di Francesca Monti
Dopo aver conquistato il pubblico del piccolo e grande schermo, con memorabili personaggi come Yuri e l’assessore Palmiro Cangini e con il film da lui diretto “Soldato semplice”, Paolo Cevoli torna a teatro con la sua quarta produzione teatrale dal titolo “La Bibbia. Raccontata nel modo di Paolo Cevoli”, una rilettura in chiave pop, originale e ironica, del “Libro dei Libri”. Nello spettacolo, diretto da Daniele Sala, Dio diventa il capocomico, che si vuole far conoscere sul palcoscenico dell’universo; una sorta di “Primo Attore” che convoca come interpreti i grandi personaggi della Bibbia, da Adamo, nell’Eden con Eva, che fa la figura del “patacca” a giobbe, passando per Abramo e Davide, e li racconta attraverso un linguaggio ironico e diretto, accessibile a tutti, facendo divertire e riflettere allo stesso tempo.
Ecco cosa ci ha raccontato Paolo Cevoli riguardo al suo nuovo spettacolo e ai prossimi progetti.
Paolo, porti in scena a teatro il tuo nuovo spettacolo “La Bibbia. Raccontata nel modo di Paolo Cevoli”. Com’è nata questa idea?
“Da quando ho cominciato a lavorare a Zelig ho sempre fatto spettacoli teatrali, e mi sono sempre piaciuti quelli storici e questo meccanismo di andare indietro nel tempo, di mettermi in determinate situazioni e curiosare come se potessi utilizzare la macchina del tempo. Questo gioco mi ha appassionato e tra i vari spettacoli ne ho realizzati alcuni che trattavano argomenti religiosi, in cui impersonavo il cuoco dell’Ultima Cena, e il garzone di Michelangelo, raccontando anche due sue grandi opere, la Creazione della Cappella Sistina e il David. Un giorno il regista Daniele Sala e il produttore Roberto Gemelli mi hanno detto che ho questo dono di riuscire a raccontare le storie dell’Antico Testamento e della Bibbia come non lo fa nessuno e che sarebbe stato bello fare uno spettacolo su questo tema perchè la gente vuole sapere, c’è curiosità, e allora mi sono messo a studiare quasi un anno e mezzo, mi sono fatto aiutare da gente esperta, ed è uscito questo spettacolo di cui sono veramente molto contento e penso sia il più bello che abbia fatto finora, quello che fa più ridere e che ha più contenuti”.
Nello spettacolo c’è anche una parte musicale…
“Esatto, ho voluto raccontare le stesse storie anche con le canzoni di Sanremo che secondo me parlavano degli argomenti della Bibbia, interpretate da tre cantanti jazz: Daniela Galli, Cristina Rinaldi e Silvia Donati. Siccome io dico, durante lo spettacolo, che la Bibbia è una commedia leggera, più leggero di Sanremo non c’è niente”.
Qual è il tuo rapporto con la fede?
“Ho avuto un’istruzione religiosa, ma penso che quotidianamente sia necessario capire se quello che stai facendo sia giusto o sbagliato. Soprattutto la cosa che più mi colpisce non è pensare a un al di là, ma al fatto che la Bibbia sia utile oggi non per risolvere i problemi ma per darti un modo per vederli, un punto di vista diverso, tanto è vero che se tu vedi il tg le notizie sono migranti, terrorismo, violenza sulle donne, cataclismi, la Bibbia parla degli stessi argomenti: migranti, diversi, calamità naturali, rapporto tra bene e male e ti costringe ad andare a fondo, non ti dice si fa così, ma ti fa porre la domanda del perché. Molte volte si tende ad essere superficiali nell’affrontare certi temi, la Bibbia ti dà invece questo modo di vedere le cose, è una luce che illumina tutto”.

