Ritornano per il secondo anno consecutivo – quest’anno al Teatro Dal Verme di Milano – le Serate Musicali OFF, la frangia di programmazione più innovativa della storica associazione concertistica milanese, realizzata in collaborazione con WEC S.p.a. Alle 21 di venerdì 10 novembre, il cartellone cala il primo asso di un poker da quattro: il concerto del “Paganini della tromba”, Sergeij Nakariakov e I Solisti Aquilani.
Il trombettista russo quarantenne, per l’occasione armato di flicorno, si libra in un saggio della sua sovrumana abilità tecnica e finezza interpretativa sulle note del Concerto per violoncello in do maggiore n.1 di Franz Joseph Haydn, nella trascizione del padre, e suo primo mentore, Mikhail Nakariakov. Seguono, per organico di sola orchestra d’archi, la Suite per archi From Holberg’s time op.40 di Edward Grieg e il Quartetto in re minore D.810 di Franz Schubert, La morte e la fanciulla, nella trascrizione di Gustav Mahler.
“Quando la tromba di Nakariakov rompe il silenzio, in sala, il resto di noi a malapena riesce a respirare” registra il San Francisco Chronicle. “Trombettista per caso” (dovette abbandonare il pianoforte per motivi di salute), assurto a notorietà internazionale nella primissima adolescenza, Sergeij Nakariakov è membro della nuova elite di interpreti russi, che iscrive finalmente un “golden boy” degli ottoni in una tradizione già brulicante di fuori classe in ogni altra “specialità”.
Questa è la terza occasione, in assoluto, per poterlo ascoltare a Milano, dove non si esibisce dal 2003.
Serate Musicali OFF propone altri tre appuntamenti, sempre al Teatro Dal Verme, e sempre ispirati all’incontro tra musica classica ed altri generi, come il jazz e il pop, quando non altre arti (il teatro): il 1 dicembre con la Budapest Gypsy Symphony Orchestra, celeberrima “100 violins” orchestra, in in programma d’ispirazione gitana, l’11 febbraio con i Mnozil Brass, dall’accesa vis comica, e il 21 febbraio con il duo Bahrami- Rea, impegnato nella presentazione nazionale del nuovo progetto crossover per DECCA, Bach is in the air.
Serate Musicali OFF è un progetto di WEC, World Entertainment Company, società specializzata in produzione e management musicale a livello internazionale, realizzato in collaborazione con Serate Musicali di Milano, con il patrocinio del Comune di Milano.
Note sul programma:
Il Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in do maggiore di Franz Joseph Haydn(1732-1809) fu scritto nella prima metà degli anni Sessanta del Settecento, un periodo in cui il compositore era impegnato prevalentemente nella composizione di musica strumentale, per quanto possiamo saperne, esclusivamente per l’esecuzione presso la corte degli Esterhazy. «II principe era pienamente soddisfatto del mio lavoro, ero apprezzato, avevo a disposizione un’orchestra per fare esperimenti (..) e così fui costretto a diventare originale», scriveva il compositore, sgombrando da ogni possibile aura romantica l’immagine del compositore musicale, e a riprova dell’impegno immesso nel dare dignità solistica ad uno strumento sino ad allora negletto.
Se quindi, in questa parte della sua produzione, il genere della sinfonia prevale, ad uso della corte, tra queste spiccano alcuni concerti solistici, tra cui il primo Concerto per violoncello, scritto per la prima parte dell’orchestra di corte, Joseph Franz Weigl. Di impianto tardo barocco, tale composizione già esibisce una matura struttura in forma di Sonata: con un primo tempo dominato da un unico tema, dal quale Haydn ricava altri motivi dallo sviluppo indipendente, un secondo tempo in cui il solista entra su di una nota lunga, creando un caratteristico effetto drammatico, e un terzo tempo che conferma l’abilità di Haydn nel maneggiare, in mille modalità diverse, lo stesso materiale tematico, facendo sfoggio di una scrittura al contempo densa e virtuosistica.
La Suite per archi From Holberg’s time op.40 (in norvegese: Fra Holbergs tid) di Edward Grieg nasce dalla trascrizione (prima per pianoforte, poi per orchestra d’archi) dell’omonima Cantata, per voce maschile e orchestra. Il suo sottotitolo – “suite in forma antica” – chiarisce subito l’intento del compositore, improntato a un attento lavoro d’attualizzazione di principi compositivi barocchi. Scritta nel 1884, in occasione delle celebrazioni del bicentenario dalla morte del “Molière del Nord”, il drammaturgo danese Ludvig Holberg, la suite si articola in cinque movimenti derivati da altrettanti stili di danza – Preludio, Sarabanda, Gavotta, Aria e Rigaudon – prefigurando, in epoca non ancora sospetta, i principi di un possibile, futuro, manifesto neoclassico.
Sul modello dell’analoga trascrizione del Quartetto Serioso di Beethoven, datato dei primi anni del suo incarico alla Filarmonica di Vienna (1898-1901), Gustav Mahler trascrisse anche il Quartetto Der Tod und das Mädchen, in re minore D.810 di Franz Schubert: un’operazione che gli permise di conquistare la lucida distanza ricercata dai maestri il cui linguaggio egli aveva preso inizialmente a modello per la costruzione di un idioma personale.
