Intervista con Rkomi che ci racconta il suo primo album da studio “Io in terra”

di Francesca Monti

L’8 settembre è uscito “Io in terra”, il primo album da studio di Rkomi (vero nome Mirko Martorana), pubblicato su etichetta Universal Music e anticipato dai brani “Solo” (prodotto da Marz e Friz da Cat) e “Apnea” (prodotto da Carl Brave) i cui video hanno raggiunto il milione e mezzo di visualizzazioni ciascuno.

L’album contiene tredici tracce che vedono la collaborazione di vari produttori del panorama rap italiano e i featuring con Marracash e Noyz Narcos.

Classe 1994, Rjomi è nato e cresciuto a Milano nel quartiere popolare di Calvairate e ha iniziato il suo percorso musicale pubblicando su Youtube “Calvairate Mixtape”, sette brani in cui racconta la vita nella periferia milanese, con la collaborazione di Tedua e Izi. Dopo due anni, nel 2016, è uscito il singolo “Dasein Sollen” accompagnato da un video, che ha raccolto sempre più consensi, fino ad arrivare alla pubblicazione di “Areoplanini di carta”, brano prodotto da Shablo e interpretato insieme ad IZI, certificato disco d’oro come singolo su etichetta indipendente (Thaurus).  Tutte le tracce sono raccolte nell’EP “Dasein Sollen” (etichetta Thaurus) progetto che lo ha fatto conoscere come uno degli autori più interessanti del genere rap, apprezzato non solo dai fan, ma anche dai colleghi del panorama indie, tra cui Calcutta che lo ha chiamato ad aprire alcune date del suo ultimo tour. E ora è arrivato finalmente il suo primo album da studio.

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Ciao Rkomi, è uscito il tuo primo disco da studio “Io in terra”. Ci racconti com’è nato?

“E’ la prima volta che lavoro in studio, è il primo progetto di questo tipo ed è stato realizzato in un paio di mesi. Sono soddisfatto del risultato”.

Con la tua musica riesci a mettere tutti d’accordo. Cosa ne pensi di questo?

“E’ un onore per me ma anche una bella responsabilità. Non la vivo male, però va portato avanti tutto in maniera coerente. Non mi aspettavo di riuscire a mettere d’accordo tutti”.

In questo album troviamo due featuring con Marracash e Noyz Narcos. Come nascono queste collaborazioni e come mai non c’è nessuno dei tuoi colleghi più giovani?

“Ho collaborato già con tutti i giovani colleghi della scena e non volevo ripetermi, nè riempire il disco di featuring. Per me è già una grande soddisfazione avere Marracash e Noyz, due artisti che stimo molto. Non c’è nessuna storia brutta dietro, ho fatto una scelta artistica, anche coraggiosa”.

Come ti sei trovato in questa tua prima avventura con un’etichetta?

“Ho visto solo lati positivi, ho vissuto tutto con molta serenità e ringrazio la Universal Music per questa opportunità. Mi riconosco tanto in questo lavoro, ci sono tutte le sfaccettature della mia personalità”.

Come mai hai scelto di chiamare il disco Io in terra?

“Io in terra rimanda a me, volevo che si capisse subito quanto di me ci fosse nell’album, non è un discorso egocentrico, rappresenta il concetto “ora ci sono e so dove voglio andare”. La copertina è stata scattata in quella frazione di secondo tra pensiero e azione e sembra comunicare proprio questo. A me piace molto”.

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Da cosa trai ispirazione per scrivere i testi dei tuoi pezzi?

“Traggo ispirazione da qualsiasi cosa, quello che scrivo nasce dai miei mondi interiori, sono come fotografie che poi si trasformano in musica e parole”.

Hai aperto alcune date di Calcutta. Che esperienza è stata?

“E’ stata una bellissima esperienza. Mi ha fatto rendere conto di tante cose, di quanto ci fosse un riscontro positivo da altre fasce d’età rispetto al mio pubblico. Penso che 300 persone sulle 2000 che erano presenti conoscevano le mie canzoni e questa cosa è assurda, anche perché erano persone adulte, non ragazzini. E’ sempre bello essere apprezzato da persone che appartengono a un altro piano musicale”.

Hai già idea di come sarà il live?

“Sì, ci sto già lavorando, soprattutto sulla parte concettuale. Poi inizierò le prove. Ultimamente mi sento molto da live, anche se ho fatto le mie pessime figure. Mi viene in mente il Clash perché è pieno di video online, ovviamente quelli più brutti finiscono subito in rete (ride). Ho questa caratteristica: in due ore posso fare un live bellissimo e uno bruttissimo. Ho lavorato molto su questo aspetto, ora sono certissimo di essere da live e voglio sfruttare al meglio il tour di Io in Terra, sono molto motivato”.

 

 

 

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