Intervista con Mario Riso: “Passaporto mi rappresenta, svela il mio amore per la musica latina e anche la mia voce”

di Francesca Monti

Si intitola “Passaporto” (Self Distribuzione), il primo disco solista del batterista e compositore Mario Riso, creatore e direttore del progetto musicale/sociale Rezophonic, che è stato anticipato dal singolo “Un temporale”.

“Un viaggio lungo che porterà lontano…e come in ogni viaggio che si rispetti è necessario il passaporto!”, Mario Riso rappresenta così la sua vita musicale, attraverso una storia raccontata in 18 tracce dagli stili più disparati. La storia di un musicista che, dopo innumerevoli dischi suonati per grandi artisti, decide finalmente di raccontarsi. Danti, Rise, Cristina Scabbia, Tullio De Piscopo, Giuliano Sangiorgi, movida e Rezophonic sono solo alcuni degli artisti coinvolti in questo disco dalle sonorità varie e colorate.

Mario Riso è da anni uno dei migliori batteristi rock in Italia e certamente uno tra i più impegnati nel mondo dello spettacolo. Oltre alla sua attività da musicista, con la quale continua a girare i palchi di tutta Italia, l’artista è attivo contemporaneamente in una serie di attività che lo vedono tra i protagonisti assoluti del panorama rock e della musica italiana. Mario Riso è anche uno dei pochi musicisti italiani ad avere un ruolo attivo nel mondo della televisione. Fondatore dei canali satellitari Rock Tv (Sky 718) ed Hip Hop Tv (Sky 720), Mario ha condotto la trasmissione “Morning Glory”, e si è occupato di selezionare e presentare quotidianamente il format “Sala Prove”, offrendo ai nuovi talenti del rock italiano la possibilità di far ascoltare e vedere la propria musica.

Ecco cosa ci ha raccontato Mario Riso riguardo il suo primo disco solista e i prossimi progetti.

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Ciao Mario, ci racconti com’è nato il tuo nuovo progetto “Passaporto” e come mai hai scelto questo titolo per il tuo primo disco solista, in cui sei anche cantante?

“Ho sempre desiderato fare un cd da solista, ho cominciato a pensarci seriamente nel 2003 ma poi grazie a un viaggio con la nazionale artisti tv ho scoperto il mondo di Amref ed ho pensato bene di utilizzare le mie canzoni per portare acqua dove non c’è, fondando il progetto Rezophonic. Oggi dopo 11 anni e tre dischi (il quarto uscirà a breve) ho pensato fosse giunto il momento di fare qualcosa che portasse il mio nome. Il passaporto è un documento di viaggio e riconoscimento, il mio è stato un viaggio temporale. Dal 1983 a oggi di tempo ne è passato e io ho trovato nel tempo un grande amico. Il mio “passaporto” contiene 18 canzoni, frutto del viaggio fatto attraverso oltre 30 anni di musica. Mi racconta, mi rappresenta e svela cose di me che non avevo mai reso pubbliche come l’amore per la musica latina/cubana e la mia voce”.

Qual è la meta di questo tuo viaggio?

“La meta è la vita stessa. Non ho scelto di venire su questa terra, non penso che sceglierò quando volermene andare. Bene, almeno mentre sono qui voglio decidere cosa fare e non buttare via neppure un attimo della mia esistenza”.

Danti, Rise, Cristina Scabbia, Tullio De Piscopo, Giuliano Sangiorgi sono alcuni degli artisti coinvolti in questo disco. Come si sono sviluppate queste collaborazioni?

