Bebe Vio ha presentato il suo libro “Se sembra impossibile allora si può fare” a Tempo di Libri: “La vittoria della medaglia d’oro ai Giochi è stata l’emozione piu’ grande”

Bebe Vio ha presentato il suo libro “Se sembra impossibile allora si può fare” a Tempo di Libri, davanti ad un’enorme platea composta soprattutto da bambini e giovani, conquistati dalla forza e dall’eccezionale positività che la campionessa olimpica di fioretto emana con ogni sua parola o gesto.

Bebe ha parlato dello sport, della sua vita e dei suoi progetti insieme al giornalista e direttore di Sky Sport Giovanni Bruno, partendo dall’Associazione art4sport Onlus, creata dai suoi genitori: “La nostra associazione si chiama art4sport, è nata nel 2009. Io ho iniziato a fare scherma a 5 anni, lo sport piu’ bello del mondo, poi dopo la malattia ho perso qualche pezzo, mi hanno amputato le braccia e le gambe ma volevo tornare a fare questo sport. Non era però possibile perché dicono che senza il braccio armato non puoi fare scherma perché devi impugnare l’arma con pollice, indice e medio. L’associazione è nata perchè mi serviva una protesi apposita e una carrozzina, ma lo scopo era aiutare piu’ persone possibili a fare sport. Quando hai una disabilità o non puoi piu’ fare sport non vedi l’ora di tornare a correre, a saltare. Per far conoscere l’associazione e lo sport paralimpico, abbiamo ideato i Giochi senza barriere, che sono la versione simpatica dei Giochi paralimpici, ci sono otto squadre composte da 20 persone, 5 donne, 5 uomini, 5 ragazzini e 5 membri dell’associazione e un capitano che è un personaggio famoso. Quest’anno il tema è i supereroi. Il nostro scopo è mettere piu’ barriere possibili per vedere come i partecipanti riescono a superarle”.

Bebe Vio ha ripercorso la vittoria dell’oro individuale nel fioretto e del bronzo a squadre alle Paralimpiadi di Rio 2016: “La vittoria della medaglia d’oro ai Giochi è stata l’emozione piu’ grande, la realizzazione di un sogno. Ma sono stata ancora piu’ felice del bronzo conquistato con Loredana Trigilia e Andreea Mogos. Loredana era sempre arrivata a un passo dal podio senza riuscire a salirci perché non aveva una squadra che la supportava, ottenere una vittoria insieme, dopo tante giornate passate ad allenarsi, è stato bellissimo”.

 

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La campionessa ha raccontato che nella sua vita ci sono tre S fondamentali: sport, scout e scuola: “Gli scout sono stati importantissimi. Appena uscita dall’ospedale dove  è tutto bianco, perfetto, sterilizzato, sono andata dagli scout con la carrozzina e le ferite non ancora cicatrizzate e mi sono trovata sulle spalle di uno che ha iniziato a correre nel fango…(ride). Alla fine tutte le persone con disabilità tendenzialmente vengono trattate come diverse, io dico siate piu’ scialli possibili, potete fare le battute, non li offendete, è bello prendere in giro gli altri ma soprattutto prendersi in giro. E poi sorridete sempre perché se vedete uno triste e voi sorridete anche lui sorriderà. Per quanto riguarda la scuola al liceo ho fatto arti grafiche e comunicazione, mi è piaciuto molto ma non volevo passare la mia vita davanti al pc. Un anno e mezzo dopo l’Olimpiade di Rio mi sono trasferita a Roma, dove vivo con alcune coinquiline e frequento l’Università americana ma sono anche una atleta della Polizia”.

Infine Bebe ha raccontato come è riuscita a fare il selfie con l’ex Presidente degli USA Barack Obama: “Non si potevano fare i selfie con Obama, così dice il protocollo. Quel giorno abbiamo iniziato a chiacchierare ed ero molto imbarazzata e non sapevo cosa dire e mi sono uscite le parole: “ehi, bella location”. Eh certo, eravamo alla Casa Bianca…Lui mi ha detto che non potevamo fare la foto insieme e io gli ho risposto: “Mi scusi mister president, ma io non conosco la parola impossibile”, lui si è innamorato di me e alla fine abbiamo fatto il selfie”.

 

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Bebe Vio ha poi firmato le copie del suo libro, tra l’entusiasmo dei tanti ragazzi presenti, che oggi, ascoltando le sue parole, hanno sicuramente imparato una lezione di vita e di sport.

 

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