Recensione di “Evolution”, il nuovo disco di Anastacia

Il 15 settembre è uscito “Evolution” (Universal Music), il nuovo disco di Anastacia, che arriva dopo Resurrection, album in cui la pop star americana ci ha insegnato a non perdere la fiducia e ad avere il coraggio per affrontare i momenti più difficili, come ha fatto lei con la malattia che l’ha colpita due volte e che è riuscita a sconfiggere.

“Evolution” è il suo settimo album e si compone di 13 tracce in cui Anastacia fa una sorta di resoconto sulla sua vita e descrive quello che è oggi, con testi profondi e sinceri e un sound che spazia tra pop, rock e ballad. Tra i collaboratori del disco spicca il nome del produttore svedese Anders Bagge. L’album è stato anticipato dal singolo “Caught in the middle”, che racconta la difficoltà di uscire da una relazione amorosa, provando a capire se sia meglio andare o restare. L’amore è al centro anche della ballad romantica “My Everything”, mentre “Stamina” è un vero e proprio inno a lottare e a non arrendersi, con un sound in stile gospel. In “Why” invece racconta al pianoforte uno spaccato della nostra società e cerca di dare una risposta alle rivoluzioni in atto. In “Not coming down” e nelle due toccanti canzoni “Before” e “Pain”, Anastacia scava nel suo cuore e nella sua anima per far uscire le emozioni, le paure, le sensazioni che ha vissuto.

“Evolution” è un viaggio musicale coraggioso e affascinante, in cui Anastacia mette in luce tutte le mille sfumature della sua straordinaria voce, arrivando dritta al cuore di chi la ascolta, trasmettendo forza ed emozioni.

 

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