Intervista con Alexia: “Nel disco Quell’altra sono al 100% me stessa”

di Francesca Monti

Dopo aver conquistato l’Italia e il mondo con brani come “Uh la la la”, “Gimme Love”, “Goodbye”, “Per dire di no” con il quale vinse il Festival di Sanremo nel 2003, nel pieno dei festeggiamenti per il suo ventennale di carriera Alexia fa il suo ritorno sulla scena musicale con il nuovo disco “Quell’altra” (Mama 2.0/ A1 ENTERTAINMENT), uscito il 29 settembre, con la produzione artistica di Mario Lavezzi e la firma di prestigiosi autori come Zibba, Bungaro, Mogol, Giuseppe Anastasi, Lorenzo Vizzini, Chiodo.

L’artista spezzina si presenta al suo pubblico con tante novità e una ritrovata libertà espressiva. Riprogettarsi a 50 anni non è facile ma è possibile e Alexia, che è riuscita a far pace con quella parte più fragile di se stessa, ce lo dimostra in questo suo tredicesimo album da studio, un disco solare, con un sound energico e fresco, che si compone di 10 brani inediti (“Beata gioventù”; “Innamorati come mai”; “Occhi dentro gli occhi”; “Fragile fermo immagine”; “Diversa”; “La cura per me”; “Tu salvami ancora”; “Quell’altra”; “E non mi lasciare”; “The good in your bad”) in cui la cantautrice si racconta in modo sincero e profondo e va ad indagare le diverse sfumature dell’amore, affrontando anche il delicato tema della violenza sulle donne.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Alexia per parlare del nuovo disco e dei prossimi progetti. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

cover disco_Quell'Altra_ di Alexia

Ciao Alexia, il 29 settembre è uscito il tuo nuovo disco “Quell’altra” che segna il tuo grande ritorno sulla scena musicale e costituisce una sorta di seconda partenza per te. Ci racconti come è nato questo progetto, che vede la produzione artistica di Mario Lavezzi?

“Volevo tornare senza lasciare nulla al caso, tant’è che prima di iniziare a lavorarci ho chiamato varie persone che potessero rendermi più solida nelle decisioni che dovevo prendere. Da qualche anno ho un team collaudato di musicisti, manager, che mi avevano garantito il loro sostegno, mancava però un fiore all’occhiello, un produttore con uno status, e l’ho individuato nella figura di Mario Lavezzi con cui nel 2009 avevo fatto un Festival di Sanremo che mi diede una gioia infinita. Dal punto di vista artistico mi sono sentita appagata indipendentemente dal fatto di aver sfiorato il podio. Da quel momento volevo provare a ripartire con lui, ma c’era ancora una situazione manageriale che mi teneva vincolata e non se n’è potuto fare nulla. Poi ho avuto il coraggio di liberarmi da questo management e quando ho ricontattato Mario mi ha fatto riflettere sul fatto che stavo per compiere 50 anni e diventare un’adulta a tutti gli effetti, quindi avevo la possibilità e il diritto di raccontarmi con una voce nuova. Gli ho parlato di quello che avevo vissuto in questi anni e di come avevo affrontato la distanza dal mondo dello spettacolo, che da un lato è stata terapeutica perché mi ha insegnato ad essere me stessa, a coltivare i rapporti umani, una cosa che avevo completamente dimenticato di fare, perché ero troppo presa dal mio lavoro e ossessionata dall’idea di perdere i consensi da parte del pubblico e del mio entourage. Quindi mi privavo di qualsiasi emozione vera per poter invece essere sempre accondiscendente nei confronti degli altri, per non fare rimanere male nessuno e ho pagato un prezzo altissimo. Sono riuscita a mettere tutto questo in musica, a scriverlo nelle mie canzoni ma anche a farlo capire a questi autori giovani e meno giovani che si sono messi così carinamente a disposizione per questo progetto, mi rivolgo in particolare a Zibba, con cui abbiamo chiacchierato a lungo e grazie a queste liberazioni sono venuti fuori testi sinceri, dove io mi racconto. E’ un disco dove mi sento al 100% me stessa”.

Il fatto di aver compiuto 50 anni cosa ha rappresentato per te e quanto ti senti cambiata umanamente e musicalmente?

