“Il Premio”, il nuovo film di Alessandro Gassmann: “Racconto il viaggio di una famiglia che non è la mia, ma che mi appartiene”

Dal 6 dicembre è nei cinema italiani, distribuito da Vision Distribution, “Il Premio”, il nuovo film di Alessandro Gassmann, che vede nel cast, oltre allo stesso attore e regista, il grande Gigi Proietti, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Matilda De Angelis, Marco Zitelli, in arte Wrongonyou, che firma anche la colonna sonora, e la partecipazione di Erica Blanc e Andrea Jonasson.

Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, “Il Premio” racconta il viaggio di Giovanni Passamonte (Gigi Proietti), uno scrittore di fama internazionale che viene insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Per paura di volare, Passamonte decide di partire verso Stoccolma in auto con Rinaldo (Rocco Papaleo), suo assistente da sempre.  A sorpresa, si uniscono a loro i due figli Oreste (Alessandro Gassmann), proprietario di una palestra prossima alla chiusura, e Lucrezia (Anna Foglietta) inconcludente e nevrotica blogger. Durante le numerose tappe di questo viaggio pieno di imprevisti, il gruppo incontrerà curiosi personaggi che metteranno ironicamente in discussione le certezze dei protagonisti, costringendoli a svelare dinamiche familiari insospettabili e a conoscersi veramente. Un film che fa sorridere e che fa riflettere, con dei personaggi ben strutturati e interpretati.

Questo è il mio terzo film da regista, dopo RazzaBastarda che era diametralmente opposto a Il Premio, e un documentario per UNHCR“, ha raccontato Alessandro Gassmann durante l’incontro con la stampa a Milano. “Non stiamo vivendo un periodo particolarmente positivo e avevo voglia di leggerezza. Il film racconta il viaggio di una famiglia che non è la mia, ma che mi appartiene. E’ una famiglia che all’inizio sembra strana ma che poi si riscopre più normale di quanto creda“.

Il regista e attore ha dichiarato che ci sono delle assonanze tra il personaggio interpretato da Gigi Proietti e suo padre Vittorio Gassman: “Per la figura di Giovanni l’idea era costruire un padre a metà tra Keith Richards e Umberto Eco. Ci sono alcune caratteristiche che accomunano Giovanni a mio padre: ad esempio il dire la verità in faccia alle persone anche se questo può provocare traumi, o il non utilizzare le carte di credito, anche mio padre le riteneva oggetti volgari, oppure non fare pipì nei luoghi pubblici perchè era un igienista. Il film è disseminato di cose vissute, e poi in Giovanni ritrovo quella malinconia dolce di mio padre, di cui sento la mancanza. Quando ho chiesto a Gigi Proietti di interpretare Giovanni ha accettato subito perchè ha capito che era un personaggio diverso con lati comici e drammatici allo stesso tempo. Per interpretare Rinaldo, un segretario fedele e dal linguaggio forbito, invece ho pensato a Rocco, con cui ho lavorato nei suoi due film e con il quale siamo amici“.

IL PREMIO di ALESSANDRO GASSMANN

Un film che attraverso il viaggio di questa famiglia così particolare fa riflettere sul rapporto genitori e figli e permette ai personaggi di scoprire e di accettare anche le proprie diversità: “L’obiettivo era raccontare la diversità in modo positivo. Quello che dice Giovanni nella scena finale dovrebbe essere applicato alla realtà: bisogna fare gioco di squadra, è quello che manca alla nostra società sempre più individualista e improntata al successo, che però ti allontana dalle cose vere. E’ un paese di solisti, invece se imparassimo ad ascoltare un po’ di più gli altri potremmo migliorare tante cose”.

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La versatile Anna Foglietta interpreta Lucrezia, una blogger intelligente: “E’ una nuova professione, dobbiamo abituarci al fatto che la società stia cambiando e che oggi anche i social possano creare opportunità di lavoro. All’inizio ero un po’ preoccupata perchè non conoscevo Gigi Proietti, pensavo fosse un uomo schermato, invece ho scoperto un uomo saggio, generoso, di compagnia, che adora raccontare e divertire la troupe. E’ stato un elemento fondamentale e un onore averlo come padre nella finzione. Sono anche andata a vederlo a teatro e mi sono emozionata nel constatare l’amore infinito che il pubblico ha verso di lui“, ha raccontato l’attrice che ha poi parlato del suo rapporto con i social: “Ne faccio un uso consapevole, li utilizzo per lavoro o per le battaglie sociali dedicate soprattutto ai minori. Mi spaventa l’odio che tante persone riversano sui social, dietro a uno schermo è facile insultare gli altri gratuitamente. Sono lo specchio della nostra società dove si legittima un po’ tutto, invece certi atteggiamenti andrebbero denunciati. Ognuno deve poter esprimere le proprie idee senza per questo venire insultato“.

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Rocco Papaleo si è detto felice di aver preso parte a questo film: “Sono stato molto facilitato dai trascorsi con Alessandro e Anna, siamo in una relazione profonda di stima reciproca. Quindi mi sono trovato molto bene a lavorare con loro e poi ho una sorta di venerazione per Gigi Proietti, quindi non è stato difficile entrare nel ruolo di Rinaldo. Questo film è sgorgato dal cuore di Alessandro, perchè c’è un filo che riguarda anche la sua vita vera, c’è un’urgenza di raccontare e quando questo accade si crea un riflesso che illumina ancora di più tutta la storia narrata“.

di Francesca Monti

 

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