Recensione di “Oh, vita!”, il nuovo disco di Lorenzo Jovanotti

“Oh, vita!” è il nuovo sorprendente disco di Lorenzo Jovanotti, uscito il 1° dicembre su etichetta Universal Music. Un album che va ascoltato diverse volte per coglierne la vera essenza, un progetto, prodotto da un guru quale Rick Rubin, che ha due anime, quella cantautorale e quella hip hop, che si affiancano creando un armonioso equilibrio.

La canzone “Oh, vita!” racconta la carriera dell’artista, con uno sguardo al passato e uno rivolto al futuro, tra ricordi e citazioni, che fluiscono in un insieme di immagini nitide ed emozionanti. Si passa poi a “Sbagliato”, con alcune riflessioni sul tempo che scorre e con alcuni interventi rap, e a “Chiaro di luna”, una romantica ballad. C’è poi spazio per “In Italia”, con una ricca sezione di fiati, una canzone che parla del caos interiore ma anche della fiducia nelle proprie possibilità. Tra le altre tracce presenti nell’album ci sono “Le canzoni” dal ritmo electropop, “Viva la libertà” che parla della libertà, una parola che è al centro dell’intero progetto, “Navigare”, che ha per protagonista un marinaio che si confronta con il mare della vita, l’intensa “Ragazzini per strada”, “Quello che intendevi” in cui Lorenzo osserva l’evolversi di quattro storie di persone che fuggono in cerca di un futuro migliore, e “Sbam!”, che dà il titolo al nuovo libro di Lorenzo, con un ritmo in levare, partendo dalla base degli Ackeejuice Rockers, un duo di dj di Bassano. E ancora la dolce “Amoremio”, la ballad “Paura di niente” “perché le cose passano e l’amore invece resta”, la malinconica cumbia “Affermativo” che porta dentro sè un importante messaggio sociale: “Non si può vivere in un mondo senza cielo, non si può vivere in un mondo chiuso” e “Fame”, il brano di 9 minuti che chiude il disco, in cui Lorenzo canta “Tenete bene sotto mira quelli come me che hanno sempre fame, fame, fame”.

Quella stessa fame di novità, sperimentazione e originalità che da sempre caratterizza l’artista e che trova la sua espressione in questo nuovo disco, in cui per la prima volta si è affidato totalmente a Rick Rubin, che ha fatto un lavoro di cesellatura sul sound, rendendolo minimalista, diretto, senza troppi orpelli, permettendo così alla musica, alla voce e alle parole di Lorenzo di arrivare all’ascoltatore in tutta la loro potenza.

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