“C’è stato un rivoluzionamento emotivo nella mia vita nel momento in cui ho deciso di essere una moglie e una mamma per due volte. Aver vissuto questa doppia maternità mi ha insegnato a far coesistere la persona con l’artista, quando ho provato a capire se avessi voglia di rimettermi in gioco mi sono chiesta se fossi disposta a rivivere quelle situazioni che in un certo senso mi hanno allontanata per un po’ dalla musica, mi hanno fatta sentire ingombrante. Soprattutto oggi nell’era dei social, dove le critiche piovono da più parti, se non hai una corazza dura, forte, se sei fragile, sei vittima di tutto questo. La risposta è stata sì, c’era la voglia di affrontare tutto questo. Oggi mi sento una donna di 50 anni realizzata, una mamma e una moglie felice che fa anche la cantante. Prima c’era Alexia, ora c’è la mamma, la moglie, la nuora, la figlia, la sorella, l’artista che non dimentica quello che ha a casa, oggi ad esempio cerco di ritagliarmi gli spazi per un caffè con un’amica. E’ faticoso ma più lo fai e più hai le energie per farlo. Io credo che una donna a 50 anni possa fare ancora tante cose”.

Qual è il segreto della tua splendida forma?

“Mi do da fare per sentirmi bene, ho scoperto che far ginnastica porta molti benefici, alla schiena, alla pelle, al metabolismo, ti senti un fisico da ragazzina. Poi conta anche l’alimentazione, io non ho mai bevuto né fumato quindi ho anche questo vantaggio. È una sensazione bella, positiva, che mi mantiene viva anche dal punto di vista spirituale”.

Qual è “Quell’altra” parte di te stessa con cui hai fatto pace? 

“E’ proprio questa persona che non riusciva ad avere rapporti umani, che non voleva far percepire le proprie sensibilità e fragilità. Quando sei su un palco ti senti un leone, quando scendi ti senti sola, inadeguata, al posto sbagliato nel momento sbagliato. È una sensazione tremenda. Agli inizi rispondevo come mi dicevano di fare, non sapevo chi fossi, volevo solo cantare, andare in giro, ero giovane e non avevo colto tutti gli aspetti di questo mestiere. Ora è diverso”.

Il fil rouge che lega le tracce del disco è l’amore in tutte le sue sfumature. Tra i brani ce n’è uno in particolare, “Innamorati come mai” che porta la firma di Mogol e Mario Lavezzi…  

“Quando Mario mi ha proposto questo brano mi è subito piaciuto per questo andamento molto funky, con quel ritmo sincopato che ho nel dna. Quando poi ho letto il testo ho chiesto se dovessi cantare quelle parole che danno un’immagine in stile famiglia del Mulino Bianco. Mario mi ha risposto “tu e tuo marito siete una coppia meravigliosa, tutti abbiamo alti e bassi, siete belli insieme”, così mi ha convinta. Mi sono chiesta però come facesse Giulio Mogol a 80 anni a scrivere di sentimento in modo così fresco e sbarazzino, quindi ho voluto conoscere la sua compagna perché secondo me è lei l’artefice di questo suo stato di grazia. C’è una frase che conclude la canzone e dice “Ti rendi conto che un sentimento vero è proprio un gran regalo” e io quando la canto mi commuovo. Quando ho conosciuto mio marito mi sono resa conto che c’è stata subito un’intesa, una richiesta di aiuto reciproco, avevamo bisogno di noi, ci siamo incontrati, forse eravamo alla ricerca di qualcuno che ci salvasse da due storie finite male, siamo ancora insieme oggi, abbiamo due figlie meravigliose, ci sosteniamo, i sentimenti vanno coltivati perché tra noi c’è una grande intesa. Questa è una canzone che mi rappresenta in pieno in questo momento. Con Andrea abbiamo fatto tanto cammino insieme, abbiamo avuto anche momenti difficili, in cui lui non è stato bene, ho temuto il peggio ma oggi è rinato, è una persona rigenerata, è pieno di iniziative e di voglia di fare, anche lui si è messo in gioco in tante cose. Ecco, siamo ancora pieni di quella fiamma che ci ha fatti incontrare nel 2003, che poi è l’anno in cui andai a Sanremo con Per dire di no e mi diede i vestiti Giorgio Armani, lo zio di Andrea. Da quell’incontro è nata la nostra storia”.

Ti piacerebbe tornare in gara al Festival di Sanremo?

“Mi piacerebbe tantissimo, stiamo lavorando su un gruppetto di brani inediti papabili, stiamo cercando di capire quale potrebbe essere più interessante per questo momento che sto vivendo, ma anche per colpire il direttore artistico, il grandissimo Claudio Baglioni e che possa piacere al pubblico che alla fine è quello che decide”.

Alexia_verticale_primo piano1

Cosa ci racconti invece riguardo la canzone “Diversa” che tratta un argomento delicato e purtroppo molto attuale come la violenza sulle donne?

