Intervista con la scrittrice Sara Gallo: “Nei personaggi che invento posso sempre mettere qualcosa che mi appartiene”

L’arte si esprime in varie forme: nella musica, nella danza, nella pittura, nell’architettura, nella scrittura.

Praticare l’arte per un individuo significa rivelare in qualche modo se stesso, mettere a nudo sentimenti ed emozioni che hanno posto, ben riparati, nel luogo più profondo dell’anima.

I segreti cessano, tutto viene manifestato e condiviso con gli altri che diventeranno destinatari di un messaggio che inevitabilmente provocherà in essi una reazione. 

Questa è la vittoria più importante che un artista mira a conseguire: entrare nel cuore e nella testa delle persone e far parlare di sé, che sia nel bene o nel male poco importa.

Sara Gallo, diciottenne astigiana, frequenta la quarta classe del liceo musicale. Una ragazza che sembra come tante coetanee, dedite allo studio delle materie scolastiche e degli strumenti scelti, ma il suo universo interiore è popolato di personaggi e di storie da narrare, affrontando tematiche importanti e parecchio attuali.

Sara è una scrittrice, i suoi racconti vincono edizioni di concorsi letterari locali.

Il talento che ha si evince soffermandosi sulle sue creazioni, dalle quali traspare la capacità di catturare l’interesse del lettore raccontando vicende tutt’altro che banali.

Sara arriva al luogo scelto per l’intervista con gioia ed entusiasmo.

Come ti presenteresti a chi non ti conosce?

Mi è difficile parlare di me, mi piace poco, lo faccio solo quando ho proprio bisogno, e mi accade  raramente, di esternare le emozioni che provo. Ho un carattere estroverso e mi piace far sentire a proprio agio le persone con cui interagisco. Soprattutto mi piace far ridere gli altri, regalando un momento di gioia: riuscendo a far sorridere qualcuno che, a mia insaputa, sta vivendo la classica giornata no, è davvero gratificante.

Come ti sei avvicinata al mondo della scrittura?

Per caso. Quando partecipai e vinsi il mio primo concorso letterario (XXIV edizione del concorso Felice Daneo, organizzato dalla Città di San Damiano dAsti, ndr), ammetto che non nutrivo ancora tanta passione per questarte. Leggevo, certo, ho iniziato prima con i fumetti e poi ho preso in mano i libri, mio nonno è stato un esempio per me. 

La mia insegnante di italiano delle medie, a cui sono legata da bellissimi ricordi, mi invitò a partecipare al concorso. Era una fase, che vivo tuttora, in cui volevo esplorare, fare qualsiasi cosa, per cercare di individuare i miei principali ambiti di interesse.

Hai anticipato la mia nuova domanda. Scrivi racconti, partecipi ai concorsi e li vinci. Chi ti ha esortato a prendervi parte?

La mia insegnante di italiano, ma anche una professoressa di matematica mi ha assai supportato. Riconoscere persone che credevano in me, ha accresciuto la stima che avevo di me stessa. Ho capito di essere in grado di percorrere questa strada e sto bene vedendo quanto alcuni miei conoscenti siano felici per me.

Nei tuoi scritti affronti temi maturi, puoi quindi essere letta anche da un pubblico adulto. Ma tu a chi desideri rivolgerti quando scrivi?

Innanzitutto a me stessa. Ho tante cose da dirmi, di cui prendere consapevolezza e fissarle nella mia testa. Nel recente passato ho cercato sempre di comportarmi in modo da ricevere lapprovazione altrui, ma con la scrittura è diverso: sono io a decidere come ed in che modo muovermi. Mi è capitato di incontrare persone che avevano lobiettivo di spegnermi, dipingendomi in maniera diversa da come sono realmente. Parlare di bullismo è esagerato, ma spesso i miei racconti nascono anche per rivolgersi a loro, perché capiscano chi sono veramente.

Passiamo ad analizzare alcuni aspetti dei tuoi racconti. Ne “L’armonia dell’errore” presenti la metafora di un pianoforte dal tasto stonato che rappresenta le tue paure e i tuoi limiti.

La società di oggi ci impone di inseguire la perfezione, noi stessi teniamo a non commettere errori, ma il messaggio che tu lanci è un grido di speranza, vero?

Ho scritto questo testo in un periodo difficile, dal quale non ero ancora uscita. Adesso posso riconoscere che le ferite restano, non si cicatrizzano, ma la speranza che ritorni il sereno c’è e deve esserci per tutti. 

Per questo motivo dallo scorso febbraio sono volontaria in unAssociazione che si occupa di bullismo, Mani colorate: se è vero che questo male non si può sconfiggere facilmente, è altrettanto vero che certe situazioni spiacevoli possono essere ricondotte ad un miglioramento.

Un altro racconto: “Sinfonia per un cuore muto”. La sensibilità con cui affronti un tema così delicato qual è la sordità, è ammirevole. Quali sono i lati positivi del silenzio?

