Renzo Rubino torna per la terza volta sul palco dell’Ariston con “Custodire”, un brano intimo, profondo, essenziale, nel quale immagina due genitori che dopo anni di silenzi e incomprensioni, si ritrovano a dialogare, soli in una stanza. Un pezzo autobiografico, scritto dallo stesso cantautore e prodotto da Giuliano Sangiorgi.
“Custodire”, insieme ad un secondo brano inedito dal titolo “Difficile”, sarà contenuto nel repack del suo ultimo lavoro “Il Gelato dopo il Mare” (Warner Music) in uscita venerdì 9 febbraio e prodotto da Taketo Gohara. Un disco itinerante registrato tra Martina Franca (Ta), paese d’origine di Renzo, Brescia e due studi di registrazione milanesi come la Cùpa e il Noise Factory, suonato con Andrea Beninati, Alessandro “Asso” Stefana e Filippo Pedol, Mauro “Otto” Ottolini a curare l’arrangiamento dei fiati, e il leggendario Marcello Faneschi, storico arrangiatore d’orchestra di Domenico Modugno, a curare quello degli archi, registrati appositamente in Toscana.
“Il gelato dopo il mare” rappresenta una crescita artistica e umana per Renzo Rubino, e arriva dopo un periodo difficile, in cui aveva smesso di scrivere, pensando di non fare più musica, poi fortunatamente è riuscito a superare paure e insicurezza, tornando a regalarci brani ricchi di poesia e ironia.
Abbiamo incontrato Renzo Rubino a Milano a pochi giorni dal Festival di Sanremo e abbiamo fatto una piacevole chiacchierata.

credit foto Diego Di Guardo
Ciao Renzo, ci racconti com’è nato il brano “Custodire” con cui sarai in gara al Festival di Sanremo 2018?
“Custodire non è una canzone prettamente d’amore ma è quello che vorrei si dicessero i miei genitori che non si parlano da tempo. L’ho scritta una notte di settembre dopo aver visto un film, “La musica nel cuore”, in cui un bambino viene abbandonato dai genitori e lui che è un prodigio della musica fugge dall’orfanotrofio per andarli a cercare. Li ritroverà al suo concerto. Così ho scritto quel pezzo, mi sono autopsicanalizzato. Io da sempre sono un insicuro nella vita di tutti i giorni, e questo fatto nasce dalla separazione dei miei genitori quando avevo 7 anni. Poi ho iniziato a fare teatro e ogni volta dal palco cercavo tra il pubblico mamma e papà. Le mie insicurezze si sono poi tramutate in musica. Se uno scrive canzoni deve dire la verità. Al momento i miei genitori non hanno ancora ascoltato “Custodire””.
Come si è sviluppata la collaborazione con Giuliano Sangiorgi?
“Sto leggendo la biografia di Ennio Morricone, a me piace un certo tipo di musica, la liricità e la melodia che ci rendono grandi nel mondo. Volevo tornare a Sanremo ma in modo diverso, senza il pianoforte, ho anche iniziato a suonare il basso. Volevo un sound particolare e così ho chiamato Giuliano Sangiorgi, chiedendo se voleva produrre una mia canzone. Lui stava lavorando all’ultimo disco dei Negramaro ed era molto preso ma gli ho inviato ugualmente il pezzo, a lui è piaciuto e dopo due giorni mi ha mandato una sua versione incredibile, bellissima. Per la prima volta mi sono davvero contaminato con un altro artista. Giuliano è intervenuto sul sound senza snaturare il mio mondo, le nostre due anime si sono fuse armoniosamente. Sono molto contento di questo brano, credo sia uno dei più belli che abbia scritto e sono felice di poterlo cantare a Sanremo. Dire: “Puoi costruire l’affetto nell’insolenza” credo sia una frase dal significato forte, così come l’immagine del cardo viola che sboccia, quel cardo sono io, frutto dell’amore dei miei genitori. Per me è un brano intimo, essenziale”.

