesi, stremata dalle continue rivalità interne. Scritto, per quanto riguarda il testo, dal letterato Vincenzo Giattini e stampato dall’editore trapanese Barbera nel 1682, ottiene un immediato, trionfale successo perché viene considerato una metafora della brutale repressione subita dalla città ad opera degli spagnoli. È, però, soprattutto un prodotto della più raffinata propaganda cattolica firmata Controriforma.

Gli studi compiuti da Fabrizio Longo hanno accertato che il Diluvio Universale «è l’unica testimonianza giunta fino a noi di una composizione messinese seicentesca di così grandi dimensioni e per un organico così ampio da comprendere solisti, orchestra e coro».

Il contributo musicologico da cui attinge questo testo, edito sul programma di sala, è a cura di Andrea Banaudi.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi di ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all’apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Informazioni: +39.02.87905201

PROGRAMMA
Michelangelo Falvetti  (1642-1692)
Il diluvio universale, oratorio per soli coro e orchestra 
La Cappella Mediterranea
Choeur de Chambre de Namur
Leonardo García Alarcón, direttore
Valerio Contaldo (Noè), tenore
Mariana Flores (Rad), soprano
Matteo Bellotto (Dio), basso
Evelyn Ramirez (La Giustizia divina), contralto
Fabián Schofrin (La Morte), controtenore
Caroline Weynants (La Natura umana), soprano
Thibaut Lenaerts (Il Fuoco), tenore
Sergio Ladu (La Terra), basso
Keyvan Chemirani, zarb, oud, darf

BIOGRAFIE
L’ensemble La Cappella Mediterranea è stato fondato nel 2005 da Leonardo García Alarcón con l’obiettivo di riscoprire le origini e gli ideali estetici della musica del sud Europa. In seguito si è diversificato esplorando il madrigale, la polifonia e l’opera, un mix di generi che si sono amalgamati in un’unica cifra stilistica caratterizzata dallo stretto rapporto che si è venuto a creare tra i musicisti e il direttore. Il loro approccio entusiasta a numerose opere dimenticate, l’originale reinterpretazione del repertorio, i concerti che uniscono musica, teatro e danza e le registrazioni, hanno attratto sempre di più il pubblico e la critica. La Cappella Mediterranea è sovente ospitata da prestigiosi festival e istituzioni, come Théâtre du Châtelet a Parigi, Château de Versailles, Vienna Konzerthaus, Amsterdam Concertgebouw, Carnegie Hall di New York e Teatro Colón a Buenos Aires. In campo operistico l’ensemble ha ottenuto il suo primo successo nel 2013 con Elena di Cavalli al Festival di Aix-en-Provence. Da allora è stato ospitato dai più importanti teatri d’opera e nel 2016 con Eliogabalo ha introdotto Cavalli nel repertorio dell’Opéra National di Parigi. Ha effettuato numerose incisioni con Ambronay Editions, Naïve e Ricercar, tutte apprezzate dalla critica. Strozzi virtuosissima compositrice è stato nominato al Midem Classical Award; Sogno barocco con Anne So e von Otter ha avuto la nomination ai Grammy Award a Los Angeles nel 2013 e I Sette Peccati Capitali ai Victoires de la Musique 2017. La Cappella Mediterranea è sostenuta dal Ministère de la Culture et de la Communication- DRAC Auvergne Rhône-Alpes, dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes, dalla Città di Ginevra e da una fondazione privata ginevrina.

Dalla sua fondazione nel 1987, il belga Chœur de chambre de Namur si dedica alla difesa del patrimonio musicale del suo paese d’origine (concerti e registrazioni dedicati a Rogier, Du Mont, Fiocco, Gossec, Grétry) oltre che alle grandi opere del repertorio corale. Ospite abituale dei più prestigiosi festival europei, ha lavorato con rinomati direttori come Eric Ericson, Marc Minkowski, Jean- Claude Malgoire, Simon Halsey, Sigiswald Kuijken, Jean Tubéry, Federico Maria Sardelli, Patrick Davin, Roy Goodman, Michael Schneider, Philippe Pierlot, Philippe Herreweghe, Jordi Savall, Christophe Rousset, Eduardo López Banzo, Guy Van Waas, Andreas Scholl. Ha al suo attivo numerose incisioni apprezzate dalla critica (nominations ai Victoires de la Musique, Choc di «Classica», Diapason d’Or, Joker di «Crescendo», 4F di «Télérama», Editor’s Choice di «Gramophone», Prix Caecilia della stampa belga). Ha vinto il Grand Prix de l’Académie Charles Cros nel 2003, il Prix de l’Académie Française nel 2006, l’Octave de la Musique nel 2007 e nel 2012. Nel 2010 la direzione artistica è affidata a Alarcón: la collaborazione porta a successi concertistici e discografici (Judas Maccabaeus di Händel, Vespro a San Marco di Vivaldi, Il Dilluvio universale Nabucco di Falvetti, Cantate profane di J.S. Bach, Requiem di Mozart, Vespro della Beata Vergine di Monteverdi). Nel 2016 la sua prima produzione teatrale con Eliogabalo di Cavalli all’Opéra di Parigi; nel 2017 con Alarcón l’Orfeo di Monteverdi. Il Chœur de chambre de Namur è sostenuto dalla Fédération Wallonie- Bruxelles (servizio per la musica e la danza), della Loterie Nationale, dalla Città e dalla Provincia di Namur, dal Port Autonome de Namur.

Dopo aver studiato pianoforte nella natia Argentina, Leonardo García Alarcón si è specializzato a Ginevra con Christiane Jaccottet. È stato assistente di Gabriel Garrido no al 2005. Dal 2010 al 2013 è stato artista in residenza al Centre Culturel de Rencontre d’Ambronay, dove ora è artista associato. Nel 2015 ha fondato la Millenium Orchestra; insegna accompagnamento al cembalo e interpretazione vocale barocca al Conservatorio di Ginevra.
Come direttore e clavicembalista è stato ospite di festival e sale da concerto in tutto il mondo (teatri dell’opera di Montpellier, Lione, Nantes, Rennes, Lille, Palermo, Londra). Ha diretto le orchestre della Fondazione Gulbenkian a Lisbona, l’Orchestre de Chambre di Parigi e la Freiburger Barockorchester, fra le altre. Dopo il successo di Elena di Cavalli al Festival di Aix-en-Provence è stato invitato a dirigere al Teatro de la Zarzuela di Madrid nel 2016, all’Opéra National di Parigi nel 2016 e 2018 e alla De Nationale Opera di Amsterdam nel 2017. Sempre nel 2017 sono in programma tre opere di Cavalli: Il Giasone a Ginevra, Erismena a Aix-en-Provence ed Eliogabalo ad Amsterdam. In primavera ha presentato la sua versione dell’Orfeo di Monteverdi che porterà in tournée in Europa e Sud America.

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