Fino al 27 settembre 2017 presso Cinema Spazio Oberdan Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta in anteprima esclusiva per l’Italia Hotel Salvation, del regista indiano Shubhashish Bhutiani.
Al suo esordio nel lungometraggio, Bhutiani affronta con intelligenza e sensibilità temi complessi come quelli della vita e della morte prendendo spunto da una realtà che ha scoperto casualmente, quella degli hotel in cui si recano persone solitamente anziane che si sentono prossime a morire. Ambientato nella città santa di Varanasi, qui ritratta in modo solare, come luogo di salvezza spirituale, questa storia di un padre e di un figlio procede fra serie riflessioni e momenti di sottile divertimento, rimandi religiosi e richiami ai desideri più terreni, imponendosi come un inno ai valori della vita di toccante e profonda densità.
Giovedì 14 settembre alle ore 19 sarà presente in sala per un incontro con il pubblico Marco Cappato, presidente di Radicali Italiani e promotore della campagna Eutanasia legale
Marco Cappato presenterà in sala il film “Hotel Salvation”, un’opera che tratta in modo delicato, divertente ed intenso l’importante tema del “fine vita”.
L’opera prima di un 25enne indiano che ha emozionato Venezia.

CALENDARIO PROIEZIONI
13.09 ore 21.15
14.09 ore 19
15.09 ore 17
16.09 ore 21.15
20.09 ore 21.15
22.09 ore 21.15
26.09 ore 21.15
27.09 ore 17
HOTEL SALVATION
R. e sc.: Shubhashish Bhutiani. Int.: Adil Hussain, lalit Behl, Geetanjali Kulkarni, Palomi Ghosh. India, 2016, 99’, v.o. sott. it.
Un sogno convince il settantasettenne Kumar che la sua fine è vicina. Comunica la notizia la figlio Rajiv dicendogli che desidera morire nella città santa di Varanasi, per terminare così il ciclo delle rinascite, ottenendo la salvezza. Da figlio devoto qual è, Rajiv si mette in viaggio con l’ostinato genitore. Arrivati a Varanasi i due prendono una stanza presso il Mukti Bhawan (Hotel Salvezza), una pensione per chi vuole morire nella città santa. Ma col passare dei giorni, mentre Rajiv è sempre più inquieto per gli impegni di lavoro che ha lasciato indietro, suo padre sembra al contrario rifiorire.
