Mirkoeilcane, già vincitore del Premio Bindi e di Musicultura 2017, sarà in gara alla 68° edizione del Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte”, con il brano “Stiamo tutti bene”, da lui scritto e composto, con la produzione di Steve Lyon.
La canzone racconta una storia vera vista con gli occhi di un bambino che vede scorrere gli eventi davanti a sé ed evoca l’innocenza di uno sguardo che non ha abbastanza strumenti per capire ma inizia a comprendere la realtà che gli si svela davanti.
Mirko Mancini, in arte Mirkoeilcane, nasce il 6 maggio 1986 ed è un cantautore romano. Negli anni lavora come chitarrista in studio e suona dal vivo con diversi artisti. Compone diverse colonne sonore come quella della web serie “Forse sono io”, dei corti “Memories”, “Il lato oscuro” e “Quattro battiti” e del film “I peggiori”. Impegnato nella scrittura di testi e musica per altri artisti, nel 2016 decide di avviare una carriera musicale da solista, che viene consacrata con l’uscita del suo primo disco omonimo a gennaio. Nello stesso anno, Mirkoeilcane vince il Premio Bindi, il Premio Incanto, miglior testo e migliore interpretazione di cover al Premio Musica Controcorrente e il suo album figura tra le cinquanta opere prime candidate al Premio Tenco. Le tematiche sociali e i rapporti affettivi, figurano spesso al centro delle sue canzoni. A giugno 2017 vince Musicultura e a luglio firma un contratto discografico con l’etichetta Fenix Entertainment.
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Mirkoeilcane. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Mirko, sarai in gara al Festival di Sanremo 2018 con il brano “Stiamo tutti bene” che affronta un tema sociale molto attuale come quello dei migranti, visto con gli occhi di un bambino. Com’è nato questo brano?
“La canzone è nata in un periodo in cui mi sentivo vicino a questo tema, perchè ero rimasto colpito da un libro e da alcune notizie che avevo letto. Nello stesso periodo mi sono ritrovato a parlare con un ragazzo che mi ha raccontato il suo viaggio per arrivare in Italia. Mi ha lasciato stupito il fatto che mi raccontasse queste cose brutte con il sorriso, perché comunque vedeva il lato positivo nonostante tutto e così ho sentito l’esigenza di prendere carta e penna e ricamare un po’ sulla stioria che mi aveva detto. Per rispetto di quello che mi ha raccontato non c’è il tutto per tutto, ma ho preso una piccola parte e l’ho fatta mia e ho pensato di farla raccontare da un bambino che mi sembra la persona meno adatta a vedere cose così terribili”.
Quali sono state le emozioni che hai vissuto durante la serata Sarà Sanremo?
“Ho vissuto un sacco di emozioni tutte insieme, perché cominci a fare i conti con quello che è successo fino a quel momento, è stata una bella conferma del percorso fatto e la dimostrazione che con lo sforzo e la passione si raggiungono grandi obiettivi. Io sono un cantautore abituato a suonare nei locali, nelle piazze e arrivare a 31 anni a cantare sul palco del Festival di Sanremo, kermesse che ho sempre seguito da casa, è una grande emozione”.
Quali sono i tuoi obiettivi in vista della tua partecipazione al Festival?
“La speranza è di riuscire a far affezionare le persone a quello che sono, al di là della singola canzone. Certo l’esito della gara è importante ma lo è ancora di più quello che potrebbe nascere dopo Sanremo. Spero che il brano piaccia e faccia riflettere il pubblico sul tema trattato ma mi piace anche pensare che molte persone possano avvicinarsi alla mia musica e quindi io possa continuare a dire la mia attraverso le canzoni”.
“Stiamo tutti bene” farà parte di un nuovo disco?
“Sì, in realtà il disco non è stato fatto appositamente per Sanremo, ma uscirà nel periodo del Festival. Come nel precedente album parlerò di argomenti seri ma con ironia e sarcasmo che fanno parte del mio carattere. Chi nasce a Roma è solito parlare di abitudini, di cose scomode con un’aria più leggera e penso sia una maniera efficace di comunicare alcuni messaggi. Come diceva il grande Alberto Sordi: quando si scherza bisogna essere seri”.
A proposito di cinema, hai composto diverse colonne sonore come quella della web serie “Forse sono io”, dei corti “Memories”, “Il lato oscuro” e “Quattro battiti” e del film “I peggiori”…
“Non mi definisco un appassionato di cinema, mi piace vedere i film e ascoltare le colonne sonore. E’ stata un’esperienza diversa rispetto alla scrittura delle canzoni perché in un film ci sono già delle immagini a cui bisogna dare un accompagnamento, in una canzone è il contrario, devi anche crearle. Mi piace molto fare colonne sonore anche perché ho studiato musica per tanti anni e posso così applicare delle conoscenze che non posso usare a volte nella scrittura dei brani”.

Una curiosità: da dove nasce il nome d’arte Mirkoeilcane?
“Tanti hanno pensato che fosse una trovata di marketing, ma non è così. E’ un nome nato nella mia testa. Mi diverto a fare questo gioco”.
Quali sono i tuoi artisti di riferimento?
“Prendo ispirazione da chiunque dica delle cose in maniera sincera, mi piace quando le canzoni corrispondono a chi le canta. Ho consumato i dischi dei grandi cantautori, come Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, anche Samuele Bersani, Daniele Silvestri sono punti di riferimento, ma non ho alcuna volontà di fare la stessa musica, cerco invece i essere personale nel linguaggio e nella parte musicale. Io faccio molto caso al testo, alle parole, che siano libri, canzoni, dialoghi, mi piacciono le parole che filano e la musica che ha questa peculiarità. Non sempre le canzoni hanno un messaggio da cogliere soprattutto in questi ultimi tempi in cui la musica ha preso l’immeritato e tristissimo ruolo di accompagnamento dello shopping nei centri commerciali. Personalmente apprezzo la musica che ti trasmette qualcosa, quella che a un concerto ti passa delle emozioni e non quella che ti fa sudare perché hai mosso il bacino”.
di Francesca Monti
