Intervista con Giorgia Würth: Tessa Taviani, l’esordio come regista e i prossimi progetti

di Francesca Monti   

E’ un’attrice versatile, ma è anche una talentuosa scrittrice che attraverso i suoi libri riesce a regalare emozioni, proprio come quando recita nei film e nelle serie tv. Stiamo parlando di Giorgia Würth, che è tornata a vestire i panni di Tessa Taviani nella fiction in onda il giovedì sera su Canale 5 “Le tre rose di Eva 4”, che ha esordito alla regia con il bellissimo film “Salvatrice. Sandra Milo si racconta”, accolto dagli applausi di pubblico e critica alla Festa del Cinema di Roma, e che a breve vivrà l’avventura più bella: infatti diventerà per la prima volta mamma.

In questa piacevole chiacchierata, Giorgia Würth ci ha parlato di Tessa, del rapporto di amicizia e stima che la lega a Sandra Milo, e del suo libro che uscirà prossimamente.

Ciao Giorgia, ne “Le tre rose di Eva 4” abbiamo ritrovato Tessa innamorata di Alessandro, e ora dovrà contendersi il suo amore con la sorella Aurora. Com’è stato tornare sul set?   

“Devo dire che questa storia di Tessa con Alessandro ha scioccato me in primis, però gli autori hanno fatto questa scelta e i personaggi non vanno mai giudicati ma si cerca di interpretarli al meglio. Con Roberto Farnesi siamo amici anche fuori dal set e io ho sempre difficoltà a girare scene d’amore perché mi viene molto da ridere con lui, abbiamo un rapporto da maschio a maschio, quindi ho dovuto mantenere un certo self control. Tornare sul set è stato un po’ come un ritorno a casa, visto che erano passati quasi due anni dalla terza stagione. La cosa brutta di questo ritorno che ha segnato il set è stata la mancanza e la scomparsa di Vincenzo Verdecchi, uno dei registi della serie. Nelle precedenti tre stagioni le scene relative al filone Tessa-Ruggero venivano girate da lui, che era una persona meravigliosa, e tornare sul set senza Vincenzo è stata dura, non era la stessa cosa. Sono contenta che non sia stato sostituito e che la regia sia stata interamente seguita da Raffaele Mertes”.

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Dopo quattro stagioni qual è l’aspetto che più ti affascina di Tessa e quello che invece se potessi cambieresti?

“Devo dire che Tessa mi dà sempre molte soddisfazioni, in ogni stagione ha avuto una grande evoluzione, forse in questa più di tutte, perchè è anche un po’ mamma della nipote, si è presa cura di lei, poi adesso è anche incinta. Tra l’altro mi fanno molto ridere certi commenti del pubblico del tipo: vedi Tessa è incinta perché Giorgia lo è nella vita”. In realtà quando abbiamo girato la fiction era più di un anno fa, quindi a meno che io non abbia una gravidanza che dura 14 mesi i tempi non coincidono…(ride). Certo c’è questo evento di sovrapposizione tra il mio personaggio e la vita reale, però sono due cose molto diverse, questo mi piacerebbe spiegarlo al pubblico che spesso confonde finzione e realtà, ma quando succede lo prendo anche un po’ come un complimento, vuol dire che sono stata credibile nell’interpretazione. Di Tessa non cambierei nulla, o la ami o la odi, non ha mezze misure, non ti rimane indifferente, può stare antipatica però c’è anche il Tessa Team che vorrei ringraziare e salutare”.

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Hai esordito alla regia con il film Salvatrice. Sandra Milo si racconta, presentato con grande successo alla Festa del Cinema di Roma e dedicato a un’icona del cinema italiano quale Sandra Milo con cui avevi fatto lo spettacolo teatrale “100 mq”. Com’è nata l’idea di questo film?

