MITOSettembreMusica 2017: Il 16/09 alle ore 16 presso Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia Deserto Coro e orchestra Accademia del Santo Spirito Ottavio Dantone

Milano, 14 settembre – Pomeriggio all’insegna della spiritualità per il secondo e ultimo sabato dell’edizione 2017 di MITO SettembreMusica. Sabato 6 settembre, alle ore 16, presso la Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia a Milano, l’Accademia del Santo Spirito, con il suo coro e la sua orchestra diretta dal maestro Ottavio Dantone, mettono in scena il potente e drammatico oratorio Die Israeliten in der Wueste, oratorio per soli, coro e orchestra di Carl Philipp Emanuel Bach, figlio di Johann Sebastian Bach.

Dopo una breve introduzione di Gaia Varon, tra le alte volte della Chiesa di Sant’Alessandro a Milano, la musica evocherà il deserto, gli Israeliti assetati, il lamento e la sofferenza del popolo in viaggio. Poi una sorgente appare e il coro torna alla vita. Un po’ alla volta, in simbiosi, la natura e l’animo dei protagonisti, mescolati a quelli del pubblico, procedono lungo il potente e drammatico oratorio di Carl Philipp Emanuel Bach.

Presentato per la prima volta nel 1769 ad Amburgo, all’apice dell’attività creativa del compositore, l’oratorio è definito geistliches Singgedicht (poema spirituale cantato). Il testo è opera di Daniel Schiebeler, intellettuale e letterato amburghese, erede della grande tradizione poetico-musicale della città anseatica. Ispirato al racconto biblico tratto dall’Esodo, l’oratorio è diviso in due parti: nella prima il popolo d’Israele esprime i più cupi sentimenti di sofferenza e angoscia per l’abbandono nel deserto, nella seconda quelli gioiosi di serenità e fiducia per l’intervento divino.

Die Israeliten in der Wüste è concepito, come scrive lo stesso C.P.E. Bach, «non solo per una solenne occasione, ma per qualunque momento, non necessariamente per la chiesa», mantenendo tuttavia un saldo legame con la gloriosa tradizione dell’oratorio rappresentata dai personaggi biblici, dal loro serrato dialogo espresso soprattutto nel recitativo e nell’accompagnement e dalla presenza del corale. Sull’intera composizione si stende elegantemente quella Empfindung (sensibilità) che caratterizza i compositori di area tedesca nella seconda metà del secolo XVIII.

Karl Geiringer descrive così questo aspetto determinante della creatività di C.P.E. Bach: «…il linguaggio musicale della sensibilità ebbe per lui la massima importanza, anche se, da vero figlio di Johann Sebastian Bach, disprezzandone la lacrimosa superficialità, si sforzò di conferirgli profondità ed energia. Così le sue opere mostrano passione genuina invece del flaccido sentimentalismo corrente, e per intensità emotiva si collocano accanto alle grandi produzioni che lo Sturm und Drang fece sbocciare nella letteratura».

L’Accademia del Santo Spirito di Torino è nata nel 1985 da un gruppo di appassionati professionisti e musicisti. Ha sede presso la Chiesa dello Spirito Santo nel centro storico di Torino. La direzione artistica è attualmente affidata ad Andrea Banaudi. Per statuto e vocazione l’Accademia si dedica allo studio e alla valorizzazione del patrimonio musicale cinque-settecentesco, attraverso le esecuzioni condotte con criteri filologici e la ricerca, l’edizione e la presentazione al pubblico – spesso per la prima volta in epoca moderna – di opere ingiustamente dimenticate.
Il contributo musicologico da cui attinge questo testo, edito sul programma di sala, è a cura di Andrea Banaudi.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. Se ancora disponibili, i biglietti dei concerti a pagamento saranno posti presso la sede dei concerti in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti. Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it

PROGRAMMA

Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788)
Die Israeliten in der Wüste
oratorio per soli coro e orchestra H. 775

Andrea Lauren Brown soprano                              Prima donna israelita
Rahel Maas soprano                                                Seconda donna israelita
Andreas Karasiak tenore                                        Aronne
Thilo Dahlmann basso                                            Mosé

