Terza giornata di gare agli Europei di nuoto in vasca corta di Copenhagen e cinque nuove splendide medaglie conquistate dall’Italia

Terza giornata di gare agli Europei di nuoto in vasca corta di Copenhagen e cinque nuove splendide medaglie conquistate dall’Italia. Tre argenti sono arrivate grazie a Ilaria Bianchi nei 200 farfalla in 2ì04″22,  a Simone Sabbioni nei 100 dorso con il tempo di 49″68 e a Gregorio Paltrinieri nei 1500 stile libero chiusi in 14’22″93. Due invece i bronzi azzurri vinti rispettivamente dalla giovane speranza del nuoto italiano Margherita Panziera nei 200 dorso e da Luca Dotto nei 50 stile libero.

Queste le parole di Ilaria Bianchi: “Mammamia non mi sembra vero! Io che sono centista e vado sul podio europeo addirittura con il record italiano. Quasi non ci credo. Ho lavorato bene in gara e col passare dei metri sentivo che avevo ancora tante energie e mi dicevo vai Ilaria, vai. A un certo punto vedevo davanti a me soltanto la prima e allora ho spinto gli utlimi 50 come mai avevo fatto prima. I 200 cominciano a piacermi sempre di più. A me piace variare, provare cose nuove, lo faccio nello sport come nella vita. Sono vent’anni che faccio i 100 farfalla, adesso mi diverto anche a fare i misti. Da quest’estate lavoro bene sulla distanza. In batteria non avevo forzato per risparmiarmi un po’ in vista della finale, ma ripeto mai avrei immaginato di nuotare così tanto bene. Mi sono migliorata di quasi due secondi e mezzo. E’ fantastico, come questa medaglia”.

Felice dell’argento conquistato anche Simone Sabbioni: “Non ero arrabbiato per quanto accaduto in staffetta; solo dispiaciuto e avevo tanta voglia di riscattarmi e divertirmi. Anche prima della partenza, nella camera di chiamata, ogni tanto ridevo da solo perchè ero contento. Stavo bene, ero sereno come poche altre volte mi era capitato prima di una gara così importante. Le parole di Fede e quelle di Matteo mi hanno dato la spinta: nuota e basta, mi dicevano. Il pensiero della partenza non mi ha sfiorato. Ho provato il device, l’ho tirato e ho messo la sicura che hanno aggiunto oggi e che è molto importante per noi. Nuotare a questi livelli mi fa piacere. Ringrazio tutto lo staff che mi ha consentito di arrivare fin qui e conquistare questa medaglia, che è quella che mi mancava. Kolesnikov l’ho puntato e spero di ritrovarlo a Glasgow, agli europei in vasca lunga. Lui è un 2000, nuota molto bene e sarebbe bello confrontarsi di nuovo la prossima estate”.

Il super campione Gregorio Paltrinieri ha dichiarato: “Ho dato quello che ho al momento. Ho cercato di mantenere la nuotata il più possibile fluida ma dopo 500 metri ho cominciato a faticare. Mi dispiace perdere un 1500, ma può succedere in una fase di transizione. Dopo sei anni al centro federale di Ostia e tante vittorie avevo la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, di accrescere i miei stimoli anche in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Ho iniziato un percorso che mi ha portato per dieci settimane in Australia; ci tornerò per altri tre mesi prima di capodanno. Sto crescendo come uomo ed atleta. Non ho rimorsi, né paure e timori; sono certo che l’esperienza che sto facendo mi arricchirà da tutti i punti di vista. Questa sconfitta fa parte di un percorso. Mi fa piacere che abbia vinto Romanchuk, perchè è un amico, oltre ad essere un ottimo atleta. L’avevo sempre sconfitto finora. Allenarsi insieme la scorsa stagione ha fatto bene ad entrambi. Sono certo che tornerò da Melbourne ancora più forte e che le esperienze acquisite, tra passato e presente, produrranno un mix strepitoso”.

Felicissima del bronzo vinto Margherita Panziera: “Non me l’aspettavo. Sono felicissima. Mi sentivo bene, ho approfittato dell’assenza della russa Ustinova che non è entrata in finale. Prima della gara mi sono detta: se sono serena ce la faccio. In subacquea devo ancora lavorare tanto, ma ricominciare da questo risultato sarà un grande stimolo. La medaglia mi ripaga dei tanti sforzi compiuti. Sono contentissima!”.

Luca Dotto infine ha detto che questo bronzo ha un grande valore per lui: “Questa medaglia ha un significato molto alto, soprattutto se si valuta una finale con cinque atleti che nuotano sotto i 21 secondi. E’ stata una delle finali più veloci della storia della vasca corta. Sono riuscito a disputare una grande gara e migliorare il personale quattro volte, fino ad abbassare mezzo secondo, che in un 50 è una cosa impensabile. Se me lo avessero detto prima di partire, non ci avrei creduto. Il mio vecchio record di 21″25 era di sette anni fa. Inoltre, dopo la semifinale non mi ero sentito molto bene, perchè avevo fatto un po di errori sia in partenza che in virata e non ero riuscito ad esprimermi come volevo; in finale, invece, è stato tutto più naturale. Ho nuotato di meno nell’ultimo periodo ma ho lavorato di più sui particolari: spinte, virate, partenze. Sono molto contento e curioso di arrivare ad aprile per vedere cosa posso dare nella gara dei 50 in queste nuove condizioni fisiche”.

credit foto FIN

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