XXVII NOIR IN FESTIVAL: IL MITO DI CHANDLER SI TRASFORMA E SI RINNOVA

Se è vero che la lezione di Raymond Chandler – nume tutelare dei colori del noir – riguarda il modo di raccontare eroi e sconfitti, dark lady e bad guy, ma anche il loro mondo, la loro psiche e il tempo della paura e della rabbia, allora il programma di domani al Noir in Festival è il manifesto ideale di come il genere si trasforma e rinnova.

L’eredità dell’amatissimo Chandler viene raccolta dalla grande scrittrice Margaret Atwood che, dopo il doppio appuntamento del 6 dicembre alla IULM e alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, sarà infine premiata nel Teatro Sociale di Como. Lo spirito urbano e i canoni del noir risplendono invece in uno dei migliori thriller dell’anno, You Were Never Really Here di Lynne Ramsay (ore 21.00, Teatro Sociale), premiato a Cannes per la migliore sceneggiatura e per il miglior interprete maschile, un formidabile Joaquin Phoenix che interpreta un veterano di guerra ed ex agente dell’FBI tormentato dai propri fantasmi passati e alle prese con il salvataggio della giovane Nina da un giro di prostituzione.

Il suono e la furia (per citare William Faulkner) della società che ci circonda e fissa i confini tra buoni e cattivi, cacciatori e prede, rivivono nel sontuoso Handia di Jon Garaño e Aitor Arregi (ore 18.00, Teatro Sociale), vincitore del Premio speciale della giuria al festival spagnolo di San Sebastián; ideato come un punto d’incrocio tra le ossessioni di David Lynch e l’affresco storico di David Lean, il film è ambientato nel 1843 e si confronta con uno dei più grandi miti della storia basca, quella di Miguel Joaquín, il gigante di Altzo, costretto a usare la propria diversità per mantenere la famiglia sullo sfondo della prima guerra carlista.

La rabbia sociale si ritrova in pieno nel ’68 fiorentino del nuovo romanzo di Marco Vichi, Nel più bel sogno (ore 18.30, Sala Bianca), dove il disorientamento verso un mondo che sta cambiando si contrappone alla primavera interiore del commissario Bordelli, bruscamene interrotta da un omicidio apparentemente irrisolvibile che lo condurrà verso una nuova, complicata indagine.

Infine il noir come labirinto della mente, ricerca del padre perduto, mito archetipo dell’inconscio verrà indagato nella chiave della ricerca psicanalitica junghiana durante la tavola rotonda “L’ombra del padre”, organizzata dal Mercurius Prize e preceduta da un documento straordinario come il film della giapponese Yuki Sunada, Children’s Tears – Searching For Japanese Fathers (ore 15.30, Sala Bianca).

Non è dunque un caso che nel giorno in cui il Noir in Festival approda sul lago di Como, nella cornice del Teatro Sociale, l’ospite d’onore sia il re del brivido, il creatore di incubi collettivi senza confronti, il padre nobile del festival: Dario Argento…

 

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