Arriva nei cinema il 10 maggio “Tonno spiaggiato”, il nuovo film di Matteo Martinez, con Frank Matano

Arriva nei cinema il 10 maggio “Tonno spiaggiato”, il nuovo film di Matteo Martinez, con Frank Matano, Marika Costabile, Lucia Guzzardi, Niccolò Senni, prodotto da Wildside e Newco Management con Vision Distribution.

Lasciato dalla sua fidanzata, Francesco fa di tutto per riconquistarla. Dopo numerosi e maldestri tentativi, miseramente falliti, finalmente al funerale della nonna di lei, Francesco riesce a recuperare un contatto con la sua ex. Ecco! Per far rivivere l’amore
potrebbe bastare… un funerale. Nella mente di Francesco prende così forma un insano quanto geniale progetto: uccidere un membro della famiglia di Francesca. La scelta cade sulla vulcanica e bizzarra zia Nanna. Nei panni di un improbabile Padre Gesù, Francesco entrerà nella casa e nel cuore dell’irresistibile vecchietta, finendo per mettere in dubbio il suo rocambolesco intento criminale.

Così il regista Matteo Martinez presenta il film: “Se una ragazza che ami ti ha lasciato e non riesci a riconquistarla in alcun modo ma lei, dopo tanto tempo, ti riabbraccia durante il funerale di sua nonna e poi si scusa e ti rimolla, cosa puoi fare per ottenere un altro abbraccio? Facile. Le uccidi un altro parente e ti ripresenti al funerale. Tonno Spiaggiato nasce da una fragorosa risata per questo spunto idiota mentre con Frank Matano sorvolavamo la Groenlandia.
“Praticamente il film è fatto” ci siamo detti, appena rientriamo in Italia, lo scriviamo in tre giorni. E invece sono passati tre anni. Ma ora, finalmente, il film c’è. E contiene tutta la nostra passione per le sitcom animate, per l’umorismo nero, per il misticismo superstizioso, per le situazioni surreali e per quelle spudoratamente grottesche; c’è un po’ di autobiografia (per esempio zia Nanna, ma in una versione meno moderata, era mia zia e abitava in un appartamento sopra il mio) e c’è anche tutta la nostra allergia da sfoghi sul collo per il politicamente corretto, per il didascalismo opprimente, per le ostentazioni di bontà e di “poetica” pensosità.
Tonno spiaggiato potrebbe essere definito una “black comedy” ma in realtà è una commedia che aspira goffamente ad essere una tragedia.
Non è stato facile sintonizzarci con soddisfazione (Frank davanti e io dietro la camera) sui movimenti ondivaghi dei nostri pensieri. E conciliarli, cercando di non perdere il filo del discorso. Dentro c’è un po’ di Batman, una goccia di Buster Keaton, un cucchiaio di Rick & Morty, una fettina di Hellzapoppin’ e una spolverata di Simpson… Nel corso del film cambia la cifra del montaggio, cambiano le atmosfere, ma cambiano poco i colori. Infatti, la preziosa fotografia di Davide Manca, assecondata sapientemente dalle scenografie di Gaspare De Pascali e dai costumi di Sabrina Beretta, ha utilizzato una tavolozza di sole 10/12 tinte facilitando la mia regia nell’amalgama di registri narrativi così diversi.
Ora, a giochi fatti, posso affermare che Tonno Spiaggiato ha seguito fedelmente i percorsi mentali orditi da me e Frank. Se riusciremo a condividerli con molti ce ne compiaceremo. E ci rassereneremo. Sarebbe infatti uno schiaffo morale per quell’allarmista che, ingiustificatamente, ci ha fornito le coordinate di un noto psichiatra”.

 

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