Quindi nello spettacolo ci sarà contemporaneamente spazio per l’ironia e per la riflessione…
“Mentre si ride bisogna capire. Per me capire e ridere sono la stessa cosa, ridere vuol dire conoscere. Io sostengo che la presenza di Dio nella Bibbia è sempre leggera, è una carezza leggera nel mattino, un alito, un vento fresco, io dico Dio è ironico, è leggero, non interviene in maniera pesante, è come una proposta di un innamorato, come quando fa la corte alla Madonna e manda uno dicendo “c’è uno che si sarebbe innamorato di te”. E’ una proposta di una discrezione tale ed è evidente ad esempio se tu vai a vedere la ceramica di Della Robbia a La Verna, che rappresenta il momento in cui l’angelo che è più in basso rispetto alla Madonna e Dio che è su una nuvola sono in sospensione e in attesa che la “fidanzata” dica sì o no. Questo intervento così leggero è lo stesso che ha il comico. Quindi Dio è come un capococomico, non è sul palcoscenico ma dà la sua libera interpretazione per mano degli altri. Gesù, che è figlio di Dio, ad esempio, poteva scrivere i Vangeli e firmarli, invece no, li ha lasciati scrivere agli Evangelisti, ha scelto di venire via, perchè se fosse rimasto i suoi discepoli non sarebbero potuti essere se stessi. Un padre o una madre che tengono il figlio con sé ne impediscono la crescita, recidere poi il cordone ombelicale con i figli è doloroso. Io ho due figli grandi che vivono a Milano, io abito a Bologna, li vorrei sempre con me ma l’amore vero è restare in disparte, andare via, lasciar fare loro una propria vita. Questa immagine leggera di Dio non è usuale”.
Come nascono i tuoi personaggi?
“Io faccio due lavori, l’attore e l’imprenditore nella ristorazione, adesso sto facendo business con prodotti cucinati e conservati in camera iberbarica, è una tecnologia nuovissima usata dagli astronauti, per mantenere il cibo naturale, senza conservanti e additivi. Ci sto lavorando da quattro anni, siamo arrivati a buon punto sotto il profilo della qualità. Io ho a che fare tutti i giorni con persone normali, collaboratori, produttori, clienti, commercialisti, sto a contatto con loro, conosco nuove persone, vivo la vita normalmente, prendo spunti e quindi tutto quello che dico attraverso i miei personaggi viene fuori dalla realtà”-

Stai già lavorando a nuovi progetti, magari a un altro film dopo il successo con la tua opera prima “Soldato semplice”?
“Di solito mentre faccio uno spettacolo preparo il prossimo, ne ho scritti un paio e deciderò con i miei collaboratori il da farsi. Per ora non posso dire altro. Mi piacerebbe molto tornare al cinema, “Soldato semplice” è stata un’esperienza forte e bellissima. Mi piacerebbe anche tornare in tv”.
Un motivo perchè i nostri lettori vengano a teatro a vedere il tuo spettacolo...
“E’ divertente, rilassante e mentre lo guardi e ridi dici “porca miseria non mi sarei aspettato di trovare anche questo tema”. E’ quello che la gente vuole oggi, divertimento, contenuto, ma anche emozioni e poesia”.
Paolo Cevoli porterà lo spettacolo nei principali teatri italiani. Ecco le prime date confermate di inizio stagione:
7 e 8 OTTOBRE – Budrio (BOLOGNA) – ANTEPRIMA
10 e 11 OTTOBRE – Teatro Manzoni – MILANO
13 OTTOBRE – Salsomaggiore (PARMA)
14 OTTOBRE – Lonigo (VICENZA)
21 OTTOBRE – San Giovanni in Persiceto (BOLOGNA)
27 OTTOBRE – Legnano (MILANO)
28 OTTOBRE – Busto Arsizio (VARESE)
03 NOVEMBRE – MODENA
10 NOVEMBRE – Chiavari (GENOVA)
17 NOVEMBRE – Imola (BOLOGNA)
18 NOVEMBRE–Cattolica (RIMINI)
24 NOVEMBRE – PADOVA
25 NOVEMBRE – VERBANIA
I biglietti sono attualmente disponibili in prevendita presso i singoli teatri.
