Il cinema italiano perde uno dei suoi grandi protagonisti. Si è spento a soli 67 anni, dopo aver lottato contro la malattia, il celebre attore Ray Lovelock.
Nato a Roma il 19 giugno del 1950 da padre inglese e madre italiana, capelli lunghi e sguardo ammaliante, fu lanciato nel mondo del cinema da Giulio Questi in “Se sei vivo, spara” (1967) e fu Carlo Lizzani ad affidargli il ruolo del duro criminale Tuccio per “Banditi a Milano” del 1968. Negli anni ’70 fu protagonista di film di successo, da “Squadra volante” di Stelvio Massi (1974) a “Milano odia: la polizia non può sparare” di Umberto Lenzi, da “Roma violenta” (1975) a “Uomini si nasce, poliziotti si muore” (1976). Lovelock compare anche in film firmati da autori prestigiosi, da Mario Monicelli a Norman Jewison, da Alberto Lattuada a George Pan Cosmatos che con “Cassandra Crossing” del 1976, gli offre la notorietà internazionale a fianco di Richard Harris e Sophia Loren.
Dagli anni ’80 l’attore si dedica soprattutto alla serialità televisiva, interpretando “A viso coperto” e poi “La Piovra 5”, “La casa rossa”, “Don Matteo”, “Commesse”, “Incantesimo” e “Caterina e le sue figlie” con Virna Lisi.
L’ultima apparizione di Ray Lovelock al cinema è in “My Father Jack” di Tonino Zangardi (2016), lo stesso anno dell’ultima partecipazione televisiva in “L’allieva” con Alessandra Mastronardi.