Questo testo è nato in seguito a un problema di udito che mi è stato diagnosticato tempo fa. Non ero consapevole dei rischi, quindi vivevo tranquilla. Quando però ho realizzato a cosa potessi andare incontro, ho avvertito una forte rabbia e mi sono chiesta il perché di tutto questo.

Attesa da un futuro nel quale il buon funzionamento dell’udito è necessario, come accettare che le cose vadano diversamente?

Quando ho trovato delle risposte dentro me, ho compreso che il silenzio viene spesso valutato in maniera negativa, ma in realtà esso conduce ad una svolta positiva perché ti permette di  convivere con te stesso e con le tue emozioni, fino a condurti a trovare un equilibrio nel tuo silenzio e solo allora si riesce a raggiungere un equilibrio con gli altri.

Leggendo in anteprima “I lineamenti dell’ombra”, sono rimasto colpito dalla sua profondità. Affronti temi quali patriarcato, liti familiari, suicidio, omosessualità.

Come nasce questo racconto, che è iscritto alla IV edizione del concorso letterario “Essere sé stessi”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Asti?

Ci sarebbero molte cose personali e delicate da dire, non me la sento. Con questo testo partecipo di nuovo al concorso Essere sé stessi; io qui alludo allambito omosessuale. Mi piace toccare queste tematiche: essere gay non deve significare essere relegato in un mondo a parte. La distinzione tra maschi e femmine lascia il tempo che trova: tutti siamo tutti esseri umani e proviamo le stesse emozioni, una su tutte lamore.

Anche questo racconto si conclude con un lieto fine: nessuno può considerarsi un errore, siamo noi stessi nonostante tutto e nonostante tutti.

Non mi piacciono i finali drammatici, anche se qualcuno è convinto che essi colpiscano maggiormente i lettori spingendoli a ipotizzare conclusioni alternative. Ritengo che ogni individuo sia destinato a raggiungere un lieto fine al termine del proprio percorso.

Quale dei tuoi racconti ti piace di più? C’è inoltre un personaggio al quale senti di assomigliare?

Sicuramente Larmonia dellerrore. Sento mio questo racconto sotto molti aspetti. Anche se non mi sento ancora arrivata al trionfo della speranza che culmina nella frase conclusiva della storia (Io sono io, ndr), non sono neppure allinizio del testo, ma alla metà inoltrata. 

Domenica scorsa, durante il saggio di canto moderno tenuto in una scuola di musica astigiana, io e la mia insegnante lo abbiamo letto davanti al pubblico. Mi sono emozionata, di solito non mi capita mai, una lacrima è scivolata sul mio viso.

Quanto c’è, se c’è, di autobiografico nelle storie dei personaggi che racconti?

C’è tanto di mio, ovviamente in base alla storia che racconto cambiano le prospettive. Ho detto prima che trovo difficile parlare di me, nella scrittura questo però mi riesce benissimo e nei personaggi che invento posso sempre infilare qualcosa che mi appartiene.

Concludiamo con la domanda classica: il sogno nel cassetto.

La Sara Gallo di oggi vuole iscriversi alla facoltà universitaria di Psicologia. NellAssociazione Mani colorate” sono in contatto con psicologi e pedagogisti che mi aiutano a comprendere come funziona il mondo che essi vivono quotidianamente.

Voglio dare un aiuto concreto, contribuire al benessere degli altri. 

Infine, la scrittura. Non voglio lasciarla, anzi coltivo progetti forse anche molto grandi. Devo mettermi in gioco, sempre!”.

Premi vinti e piazzamenti di Sara Gallo:

– “The colors of the world”, presentato alla XXIV edizione del concorso letterario “Felice Daneo”, comune di San Damiano d’Asti. Prima classificata, con premiazione nell’anno 2021.

– “L’infinita strada dei sogni”, presentato alla XXV edizione del concorso letterario “Felice Daneo”, comune di San Damiano d’Asti. Seconda classificata, con premiazione nell’anno 2022.

– “Luce propria”, presentato alla III edizione del concorso letterario “Essere sé stessi”, città di Asti. Seconda classificata, con premiazione nell’anno 2025. Testo inserito in un volume edito da Team Service.

– “Sinfonia per un cuore muto”, presentato alla II edizione del concorso letterario “Premio Da Ponte Giovani”, nell’anno 2025. Rientrata nella rosa dei dieci finalisti. Pubblicazione del testo nel volume di racconti intitolato “Quel che resta”.

– “L’armonia dell’errore” (che era già stato condiviso dalla prof.ssa Papa in seguito alla premiazione), presentato alla XXVIII edizione del concorso letterario “Felice Daneo”, comune di San Damiano d’Asti. Prima classificata, con premiazione nell’anno 2026.

– “I lineamenti dell’ombra”, che ho inviato lo scorso venerdì alla IV edizione del concorso letterario “Essere sé stessi”, città di Asti.

di Pasquale Ruotolo

credit foto copyright Beppe Sacchetto

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