La canzone sanremese sarà contenuta nel repack di “Il Gelato dopo il Mare”, che vedrà in copertina tuo nonno, questa volta con una giacca super paillettata….
“A Sanremo ci saranno mio nonno Michele e mia nonna Mimma. Sono insieme da quando avevano 15 anni e sono la prova che l’amore eterno esiste. Nonno è la superstar di Martina Franca e verrà al Festival solo per vedere Alba Parietti (ride). Sarà di nuovo sulla copertina del repack del disco. Lui è la faccia del mio ultimo periodo, perchè ad un certo punto mi sono sentito un pensionato, sono tornato a casa, ho smesso di scrivere, ho avuto paura del mondo ma anche mi sono convinto che non avrei più fatto musica”.
In quel periodo cosa avresti voluto fare?
“Stavo pensando di provare a scrivere delle colonne sonore per il cinema. Poi sono tornate le canzoni, ho ripreso a scrivere ed è uscito questo disco che mi rappresenta, ho ragionato su ogni nota, ci ho messo amore. Ho iniziato a riprendermi il mio spazio e verso la fine dell’estate c’è stata anche una rivoluzione nel mio staff e ora ho una squadra felice ed entusiasta che sta al mio fianco”.
Nel disco, oltre a “Custodire” c’è un altro inedito, “Difficile”…
“Difficile è un pezzo che torna sul concetto della difficoltà, ma con ironia e spensieratezza”.

credit foto Diego Di Guardo
Che tipo di musica ascolti?
“Ascolto ultimamente Benjamin Clementine, mi piace molto. Mi rendo conto di come oggi sia cambiato il mondo musicale, non è più soltanto la canzone ad essere importante ma anche la faccia del musicista, è l’insieme, è il messaggio che viene dato attraverso i social. Io li uso per lavoro ma se non facessi il musicista vivrei anche senza”.
Le tue sensazioni in vista del Festival di Sanremo sono uguali o diverse rispetto alle passate partecipazioni?
“Prima di salire sul palco mi sono ripromesso di ricordarmi cos’è successo in questi ultimi anni, in cui ho fatto sacrifici, con pochi soldi in tasca, quindi non ho paura di niente. Questo sarà il mio terzo Festival, una kermesse che ha un’impronta musicale forte. Quest’anno c’è un cast interessante, ci sono gli autori, ci sono artisti come Ornella Vanoni, Annalisa, i The Kolors, sarà più incentrato sulla musica. Spero sia anche un Festival poetico. E poi non ci sono le eliminazioni e per un artista è importante. Il mio direttore d’orchestra sarà Marcello Faneschi che ha 75 anni e ha lavorato con grandi artisti quali Modugno, mentre il venerdì sera ci sarà il mio maestro di pianoforte di Martina Franca”.
Come nasce la collaborazione con Serena Rossi che ti accompagnerà sul palco dell’Ariston nella serata del venerdì dedicata ai duetti?
“Ho scelto Serena Rossi perchè è pazza come me, ho seguito il suo percorso al cinema e in tv e l’ho chiamata proponendole di cantare insieme nella serata dei duetti. Lei ha accettato con entusiasmo. Ha una grande sensibilità e tutte le caratteristiche giuste per interpretare questo brano. Sarà un dialogo tra due persone più che un duetto e vi stupiremo”.

credit foto Diego Di Guardo
Renzo Rubino sarà impegnato, a febbraio, con un tour instore. Queste le prime date confermate:
13 febbraio – Roma – Feltrinelli via Appia Nuova – ore 18:00
14 febbraio – Bari – Feltrinelli di via Melo – 14/02 – ore 18:30
15 febbraio – Lecce 1 – Feltrinelli di via Templari – ore18:30
16 febbraio – Napoli – Mondadori di Piazza Vanvitelli – ore 18:30
21 febbraio – Milano – Feltrinelli di piazza Duomo 21/02 – ore 18:30
di Francesca Monti
