Ornella Vanoni presenta il disco “Un Pugno di Stelle” e parla del suo ritorno al Festival di Sanremo: “Hanno vinto i giovani ed è giusto così”

Il 9 febbraio è uscito “Un Pugno di Stelle” (Sony Music), una raccolta in 3 CD delle canzoni che hanno accompagnato la carriera di Ornella Vanoni, una delle più grandi artiste di sempre. La signora della musica italiana è stata tra i protagonisti del Festival di Sanremo 2018 con “Imparare ad amarsi” in trio con Bungaro e Pacifico, che sono anche gli autori della canzone, che è contenuta nella raccolta “Un Pugno di Stelle” insieme ad un altro inedito, “Gira in Cerchio La Vita”, la cover di un brano Idan Raichel. Ornella Vanoni ha presentato il nuovo progetto alla Libreria Rizzoli di Milano.

Nel brano “Imparare ad amarsi” c’è un verso che dice “Bisogna imparare ad amarsi a perdonarsi”. Lei in amore si è perdonata?

“In amore mi sono sempre perdonata, ho amato, a volte ho lasciato perché non c’era più quell’intensità. Io sono riflessiva e anche istintiva, seguo il mio istinto”.

Com’è stato tornare in gara al Festival di Sanremo 2018?

“Mi hanno fatto andare in gara, e farlo alla mia età è coraggioso, ma io trovo che cantare quattro volte al Festival sia importante, perché ci può essere un dubbio da parte di chi non mi segue su come possa esibirmi. Ebbene adesso hanno sentito come canto. Sono vocalmente come la ballerina Paddy Jones. Con Bungaro e Pacifico, due artisti dal carattere molto diverso, mi sono trovata benissimo. C’è sempre l’emozione di tornare all’Ariston, quando sono rientrata a casa ero talmente rigida che sembravo Pinocchio, non riuscivo a camminare. La cosa più bella è stare sul palco. Ho ricevuto i complimenti di tante colleghe, come Fiorella Mannoia che mi ha detto: mi inchino, regina e io le ho risposto alzati che ti voglio guardare negli occhi”.

Cosa ne pensa del podio sanremese?

“Hanno vinto tre giovani ed è giusto così. Io e Ron abbiamo portato canzoni molto intense, noi però abbiamo già fatto la nostra carriera, ci basta vincere il Premio della Critica o quello per la migliore interpretazione. I giovani invece devono avere la possibilità di andare avanti”.

Con Bungaro e Pacifico avete vinto il Premio Sergio Bardotti per la migliore interpretazione ma una volta salita sul palco ha detto “questo è il premio di..” e questa frase ha avuto subito un grande successo sui social…

“In realtà eravamo molto tesi e quando sono salita sul palco non capivo cosa fosse quel premio…(sorride). E poi mi hanno assegnato il Baglioni d’Oro, è un riconoscimento meraviglioso perché mi è stato dato dai miei colleghi ed è il premio migliore che si possa ricevere, che vale quasi più della vittoria. Ho sempre detto che non mi interessava vincere il Festival”.

La sua carriera è partita dal teatro…

“Tutta la mia carriera è stata una sfida, prima ho fatto la scuola del Piccolo Teatro, poi sono stata alcuni anni senza fare nulla, allora si è pensato di cantare le canzoni della Mala, poi sono passata al teatro recitato, vincendo subito il premio come miglior rivelazione del teatro italiano, quindi mi sono dedicata alla musica, e quando sono entrata in questo mondo non è stato semplice, perché ero troppo sofisticata e mi muovevo poco, finchè non ho cantato L’appuntamento e da lì le cose sono andate meglio. Ho avuto la fortuna di incontrare artisti brasiliani come Vinicius De Moraes, Toquinho, Jobim e poi gli americani Carter, Benson, ho avuto tanti incontri importanti. La prima collaborazione è stata con i New Trolls. A me piace entrare nel mondo degli altri artisti, visitare gli altri ed essere visitata, altrimenti mi annoio”.

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E della collaborazione con Mario Lavezzi cosa ci racconta?

“Mario è bravissimo, però quando registriamo devo cantare la stessa strofa sei volte anche se è venuta bene”.

Mario Lavezzi ha spiegato il motivo di questa scelta: “Ornella canta una strofa in un modo, successivamente la rifà in modo diverso, così avendo sei prove posso comporre la voce definitiva unendo queste sei versioni che ho colto man mano che registravamo”.

C’è un artista con cui ha duettato e con cui vorrebbe collaborare nuovamente?

“Se fosse possibile con Lucio Dalla, è per me il più grande cantautore di sempre perché dotato di un’intelligenza fuori dal comune, una vocalità pazzesca, era un musicista straordinario e ha scritto canzoni tristi e romantiche e altre ironiche e spudorate. E poi aveva anche l’umiltà e la gioia nel fare questo mestiere”,

E tra i nuovi artisti ce n’è qualcuno che le piace?

“Sicuramente Noemi, ha una grande voce, e poi Stash dei The Kolors, è carinissimo”.

Ora sarà in tour per l’Italia…

“A Sanremo ero con Ron e Max Gazzè e io ho detto: “mercoledì riparto con il tour” e loro mi hanno risposto: tu sei pazza a iniziare subito dopo il Festival… (ride). Porterò nei teatri uno spettacolo che inizierà con la Mala, passando per Brecht per poi arrivare alle mie canzoni”.

Queste le date del tour di Ornella Vanoni “LA MIA STORIA”:

14 febbraio: Monza – Teatro Manzoni

16 febbraio: Padova – Gran Teatro Geox

21 marzo: Bologna – Teatro Duse

25 marzo: Brescia – Gran Teatro Morato

(Previsto per il 26/1, il concerto è stato posticipato al 25 marzo. I biglietti restano validi per la nuova data, con la stessa modalità di fruizione)

29 marzo: Roma – Auditorium Parco della Musica

16 aprile: Firenze – Teatro Verdi

8 maggio: Milano – Teatro Degli Arcimboldi

12 maggio: Napoli – Teatro Augusteo

21 maggio: Torino – Teatro Colosseo

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