Anastacia presenta il disco “Evolution”: “Rappresenta una nuova fase della mia vita”

 

di Francesca Monti

Si intitola “Evolution” (Universal Music), il nuovo disco di Anastacia, che arriva dopo Resurrection, album in cui la pop star americana ci ha insegnato a non perdere la fiducia e ad avere il coraggio per affrontare i momenti più difficili, come ha fatto lei con la malattia che l’ha colpita due volte e che è riuscita a sconfiggere.

“Evolution” è il suo settimo album e si compone di 13 tracce in cui Anastacia fa una sorta di resoconto sulla sua vita e descrive quello che è oggi, con testi profondi e sinceri e un sound che spazia tra pop, rock e ballad. Tra i collaboratori del disco spicca il nome del produttore svedese Anders Bagge. L’album è stato anticipato dal singolo “Caught in the middle”, che racconta la difficoltà di uscire da una relazione amorosa, provando a capire se sia meglio andare o restare. “Evolution” è un viaggio musicale coraggioso e affascinante, in cui Anastacia mette in luce tutte le mille sfumature della sua straordinaria voce, arrivando dritta al cuore di chi la ascolta, trasmettendo forza ed emozioni.

In quasi vent’anni di carriera ha ottenuto premi in tutto il mondo e venduto 30 milioni di copie, ma Anastacia, oltre ad essere una grande artista, è in primis una donna straordinaria, con un’energia e una forza pazzesche.

Abbiamo avuto il grande piacere di incontrarla a Milano e lei con disponibilità, autoironia e un sorriso contagioso ci ha raccontato il suo ultimo album “Evolution”, che rappresenta a livello sonoro una sorta di ritorno alle origini.

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Anastacia, cosa significa per te Evolution?

“Evolution rappresenta innanzitutto un’evoluzione rispetto al passato, una nuova fase della mia vita, è un modo per dire sono qui, sono tornata, sono più saggia e più forte di prima”.

“Evolution” è lo step successivo dopo “Resurrection”…

“Ho dovuto scrivere “Resurrection” prima di “Evolution”, perché prima dovevo ricostruire me stessa come persona e le canzoni contenute in quel disco mi hanno permesso di fare tutto questo. Poi sono andata in tour e ho ritrovato il contatto con i miei fan che mi sono sempre stati accanto, quindi ho pubblicato il greatest hits “Ultimate Collection” ed è finalmente arrivato il momento giusto per scrivere questi nuovi brani. Il passato è stato molto importante per questo progetto, perché dopo avere riascoltato i brani, ho ritrovato tantissimo dei miei primi tre album, soprattutto di Freak of Nature. E’ come se il suono si fosse evoluto all’indietro, tornando alle mie origini. Sono cresciuta ma i suoni e i messaggi sono sempre gli stessi. Ad esempio ci sono archi e fiati molto simili ai dischi precedenti. Sono felice perché questa è la musica che mi piace e che i miei fan amano”.

Cosa rappresenta questo album per te in questo momento della tua carriera?

“Ho sentito che in “Evolution” c’ero con ogni parte di me. Sono tornata ma ho anche superato tutto. Sono qui con la mia femminilità, con la mia forza, con la mia scrittura. La mia voce non è mai andata via, per fortuna”.

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credit foto Peter Svenson

Sei un esempio per molte persone di coraggio e determinazione. Dove trovi questa forza?

“Credo che dipenda da come riesci ad accettare le cose negative e a trasformarle in positive. A me non piace essere negativa e mi sento in colpa quando lo sono con altre persone. Sono una donna bionica che ama lottare. Il cancro è una malattia terribile, io l’ho affrontato due volte, ma cancro è una parola le cui prime tre lettere sono Can, che significa “io posso”. In questo modo secondo me possiamo affrontare la malattia in modo diverso”.

Cosa ne pensi della tragedia avvenuta a Las Vegas?

“Sono contro le leggi sulle armi che abbiamo in America, lo sono sempre stata. La nostra Costituzione dice che tutti abbiamo diritto a possedere un’arma, ma è una legge che è stata scritta nel 1770. Questa situazione legata alle armi è ormai fuori controllo e andreebbe gestita meglio”.

Qual è il tuo rimpianto più grande?

“Aver lasciato la Sony perché in quel periodo ho deciso di seguire il mio manager David Massey, che consideravo il mio guru. Nel 2015 comunque la mia strada e quella di Sony si sono incrociate nuovamente in occasione del mio Greatest Hits Ultimate Collection”.

Qual è la tua canzone preferita di questo nuovo album?

“La mia canzone preferita, anche se è difficile dirlo adesso perché non le ho ancora cantate dal vivo,  è quella che volevo fosse il primo singolo, “Boxer”, era diversa dalle altre, ma sarebbe stato un grande rischio e poteva non piacere al pubblico. Quindi abbiamo poi scelto Caught in the middle. Boxer trasmette un messaggio forte. Io non credo nella paura, perché blocca la vita, io invece voglio vivere e continuare a regalare gioia agli altri”.