“Abbiamo fatto una tournèe, che spero di riprendere il prossimo anno, con lo spettacolo che si chiama “100 mq”, un testo spagnolo, in cui in scena ci siamo solo io e Sandra ed è la storia di questa vecchia scorbutica che vende il suo appartamento in nuda proprietà. Io lo compro sperando che lei muoia il prima possibile, invece non solo non muore ma sta molto meglio di me. C’è questo incontro-scontro tra due donne che in realtà rappresentano a loro modo due solitudini e tutto avviene all’interno di questa casa. Quindi ho conosciuto Sandra e mi sono innamorata di questa donna incredibile, che definisco una donna che crea dipendenza, come una droga, ho bisogno di sentirla, di parlare con lei, di chiederle dei consigli, è diventata una sorta di punto di riferimento per me, e ho pensato di voler condividere questo regalo che il destino mi ha fatto con le persone che magari non hanno la fortuna di conoscere questa bambina di 84 anni sempre concentrata nel presente, che non vive né di passato né di futuro. Questo è il segreto della sua felicità e longevità. Allora ho deciso di fare un ritratto, un omaggio, una pennellata su questa donna incredibile e poi il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e andarci come regista è stato un regalo bellissimo. Tra l’altro è piaciuto molto, c’erano persone che piangevano, ridevano, è un po’ un inno alla vita, perché lo è Sandra”.

Quindi ti piacerebbe ripetere in futuro questa esperienza dietro la macchina da presa?

“Io non ho mai avuto l’ambizione di diventare regista sebbene abbia studiato anche regia a scuola. Prima di questo film ho fatto delle piccole cose, a livello di corti o trailer del mio libro. Se ci sarà la storia giusta, mi piacerebbe dirigere sempre Sandra Milo in un film di finzione. Se troverò qualcuno che a livello di produzione mi darà fiducia lo farò molto volentieri però deve esserci l’ispirazione, come per un libro, non lo scrivo se non sento l’esigenza di raccontare quella determinata storia”.

A proposito di libri dopo “Tutta da rifare” e “L’accarezzatrice”, che hanno riscosso un notevole successo, stai scrivendo un nuovo romanzo? 

“Ho pronto il nuovo libro ma non so ancora quando uscirà, sto facendo gli ultimi ritocchi. Intanto è in fase di scrittura il film tratto da L’accarezzatrice. A differenza degli altri due  che raccontavano di tabù sociali, questo sarà un libro che affronterà una storia provocatoria, che parte dal presupposto di quanto sia difficile oggi avere una relazione normale tra un uomo e una donna, quindi questa donna troverà un’alternativa. Però non voglio rovinare la sorpresa. Parla di sentimenti in modo provocatorio e molto poco politically correct, è divertente, sono curiosa di sapere come verrà preso, quale sarà il feedback dei lettori”.

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In quali progetti ti vedremo prossimamente?

“Sta andando in onda sulla tv svizzera una serie che si chiama Casa Flora dove interpreto una ragazza ucraina, un medico, e si può vedere anche su Youtube e via web. Inoltre fino a dicembre condurrò il mio programma alla radio svizzera. Poi mi fermerò e farò per un po’ la mamma”.

Da appassionata di calcio cosa ne pensi della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2018? 

“Io penso che per fare un cambiamento che obiettivamente era necessario bisogna demolire tutto e ricominciare da zero e il fatto di non esserci qualificati ci permette di ripartire. Solo in questo modo l’Italia potrà risorgere con un grande restyling, dalla dirigenza ai calciatori, perchè comunque ci sarà un ricambio generazionale. Personalmente sono una grande fan delle ripartenze da zero, è dura ma solo così si possono cambiare le cose. Se ci fossimo qualificati probabilmente non saremmo arrivati lontano, anche perchè siamo stati battuti dalla Svezia con un autogol, e questo processo non sarebbe iniziato. Ai Mondiali farò il tifo per la Svizzera che è stata anche fortunata a differenza dell’Italia e si è qualificata”.

Cosa ti auguri per il 2018 che sta per arrivare?

“A livello personale spero di essere degna di essere chiamata mamma, sarebbe già una grande conquista, a livello generale mi auguro che ci sia un po’ di silenzio”.

credit foto di copertina profilo instagram Giorgia Wurth

 

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