Coro dell’Accademia del Santo Spirito
Orchestra dell’Accademia del Santo Spirito

Luca Ripanti*, Mattia Laurella, flauti traversieri
Rei Ishizaka, Federica Inzoli, oboi
Dana Karmon, fagotto
Dimer Maccaferri*, Benedetto Dallaglio, corni
Luca Marzana*, Luciano Marconcini, Giulia Noceti, trombe
Riccardo Balbinutti, timpani
Alessandro Conrado*, Francesco Bergamini,
Alessia Menin, Silvia Mondino, violini I
Paola Nervi*, Giorgia Lenzo,
Ljiliana Mijatovic, violini II
Fulvia Corazza*, Svetlana Fomina, viole
Massimo Barrera*, Nicola Brovelli, violoncelli
Roberto Bevilacqua, contrabbasso
Gianluca Cagnani, organo

*Prime Parti

Pietro Mussino maestro del coro
Ottavio Dantone cembalo e direttore
In collaborazione con Accademia del Santo Spirito

BIOGRAFIE

L’Accademia del Santo Spirito di Torino è stata fondata nel 1985 da un gruppo di appassionati professionisti e musicisti e ha sede presso la settecentesca Chiesa dello Spirito Santo nel centro storico di Torino. La direzione artistica è attualmente affidata ad Andrea Banaudi. Per statuto e vocazione l’Accademia si dedica allo studio e alla valorizzazione del patrimonio musicale cinque-settecentesco, attraverso le esecuzioni, condotte con criteri fiologici e la ricerca, l’edizione e la presentazione al pubblico – spesso per la prima volta in epoca moderna – di opere ingiustamente dimenticate, quali il David di Scarlatti, il San Giovanni Battista di Stradella e la Passione di Caldara. Particolare attenzione viene dedicata alla valorizzazione delle opere di musicisti attivi presso la cappella di corte sabauda. Attraverso concorsi e selezioni, l’Accademia è giunta alla formazione di un gruppo di cantanti solisti, di un coro e di un’orchestra composta da giovani strumentisti che operano nel campo della musica barocca con strumenti originali, tornati a svolgere attività in Italia dopo essersi specializzati nei più importanti centri musicali europei. Fin dalla fondazione l’Accademia è stata invitata a partecipare a tutte le edizioni di Torino SettembreMusica. I suoi complessi hanno svolto un’intensa attività concertistica e discografica, guidati da direttori quali Sergio Balestracci, Filippo Maria Bressan, Ottavio Dantone, Lorenzo Ghielmi, Jean-Claude Malgoire, Pál Németh e Simon Preston. Costantemente accompagnata dal consenso della critica e da un crescente successo di pubblico, l’Accademia, sotto la direzione di Guido Maria Guida, Walter Proost, György Györiványi Ráth, Claudio Scimone, Piotr Wijatkowski, ha anche affrontato stimolanti incursioni nel repertorio otto e novecentesco. La sua stagione L’Allegro, il Penseroso ed il Moderato è ormai divenuta un appuntamento classico della vita musicale torinese.

Ottavio Dantone si è diplomato in organo e clavicembalo presso il Conservatorio di Milano. Nel 1985 ha ottenuto il premio di basso continuo al Concorso Internazionale di Parigi e, nel 1986, è stato premiato al Concorso Internazionale di Bruges, primo italiano ad aver ottenuto tali riconoscimenti a livello internazionale in ambito clavicembalistico. Dal 1996 è il direttore musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna. Negli ultimi anni ha affiancato all’attività di solista e leader di gruppi da camera quella di direttore d’orchestra, estendendo il suo repertorio all’opera e al periodo classico e romantico. In questa veste è regolarmente ospite delle più prestigiose sale e associazioni concertistiche. Il 1999 è l’anno del suo debutto operistico. Per la stagione lirica del Teatro Alighieri di Ravenna, alla guida dell’Accademia Bizantina, propone la prima esecuzione in tempi moderni del Giulio Sabino di Giuseppe Sarti (1781), opera della quale cura anche la revisione. Nell’autunno dello stesso anno è stato scelto da Riccardo Muti per dirigere le repliche di Nina, ossia la pazza per amore di Paisiello (produzione del Teatro alla Scala, del Piccolo Teatro di Milano e del Ravenna Festival). Da allora si sono moltiplicati i suoi impegni nel campo della lirica. Nel dicembre 2001 è stato invitato ad inaugurare la stagione del Teatro Regio di Parma con il Marin Faliero di Gaetano Donizetti. Moltissime le registrazioni radiofoniche e televisive in Italia e all’estero, nonché quelle discografiche come solista e come direttore, per le quali ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti dalla critica internazionale. Dal 2003 registra per la Decca. Tiene regolarmente corsi di perfezionamento di clavicembalo, musica da camera, basso continuo e improvvisazione.