“My Everything” è invece una romantica ballad. Cosa ci racconti a riguardo?

“In “My Everything” auguro a tutti di vivere più volte quella sensazione di gioia che si prova il giorno delle nozze, cerco di far capire che si dovrebbe portare la felicità di quel giorno nella quotidianità”.

Eri preoccupata di dover ottenere anche con “Evolution” il successo degli altri album?

“No perché quando lavoro non penso a questo. Quando scrivo e sento che sto forzando qualcosa, smetto. Ogni brano per me deve significare qualcosa”.

Come ti spieghi il fatto che negli Stati Uniti, tuo paese d’origine, non hai avuto lo stesso successo che hai in Europa?

“A dire la verità non lo so, ho avuto la sensazione che ad un certo punto le radio non volessero passare la mia musica e si concentrassero maggiormente su altri artisti. All’inizio della mia carriera, il mio album stava per uscire, ero una di quelle artiste che tutte le etichette volevano, ma non è andata, quindi mi hanno lanciato sul mercato europeo, dove ho avuto un ottimo riscontro. Se non passi in radio in America, non funzioni. Molti americani vengono a vedere i miei live in Europa, è strano. Sono comunque molto grata per aver avuto questa opportunità di imparare e osservare le altre culture. E’ stato un arricchimento per me”.

Anastacia_900A9990b_foto di Peter Svenson

credit foto Peter Svenson

Il pubblico italiano ti adora e ti riserva sempre un’accoglienza calorosa. Qual è il ricordo più bello che hai legato all’Italia?

“Io adoro l’Italia. Sicuramente il ricordo a cui sono più legata è quando ho cantato con Luciano Pavarotti sul palco di Modena al Pavarotti & Friends. Lui era una persona eccezionale, un artista grandissimo e per la prima volta in vita mia ho cantato insieme ad un’orchestra. E’ stata un’esperienza nuova dalla quale ho imparato tantissimo. In quell’occasione abbiamo cantato “Cowboys & Kisses” e il Maestro Pavarotti interpretò una versione in italiano della mia “I Ask of You”. Ad inizio esibizione stavo un po’ in disparte perché non sapevo bene come comportarmi, poi mi sono avvicinata a lui in modo molto naturale fino a poggiare la mia testa sulla sua spalla. E’ stato stupendo”.

E delle collaborazioni con Eros Ramazzotti e con Umberto Tozzi cosa ci racconti?

“Eros mi ha dato l’opportunità di cantare con altri artisti italiani e duettare con lui è stato fantastico. Quando ci incontriamo ridiamo e scherziamo. Ricordo che la ragione per cui ci siamo incontrati è stata sua figlia Aurora che aveva sei anni e voleva conoscermi. Anche la collaborazione con Umberto Tozzi è stata bellissima, so che per voi italiani “Ti Amo” è una canzone che significa molto. Umberto è venuto da me e mi ha detto che era la persona più adatta per far conoscere questo brano a un nuovo pubblico. Mi sarebbe piaciuto essere presente il 14 ottobre al suo concerto-evento all’Arena di Verona, ma non ci sarò a causa di alcuni impegni”.

Con quale artista italiano ti piacerebbe lavorare?

“Mi piacerebbe scrivere una canzone con Francesco Gabbani, ho capito prima di voi che sarebbe diventato una star, perchè ha tanto carisma. Mi piacerebbe anche lavorare ancora con Kekko e fare un duetto con Laura Pausini”.

Qual è il tuo piatto preferito?

“A me piace molto mangiare, adoro il cibo italiano, in particolare la pasta”.

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credit foto Peter Svenson

Tornando a “Evolution”, il disco è stato scritto nel mezzo del tour mondiale di 200 date. In che modo questo ha influenzato il lavoro sull’album?

“Ho cominciato a scrivere a fine marzo e ho finito di registrare le voci il 10 agosto. Se non avessi lavorato, penso che quest’album sarebbe venuto ancora meglio, non avevo mai scritto un disco durante un tour. Erano due mondi diversi e due fusi orari diversi. C’è stato però anche un vantaggio: ero continuamente a contatto con la mia musica e avevo presente da dove venivo. Ho iniziato con il soul e il funk, poi sono diventata una ragazza sprock”.

La nuova tournée passerà in Italia a maggio e toccherà  Brescia (Gran Teatro Morato, 6 maggio), Roma (Auditorium Parco della Musica, 7 maggio), Bologna (Teatro Europauditorium, 9 maggio) e Milano (Teatro Ciak, 10 maggio). Cosa vedremo?

“Cercherò di trasmettere tutta la mia energia e positività, e ci sarà anche qualche novità. Infatti a causa del cancro non sono mai riuscita a portare in tour le cover rock del disco ‘It’s a Man’s World’. Quando chiederò ai fan di aiutarmi con la scaletta del nuovo tour, inserirò qualcuna di quelle canzoni, come ‘Back in Black’ o ‘Sweet Child O’ Mine'”.

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