A oltre un anno dal brutale omicidio del ricercatore friulano Giulio Regeni avvenuto a Il Cairo, in Egitto, non è stata ancora fatta luce sul caso. Sei mesi fa il Governo italiano ha deciso di rinviare l’ambasciatore d’Italia a Il Cairo, ma anche questa decisione non ha datio i risultati sperati. La famiglia di Giulio ha dichiarato: “E’ stata un fallimento la missione affidata all’ambasciatore che doveva consentire il raggiungimento della verità processuale su ‘tutto il male del mondo’ inferto su nostro figlio. Abbiamo perso tempo. Non è possibile normalizzare i rapporti con uno Stato che tortura, uccide e nasconde oltraggiosamente la verità, se non a scapito della credibilità del nostro Paese e di chi lo rappresenta. Crediamo sia necessario un immediato cambio di rotta, con l’immediata consegna dei video della metropolitana e la concertazione di una strategia investigativa comune tra Egitto e Italia”. Quello che ci chiediamo è: quali interessi ci sono dietro questa vicenda tragica per cui non si riesca a fare in modo di arrivare alla verità su quanto accaduto? Auspichiamo che venga fatta presto giustizia per Giulio Regeni e per la sua famiglia e che chi si è macchiato di questo atroce delitto possa pagare per quanto fatto.