Pietro Mussino ha studiato composizione, direzione d’orchestra e musica elettronica presso il Conservatorio di Torino e musica a indirizzo multimediale presso il Conservatorio di Bologna. Nel 1999 ha vinto il Premio di Composizione “Franco Alfano”. Ha frequentato numerosi corsi e accademie dedicati alla direzione di coro, alla didattica della musica e alla tecnica vocale. Dal 2000 dirige il coro Incontrocanto di Torino e dal 2002 è maestro del coro dell’Accademia del Santo Spirito. È autore di composizioni originali e arrangiamenti commissionati da diversi ensemble vocali e strumentali italiani e stranieri. Dal 2006 al 2013 ha insegnato vocalità e musica d’insieme presso l’Accademia Corale “Stefano Tempia”. È stato docente a contratto presso il Conservatorio di Torino e presso l’Università degli Studi di Torino.

Andrea Lauren Brown ha studiato presso il Westminster Choir College di Princeton, New Jersey, e presso la West Chester University, Pennsylvania, diplomandosi summa cum laude. Nel 2002 è stata premiata nell’ambito dell’Internationale Sommerakademie dell’Universität-Mozarteum di Salisburgo e nel 2003 ha vinto il secondo premio al Concorso Internazionale dell’ARD di Monaco di Baviera. Ha cantato sotto la direzione, fra gli altri, di Jos van Immerseel, Frieder Bernius, Martin Haselböck, Tõnu Kaljuste, esibendosi in manifestazioni quali Festival di Ludwigsburg, Haydn Festspiele, Festival di Spoleto. Il suo repertorio spazia dalla musica rinascimentale a quella contemporanea. Ha effettuato registrazioni radiofoniche e discografiche per diverse etichette quali Carus, CPO, ECM, Harmonia Mundi France, BMG Germania, Naxos.

Rahel Maas ha studiato presso la Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Francoforte e successivamente si è perfezionata presso la Schola Cantorum Basiliensis. Ha seguito corsi tenuti da Margreet Honig, Andreas Scholl, Christiane Iven, Gerd Türk e Alessandro De Marchi. Come solista ha cantato presso la Philharmonie di Berlino, la Tonhalle di Zurigo e in diversi festival internazionali quali RheinVokal, Festival des Cordes Sensibles e Bach Festival di Arnstadt. Ha tenuto concerti sotto la direzione, fra gli altri, di Sir Roger Norrington, Ton Koopman, Hervé Niquet. Oltre all’attività solistica nell’ambito della musica da camera e della musica sacra, ha partecipato a concerti con svariati ensemble vocali e ha ricoperto diversi ruoli in produzioni operistiche, fra le quali Il ratto dal Serraglio di Mozart e Motezuma di Vivaldi.

Andreas Karasiak ha studiato presso la Johannes Gutenberg- Universität di Mainz e presso la Schola Cantorum Basiliensis con René Jacobs. Nel campo della musica barocca ha lavorato al anco di direttori quali Gustav Leonhardt, Philippe Herreweghe e Ton Koopman (opera omnia di Dieterich Buxtehude). Il suo repertorio va da Claudio Monteverdi a Harald Weiss attraverso Mozart, Schubert e Suter e comprende la Passione secondo Matteo, la Passione secondo Giovanni e l’Oratorio di Natale di Bach (anche come Evangelista) e di Solomon e Saul di Händel. Nell’ambito operistico ha partecipato all’acclamata produzione del Re pastore di Mozart al Festival di Salisburgo, successivamente messa in scena anche al Musikfest di Brema e alla Beethovenfest di Bonn. È docente di canto presso la Hochschule für Musik di Mainz.

Thilo Dahlmann ha studiato presso la Folkwang-Hochschule di Essen. Con un ampio repertorio dal primo Barocco no alla musica contemporanea ha tenuto concerti presso il Concertgebouw di Amsterdam, la Philharmonie di Colonia e di Essen, la Tonhalle di Zurigo e Düsseldorf e inoltre a Mosca, Bologna, Lisbona e Tokyo sotto la direzione, fra gli altri, di Hansjörg Albrecht, Frieder Bernius, Thomas Hengelbrock e Peter Neumann. È stato ospite del Festival di Salisburgo, del Bachfest di Lipsia, degli Händelfestspiele di Halle. Numerose registrazioni in cd e dvd testimoniano la sua attività artistica. Recentemente l’etichetta viennese Capriccio ha pubblicato il suo primo cd dedicato ai Lieder di Schubert con l’accompagnamento di Charles Spencer. È docente di canto presso la Hochschule für Musik und Tanz di Colonia e, come Gastprofessor, presso la Kunstuniversität di Graz.

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