Venezia 74: MigrArti Cinema 2017: Premio miglior sceneggiatura per A mio padre – Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti

Il cortometraggio A mio padre di Gabrielle Allan Gutierrez Laderas e Alessio Tamborini, elaborato durante il corso di Documentario serale della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e realizzato con il contributo del bando MigraArti 2017 del MiBACT vince il premio Miglior Sceneggiatura di MigrArti, evento collaterale di Venezia 74.

La giuria di MigrArti 2017  presieduta dal regista e scrittore Francesco Patierno e composta da Enrico Magrelli, Jonis Bashir, Nadia Kibout, Mauro Valeri, Lucia Gori e Paolo Masini, ha conferito il premio Miglior sceneggiatura al corto A mio padre di Gabrielle Allan Gutierrez Laderas e Alessio Tamborini “Per aver saputo trattare il genere del documentario con studiata perizia drammaturgica, arrivando a restituire allo spettatore il racconto di una vita intera in pochi minuti attraverso una voce narrante mai banale o cronachistica.”

Il documentario – realizzato sotto la direzione artistica di Tonino Curagi e la supervisione e il tutoraggio di Anna Gorio, entrambi documentaristi e docenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, produzione esecutiva di Laura Zagordi, Direttore della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – ha come partner anche NAGA onlus. Racconta la vita del padre del regista, Miguelido Laderas, la sua gioventù nelle Filippine e i primi anni trascorsi a Napoli. Le sue emozioni di immigrato, sentimenti di affetto e nostalgia nei confronti della madre e di un Paese ormai lontano, la vita quotidiana, che tra malinconia e ilarità, consente allo spettatore di addentrarsi più intimamente nella vita privata di una famiglia.

A mio padre è visibile online sul sito del Mibact (http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_110484417.html) e su RaiChannel.it e grazie a un accordo con Rai Cinema sarà inserito nel palinsesto di Ra1 nel mese di ottobre.

Va a La recita di Guido Lombardi il premio Miglior Film per questa seconda edizione del premio MigrArti, presentato anche quest’anno nel corso della 74. Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. La giuria, presieduta dal regista e scrittore Francesco Patierno, ha inoltre conferito il Premio Miglior Regia a Jululu di Michele Cinque e Miglior Sceneggiatura al corto A mio padre di Gabrielle Allan Gutierrez Laderas e Alessio Tamborini. Tre le menzioni speciali: Interno 4 Safari- Cirillo di Paolo Bianchini, La Macchia di Luca Cusani e L’amore senza motivo di Paolo Mancinelli, mentre per il Miglior messaggio G2 il premio va a Figli Maestri di Simone Bucri.

Premio MigrArti Cinema 2017
Miglior Film – La Recita
Per aver raccontato una storia avvincente che riesce a stratificare la narrazione su più livelli, trattando il tema dell’integrazione con eleganza ed umorismo e per aver avuto la capacità di ottenere il meglio da ogni singolo reparto coinvolto.

Miglior Regia – Jululu
Per aver sfruttato ed indagato tutte le possibilità del mezzo e delle modalità comunicative cinematografiche, offrendo allo spettatore un film in grado di animarsi soprattutto di meravigliose intuizioni visive e ottima capacità di messa in scena.

Miglior Sceneggiatura – A mio padre
Per aver saputo trattare il genere del documentario con studiata perizia drammaturgica, arrivando a restituire allo spettatore il racconto di una vita intera in pochi minuti attraverso una voce narrante mai banale o cronachistica.

Miglior messaggio G2 – Figli Maestri
Per aver documentato con acume e brillante spirito di osservazione la realtà dei nuovi italiani, contesi tra due retaggi culturali ugualmente importanti e sempre alla ricerca di una propria ed altrettanto nuova identità e collocazione.

Menzione speciale – Interno 4 Safari Cirillo .
Per la capacità  narrativa di un storia vera,  positiva e affascinante  di contaminazione  culturale,  famigliare  e umana .

Menzione speciale – La Macchia
Per la capacità di raccontare  in pochi minuti e  in maniera ironica il tema della cittadinanza e della sua attuale legislazione.

Menzione speciale – Amore senza motivo
Per la capacità di saper narrare una storia semplice che ha fatto il giro del mondo in maniera fresca e immediata.

