Venezia74: i Leoni d’Oro alla carriera Jane Fonda e Robert Redford protagonisti del film “Le nostre anime di notte”

di Francesca Monti

VENEZIA- Due leggende del cinema internazionale, Jane Fonda e Robert Redford, una coppia cinematografica bellissima, da quel “A piedi nudi nel parco” che ha fatto sognare milioni di spettatori. Oggi li ritroviamo a Venezia 74, lei radiosa e incantevole, lui sempre affascinante, a ritirare il Leone d’Oro alla carriera e a presentare il nuovo film che li vede protagonisti: “Le nostre anime di notte” di Ritesh Batra.

Una sintonia perfetta, affettuosa, ironica, quella tra i due artisti, che traspare anche nella conferenza stampa, condita da divertenti siparietti tra i due. “Volevo fare un ultimo film con Jane prima di morire”, racconta Robert Redford. “E poi questa storia è magnifica: ad ogni età c’è bisogno di storie d’amore e questa riguarda le seconde possibilità, uno spunto di riflessione per chi invecchia. L’industria del cinema si rivolge ai giovani, Le nostre anime di notte spera di interessare anche loro”. Jane Fonda rivela: “Robert bacia ancora benissimo, come quando avevamo 20 anni. Avevo fantasie su di te quando eravamo giovani, non posso negarlo”. L’attore risponde: “C’erano cose dette e non dette, ci siamo piaciuti molto”. “Ormai è troppo tardi”, replica lei, “ma ce ne sono altre di cose che non sai”. Redford scherza: “E ti sembra il caso di dirlo davanti a tutti?”, tra gli applausi e le risate della sala stampa.

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Il film, che è Fuori Concorso ed è prodotto da Netflix, non si vedrà in sala, ma in streaming su internet per gli abbonati alla piattaforma dal 29 settembre e racconta una delicata storia d’amore senile ben scritta, a cui Redford e Fonda regalano ancora di più un tocco di magia ed emozione. Ambientato in Colorado, Our souls at night vede l’incontro di due solitudini quando Addie Moore (Jane Fonda) bussa alla porta del suo vicino Lous Waters (Robert Redford) con una proposta indecente: farsi compagnia la notte, dormendo insieme. Entrambi vedovi da anni, non si erano mai frequentati. Ora con i figli lontani e le case enormi, il vuoto sembra più grande e insopportabile. Cominciano così a frequentarsi e piano piano nasce un sentimento d’amore, ma la realtà e i conti con il passato non sono ancora chiusi.

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credit foto FM

“E’ un film sull’amore, ma soprattutto sulla speranza. Ci dice che non è mai troppo tardi, se sei coraggioso e ti prendi dei rischi, per diventare quello che non sei stato o non sei potuto essere”, ha dichiarato Jane Fonda. “Adoro questa donna che prende l’iniziativa e che accetta di fare i conti con suo figlio: in punto di morte, non conta quanti premi hai avuto o quanti soldi hai, ma se sei stata capace di amare i tuoi figli e fatto per loro quanto hai potuto”, raccontando tutta la sua stima per Robert Redford, sex symbol negli anni ’70 che al suo passaggio faceva girare le segretarie della Paramount all’epoca del loro primo film, La Caccia di Arthur Penn, del 1966. “Con la sua creatività, con il suo lavoro al Sundance, Robert Redford ha cambiato il cinema americano e io lo amo davvero come produttore e come regista, ho un affetto profondo per lui ed è stato bello innamorarmi di nuovo. Abbiamo cominciato insieme e finito insieme”.

Robert Redford conclude dicendo: “E’ stato naturale tra noi sin dall’inizio, quando avevamo 20 anni e anche ora che abbiamo girato il film. Non c’è stato bisogno di spiegazioni e tante parole”. Entrambi hanno espresso la loro preoccupazioni per la situazione ambientale: “Voglio solo pensare in termini di speranza ora che viviamo in tempi in cui non ne abbiamo abbastanza. L’ambiente oggi è la cosa più importante, dobbiamo salvare il pianeta, fare il massimo per evitare disastri climatici”, ha detto la grande attrice. “Siamo responsabili per le generazioni future, dobbiamo preoccuparci delle conseguenze di come trattiamo questa terra”, ha aggiunto Redford.

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