“Danti rappresenta per me, insieme a Caparezza, Negramaro e Jovanotti la massima espressione della scrittura basata sulla comunicazione di contenuti all’interno di una canzone. Lavorare con lui (anche su “Dalla a me” dei Rezophonic) ha rappresentato la possibilità di coronare un altro sogno artistico, sono orgoglioso di lui e della nostra amicizia. In realtà la canzone “Nell’acqua” era già stata pubblicata nel secondo album di Rezophonic e grazie a Sugar ho avuto la possibilità di inserirla anche all’interno del mio primo disco da solista. Avevo scritto questa musica, sapevo di cosa avrei voluto parlare ma non avevo ancora pensato al testo. Ho scritto a Michele (Caparezza) e gli ho spiegato tutto, dopo pochi giorni mi ha inviato la demo della canzone con la sua voce…pelle d’oca! Era riuscito a dire tutto quello che nessuno sarebbe stato in grado di raccontare in quel modo…questa canzone è un CAPOLAVORO. Dico questo perché Cristina Scabbia e Giuliano Sangiorgi presero parte a quel brano contribuendo a farlo diventare un brano di classe e senza tempo. Per quanto riguarda Tullio invece posso solo dire che è stato il mio punto di riferimento oltre che di svariate generazioni di batteristi, lo adoro e ho la fortuna di avere vissuto tantissimi momenti di vita e di batteria insieme a lui, dal “Riso di Tullio” in poi. Ecco perché ho voluto coinvolgerlo nella canzone “Riso Vs Rise” brano in cui tre generazioni di batteristi si confrontano (Rise fa parte del mondo della beatbox)”.

“Un temporale” è il primo singolo estratto dal disco e come si evince anche dal video, porta con sé un messaggio molto positivo, quello che comunque vada il sole tornerà a splendere…

“Sì, la vita è fatta di temporali (alle volte necessari) e di bellissime giornate di sole. Quando tutto appare buio, triste e sconsolato, arriva sempre un raggio di sole che ci restituisce il calore necessario per ritrovare la luce e la gioia di vivere”.

Nel disco c’è una canzone che si intitola Epic intro e parla dell’Inter, la tua squadra del cuore, che quest’anno ha iniziato molto bene il campionato… 

“In realtà ho scritto anche un inno dell’Inter che non ho ancora pubblicato. Epic Intro mette in musica l’immagine dell’ingresso in campo di gladiatori pronti a dare tutto per restare in piedi combattendo fino all’ultimo respiro. La sonorità e la composizione richiamano perfettamente l’immagine che avevo in testa mentre scrivevo la canzone”.

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Come ti sei avvicinato alla batteria?

“A 6 anni i miei genitori mi obbligarono a iscrivermi ad un corso di pianoforte, dopo 3 anni di studio “forzato” dello strumento ho scoperto il metal e da lì la passione per i tamburi. Un amore che dura da allora e che cresce ogni giorno di più nonostante la vita”.

Da cosa nasce la tua passione per la musica latina?

“Ho sempre ascoltato le canzoni argentine e latine viste le origini della mia famiglia paterna, se poi aggiungi che mio papà ha vissuto in Argentina fino ai 21 anni capisci che la mia è stata un’infanzia incredibile. Ci si alternava dal dulce de leche alla nutella, dalle empanadas alla pizza, dal mate al cappuccino, dal budino al dulce de batata, insomma anche nella musica non ci facevamo mancare niente. Ho sempre ascoltato o sentito musica e lingue alternarsi”.

Trenta anni di carriera, 50 anni di vita. Se dovessi fermarli con un’immagine quale sceglieresti?

“Una bella foto con mamma, papà, sorella, moglie, cagnolino e amici fraterni”.

Porterai Passaporto in tour?

“Non vedo l’ora! Se vi interessa venite a trovarmi sui miei social: FB mariorisoofficial – instagram e twitter così vi terrò informati dei miei spostamenti”.

Con i Rezophonic stai lavorando a un nuovo progetto?

“Ho già pronto l’album (Rezophonic IV) il nuovo singolo e il relativo videoclip, una vera bomba di cui si parlerà molto, sia per la tematica trattata sia per il featuring di caratura internazionale”.

 

 

 

 

 

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