I corti, realizzati sia da associazioni sia da società di produzione cinematografica, raccontano storie di vita e di diverse culture che vivono il processo di integrazione nel tessuto sociale del nostro Paese, tracciando uno spaccato dei “nuovi italiani”. Un modo per riconoscere e dialogare con le tante realtà che in Italia si occupano di quei popoli migranti. “L’obiettivo di MigrArti è quello di far conoscere e dare voce alle culture e alle comunità di immigrati presenti nel nostro Paese – ha dichiarato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini – la conoscenza è un valido strumento per alimentare il rispetto della diversità e costituisce un ottimo antidoto contro la paura e il sospetto.” Per il coordinatore del progetto MigrArti, Paolo Masini, “l’edizione del 2017 è stata un grande successo, sia per la qualità dei cortometraggi finalisti che per l’attenzione del pubblico, e segna un importante passo in avanti per un progetto innovativo per parlare in modo partecipato delle culture di provenienza di tanti nuovi italiani. MigrArti è ora pronto per diventare un progetto da esportare in altri paesi d’Europa”.

Tutti i 23 corti finalisti sono visibili online sul sito del Mibact (http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_110484417.html) e sui RaiChannel.it e grazie a un accordo con Rai Cinema saranno inseriti nel palinsesto di Ra1 nel mese di ottobre.

***
Ecco le sinossi dei corti premiati
LA RECITA di Guido Lombardi (Bronx Film srl)
Chinué è una ragazza di Napoli, una giovane “G2” che si ritrova alle prese con una gravidanza inaspettata. I suoi genitori non vedono di buon occhio la sua simpatia per un ragazzo di Napoli, e questo complica le cose. Un racconto magico che ha come sfondo il dramma di “Romeo e Giulietta”, una messa in scena alla quale la stessa Chinué partecipa e che vede contrapposti come Montecchi e Capuleti gli italiani ed i migranti.

FIGLI MAESTRI di Simone Bucri (CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio)
Un documentario che getta lo sguardo sul processo di integrazione che spesso porta i figli dei migranti a diventare maestri dei loro genitori. Stili di vita diversi a confronto, che a volte collidono e a volte collimano con quelli dei loro paesi d’origine. La metonimia di un paese attraverso le testimonianze e i racconti dei nuovi italiani.

INTERNO 4 SAFARI-CIRILLO di Paolo Bianchini (L’alveare producecinema)
La famiglia Safari Cirillo è una famiglia particolare: lui italiano, lei africana, uniti in un matrimonio che ha saputo combinare il meglio delle due culture e che ha battuto una terza via di coesione e di amore, inedita ed impensabile ad entrambi, prima di intraprendere questo lungo viaggio assieme.

JULULU di Michele Cinque (Lazy Film srl)
Jululu è un viaggio musicale in un angolo di Africa nel sud Italia, nelle vaste piane coltivate a pomodoro nella provincia di Foggia. Badara Seck, musicista griot senegalese, come una guida sciamanica, attraversa questi luoghi alla ricerca di Jululu, l’anima collettiva africana, fino ad arrivare in uno dei ghetti dove si riversano i lavoratori agricoli immigrati per la stagione della raccolta.

L’AMORE SENZA MOTIVO di Paolo Mancinelli (Maiora srl)
Majid è un ragazzo Siriano che nei primi anni della sua vita ha purtroppo conosciuto la guerra, la fuga, il dolore. Giunto in un campo profughi in Grecia fa l’incontro che gli cambierà per sempre la vita: casualmente, si trovava a passare di lì Papa Francesco, che fa salire lui e la sua famiglia a bordo del suo aeroplano e li porta in Italia. Qui, Majid è distante anni luce dal terrore della guerra, ed è determinato a forza di hashtag e social a farsi strada nel rocambolesco mondo del rap.

A MIO PADRE di Gabrielle Allan Gutierrez Laderas e Alessio Tamborini (Scuole Civiche di Milano)
A volte passano inosservati gli sforzi che fanno i nostri genitori per darci quello che abbiamo, quello che ormai diamo per scontato, ma alcune cose non sono affatto scontate e non possono passare inosservate. Le fatiche di un uomo per donare a suo figlio una nuova nazione, un futuro, non hanno prezzo, e raccontarle in un documentario è un piccolo ma importante passo per testimoniare tutta la gratitudine che ci si porta dentro.

LA MACCHIA di Luca Cusani (Show Biz Visual Comunication)
Un dialogo surreale su una malattia dai contorni indecifrabili ed evanescenti: due genitori si dicono preoccupati per la pelle del proprio bambino, o meglio, di una strana macchia che sembra non voglia proprio andar via. Il medico, per quel che può, prova ad indicargli delle norme di prevenzione per scongiurare il peggio. Un dramma tutto da ridere.

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