“Questo è uno dei brani più intimistici, più dark, in un disco solare, intimo, dove racconto i sentimenti, ma dove c’è anche una voglia di reazione. Ho scritto questo pezzo con Alberto De Rossi che è un autore che ama un tipo di musica lontano dal mio ideale, ma che suona con me da tanto tempo. Questa canzone è nata quando sono riuscita ad ottenere il distacco da questo legame manageriale che mi soffocava, quando ho deciso di sciogliere queste catene è stato più semplice di quanto immaginassi perché questa persona è rimasta sì male, ma ha capito che non c’era più nulla da fare. Io invece credevo che gli uomini fossero tutti come quello della mia prima separazione sentimentale che non accettava che la storia fosse finita. Ho messo insieme questi due temi, la separazione professionale finita in serenità e quella sentimentale che ho chiuso con grandi difficoltà, perchè questa persona era abituata a costruirsi un ego talmente grande e a condizionare la mia vita che stava quasi riuscendo a convincermi che non potevo fare a meno di lui, che dovevo stare con lui. Eravamo anche legati professionalmente in quel periodo, dal 1994 al 2003. A un certo punto il rapporto sentimentale coesisteva con quello professionale e non si sapeva perché. Avrei dovuto rendermi conto che quella storia era finita già dal 1995. Quell’anno mio padre mi lasciò, in quel momento ho avuto un crollo. In realtà non avevo più voglia di stare con questa persona ma la mia priorità era il lavoro. Dopo tanti anni ho elaborato tutte quete emozioni, angosce, violenze psicologiche che vivevo. Ho trovato il coraggio di raccontare questa cosa, perchè non serve farsi mettere le mani addosso, basta anche una parola detta in un certo modo per schiacciarti, per distruggerti, per tagliarti le gambe. Alcuni uomini hanno questa capacità. Ho deciso di scrivere questo brano non solo per le altre donne ma anche perché voglio guarire da questo terrore che ho. Ho due figlie femmine, una è un maschiaccio e non so cosa farà agli uomini, forse ci giocherà alla playstation, l’altra a 6 anni è già una donnina. Io sono terrorizzata all’idea che magari non abbiano carattere perché in realtà io non l’ho avuto. Adesso l’ho costruito, passo dopo passo, con grande sofferenza e riesco a reagire, ma è stato difficile. Quindi Diversa è uno sfogo ma c’è anche un’esplosione finale, una reazione. Diversa è anche quel tatuaggio che ho sulla spalla, la donna pugile che vuole tornare a combattere, che vuole affrontare con coraggio le cose”.

Stai già pensando a come allestire i live?

“Adesso sarò impegnata con l’instore tour, un momento molto importante perché ci sarà il contatto con la gente e racconterò il mio disco. Attraverso questi incontri raccoglierò molte idee, molti input e saranno utili al fine del live, per capire quali sono i brani che hanno maggior peso sul pubblico, ma anche come posso raccontare questa storia. Con Mario Lavezzi abbiamo ipotizzato la possibilità di un concerto che possa essere flessibile per un eventuale tour teatrale. Certo, il passaggio a Sanremo sarebbe una linfa incredibile per dare una spinta maggiore a questi live. Quest’estate ho fatto un tour molto bello, un lavoro preparatorio, qualche brano l’abbiamo presentato in anteprima, cercando di inserirlo e giustificarlo tra quelli del passato, è stata una bella palestra. Mario mi ha detto: la gente ha una percezione nuova di te e visto che vuoi raccontare quell’altra comincia dai palcoscenici in piazza. E devo dire che l’esperimento è riuscitissimo, ho concluso sabato sera il tour in provincia di Bari, ci siamo ricaricati e siamo pronti per una nuova avventura. Mi auguro di poter fare uno spettacolo dove si vadano a toccare questi argomenti, ma anche la fragilità delle artiste donne che hanno lasciato un segno storico sia come persone sia con la loro arte, da Billie Holiday a Edith Piaf a Whitney Houston, donne fragili ma con una forza incredibile quando salivano sul palcoscenico. E’ quello che si legge anche nel testo di Quell’altra. Mi piacerebbe regalare delle immagini di questo genere. Adesso bisogna fare un lavoro molto attento e sono sicura che con Mario verrà un live eccezionale”.

Il nuovo album porterà Alexia on the road per un tour negli instore che è partito dalla sua città d’origine La Spezia. Queste le prossime date: il 2/10, Roma (Feltrinelli – via Appia Nuova ore 18); il 3/10, Milano (Mondadori – via Marghera, ore 18); 04/10 a Bologna (Feltrinelli – piazza Ravegnana, ore 18); il 5/10 a Torino (Feltrinelli –Stazione Porta Nuova, ore 18.30); il 12/10 a Marghera, VE (Cc Nave De Vero ore 18).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...