Intervista con Federica Abbate, al debutto come cantautrice: “Fiori sui balconi è il mio biglietto da visita”

di Francesca Monti

“Fiori sui balconi” (Carosello Records), è il singolo che segna l’esordio come cantautrice di Federica Abbate, penna multiplatino della canzone italiana, che ha firmato hit per Fedez (L’amore eternit, 21 grammi), Baby K (Roma-Bangkok), Francesca Michielin (Nessun grado di separazione), Alessandra Amoroso, Lorenzo Fragola, Giusy Ferreri, Jake La Furia, Michele Bravi e molti altri.

Accompagnato da un video girato a Londra e diretto dai Trilathera, “Fiori sui balconi” è un brano ammaliante nel sound e nel testo, che fa riflettere sulla sensazione di sentirsi inadatti e fuori luogo, attraverso un gioco di parole in cui da un lato il fuori è inteso come tagliato fuori, dall’altro come bisogno di stare fuori ma anche di uscire fuori e continuare a sognare.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Federica Abbate per farci raccontare “Fiori sui balconi” e i prossimi progetti.

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Ciao Federica, è uscito “Fiori sui balconi”, il tuo singolo d’esordio come cantautrice. Un brano che parla del sentirsi fuori luogo. Com’è nato questo pezzo? Hai mai avuto la sensazione di sentirti fuori luogo?

“Per il mio primo brano avevo bisogno di una sorta di biglietto da visita per presentarmi alle persone non solo musicalmente parlando, con un certo piglio melodico e un certo linguaggio, che comunque andasse a distaccarsi da quello mio autorale ma anche che raccontasse qualcosa di me. Effettivamente la tematica del fuori luogo è sempre stata una scena ricorrente nella mia vita. Fiori sui balconi significa fuori come un balcone, una sorta di gioco di parole in cui da un lato il fuori è inteso come tagliato fuori, il non sentirsi all’altezza, che poi è un sentimento diffuso tra i giovani in questo particolare momento storico dove c’è una forte competitività e quindi una forte linea di demarcazione tra vincenti e perdenti. Dall’altra c’è il bisogno di stare fuori, nel senso di scavalcare i problemi, non risolvendoli perchè a volte sono insormontabili ma rimuovendoli. Per me Fiori sui balconi significa anche uscire fuori quindi crederci ancora e sognare, che è importantissimo per andare avanti”.

Cosa ci racconti invece del video del brano, che è stato girato a Londra?

“E’ molto semplice, presenta la tematica del fuori luogo totale, infatti vado in giro per Londra in pigiama. Avevo voglia di presentarmi per come sono, una persona che spesso non si vergogna di mostrare la parte meno vincente, più fragile, sbagliata, scomoda. Questa è una cosa che oggi con i social si tende a camuffare, la gente cerca di mostrare la parte vincente, più forte, invece io sono sempre stata così e anche tanto giudicata in passato perchè ho  sentito il bisogno di essere accettata così com’ero, quindi ho riproposto questa tematica nel video”.

Hai presentato per la prima volta live il tuo singolo alla Milano Youtube Week, immagino sia stata una bella emozione esibirsi in un contesto simile…

“Io ringrazio Youtube e Google, è stato un onore, in quella circostanza, interfacciarmi per la prima volta con il pubblico per presentare un mio progetto, è stato emozionante. Michele Bravi mi ha fatto da intervistatore speciale, con lui ho un rapporto bellissimo. Quel giorno erano presenti le persone più importanti, che hanno collaborato con me a questo progetto. E’ stato un primo punto di partenza, una prima finestra per affacciarsi su questo nuovo inizio”.

Che differenza c’è tra scrivere un brano per altri artisti e scrivere per te?

“Quando scrivi per qualcuno che non sei tu vai a cucire un vestito su misure che non sono le tue, vai a prendere delle misure e ti mantieni in quelle dell’altro. Quando scrivi per te puoi dare sfogo e accentuare le caratteristiche della tua mano di scrittura e lasciarle libere, perchè non hai bsiogno di calarti nella verità di qualcun altro ma è la tua verità. Per me è stato il massimo dell’arte, perchè quando riesci a esprimerti al 100% senza aver bisogno di mettere dei filtri è la cosa più piacevole e ne vado orgogliosa”.

“Fiori sui balconi” è prodotto da Takagi & Ketra, con cui  hai firmato grandi successi per altri artisti. Com’è nata la vostra collaborazione? 

“La nostra collaborazione è nata ai tempi di In radio, io avevo scritto quersto pezzo che aveva caratteristiche melodiche molto particolari, infatti all’inizio il dubbio era a chi offrirlo, perchè non c’era nel panorama italiano una cantante che potesse interpretare quella melodia. Così abbiamo pensato ad un duetto e a togliere le strofe lasciando solo il ritornello cantato, poi il pezzo è stato messo nelle mani di Takagi e Ketra che lo hanno trasformato in un beat. Da quel primo incontro sono nate altre collaborazioni, ad esempio pochi giorni dopo abbiamo scritto “L’amore eternit” per Fedez. Con loro mi sono trovata benissimo, sia per un comune sentire per quanto riguarda le novità oltreoceano che piacevano a entrambi sia per la voglia di essere curiosi, osare con i suoni e le melodie. Per me Takagi & Ketra sono stati una squadra importantissima e dei maestri da cui ho imparato molto, ed è con loro che è nata e si è andata formando la mia matrice cantautorale. Sono stati i primi a sostenermi e se non ci fossero stati loro non sarebbe mai iniziato questo progetto”.

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Hai degli artisti a cui musicalmente parlando ti ispiri?

“Il mio modello di scrittura è Sia, da quando è arrivata nel mondo musicale ho cambiato modo di fare musica, mi sono appassionata tanto alla sua scrittura ed è la mia ispirazione principale. Poi avendo Spotify puoi raggiungere tante canzoni nuove e quindi le influenze arrivano da ascolti differenti”.

C’è un artista con cui non hai ancora collaborato e per il quale ti piacerebbe scrivere un brano?

“Ho realizzato tante collaborazioni, per alcuni cantanti non ho ancora scritto e in futuro mi piacerebbe comporre un brano per loro, ma non sto a cercare le collaborazioni autorali. Quando nasce un pezzo è lui che trova l’artista, non tu che lo cerchi. Io adoro scrivere e se verranno dei pezzi adatti ad alcuni cantanti sarà un piacere collaborare”.

Dopo aver collezionato come autrice un secondo posto a Sanremo con “Nessun grado di separazione” cantata da Francesca Michielin e un quarto posto con “Il diario degli errori” cantata da Michele Bravi, ti piacerebbe partecipare al Festival come cantante in gara? 

“Assolutamente sì, quando sarà il momento giusto e ci sarà la possibilità. Io penso che Sanremo sia una vetrina importante e che bisogna arrivarci preparati”.

“Fiori sui balconi” farà parte di un disco. Puoi già anticiparci qualcosa a livello di sound?

“Il disco mi riflette in maniera sincera e onesta, mi ci ritrovo appieno, sono felicissima di aver lavorato con numeri uno come Takagi & Ketra, di aver collaborato con Cheope con cui faccio coppia fissa sui testi da quando ho iniziato a scrivere. Credo che in questo album ci sia tutta la mia verità. Il suono cardine è quello di Fiori sui balconi, ho quel modo lì di pormi musicalmente, i brani sono tutti diversi tra loro, ognuno ha una sua identità definita e non troverai un pezzo che assomiglia ad un altro, ma tutti appartengono comunque allo stesso mondo. Del resto il suono, la mano, il linguaggio e lo stile sono sempre i miei”.

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