“Noi e gli africani” è il tema della seconda puntata de “La difesa della razza”, il reportage-inchiesta di Gad Lerner, in onda in prima serata domenica 29 aprile alle 20.30

“Noi e gli africani” è il tema della seconda puntata de “La difesa della razza”, il reportage-inchiesta di Gad Lerner, in onda in prima serata domenica 29 aprile alle 20.30, a ottant’anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali in Italia.
Dalla città di Firenze Matteo Fraschini Koffi ha deciso di emigrare in Congo. Con sua moglie Lou e la piccola Sahel è tornato in Africa. Dopo la morte del senegalese Idy Diene ucciso il 5 marzo scorso su ponte Vespucci, Matteo racconta che lui e la sua famiglia hanno paura di rimanere in Italia. Si apre così “Noi e gli africani”, sull’interrogativo: siamo sicuri che quella del colore della pelle sia una distinzione superata? Per gli insulti dei tifosi avversari al giocatore di pallacanestro Joao Kisonga dei Bionics, intervistato da Lerner, la squadra di Buccinasco e il suo presidente sono in rivolta. Inascoltati dalla Federazione annunciano che d’ora in poi abbandoneranno il campo al primo insulto razzista. Il sindacalista di origine senegalese Ibrahima Niane, segretario della Fillea Cgil di Brescia descrive a Lerner lo sconcerto iniziale di qualche lavoratore che nel quartier generale degli edili bresciani si ritrovava di fronte un dirigente di colore. Davy Torkan, insegnante di  religione delle scuole medie della Val Sabbia, parla del suo rapporto con gli studenti.
A Rosarno, nel ghetto di tende e capanne che ospita i braccianti che arrivano in Calabria per la raccolta delle arance è morta a gennaio, arsa viva, una ragazza di ventisei anni. Lerner intervista un esponente della Coldiretti che parla del lavoro di questi giovani migranti, poi visita la tendopoli di San Ferdinando con il sindacalista dell’Usb Aboubakar Soumahoro e incontra Nino Quaranta, tra i fondatori di Sos Rosarno, che mette a contratto i lavoratori agricoli poggiando sulla rete di piccola distribuzione del mercato equo e solidale e dei gruppi di acquisto sociale. Per gli altri, per la maggioranza dei nuovi schiavi, ci sono 50 centesimi a cassetta e niente diritti. Un nulla, ma sufficiente scatenare la guerra tra poveri con i diffidenti rosarnesi, intervistati da Lerner così come i ragazzi immigrati degli agrumeti.
Dopo i nuovi schiavi dell’agricoltura, le schiave del sesso. A Castelvolturno Lerner visita i tuguri in cui vivono i migranti e incontra nella loro abitazione una coppia di ragazze vittime del racket della prostituzione, accompagnato dal padre comboniano Antonio Guarino. Ascolterà, poi, la testimonianza di Isoke Aikpitanyi, ex prostituta nigeriana, che racconta un dramma iniziato in Italia a 16 anni, la condizione di schiavitù imposta dalla malavita nigeriana, la fuga, la ritrovata libertà e la nascita dell’Associazione vittime della tratta fondata con il marito, Claudio Magnabosco, per aiutare le ragazze che vogliono sottrarsi alla morsa della mala.
Il viaggio di Lerner prosegue in Puglia per un’intervista a Bernice Albertine King, figlia di Martin Luther King, il leader della lotta alla discriminazione razziale assassinato nel 1968, giunta in visita in Italia per ritirare il Premio Internazionale della Pace.
“Noi e gli africani” si conclude in Senegal, con tappa nell’isola degli schiavi: Gorée. Da qui, per oltre tre secoli, partivano le navi dei negrieri portoghesi, spagnoli e francesi con il loro carico di schiavi. Lerner visita la Casa degli Schiavi, dove venivano tenuti i prigionieri, in attesa di essere venduti, e attraversa la “Porta del non ritorno” aperta sull’Oceano Atlantico, che conduceva gli schiavi africani all’imbarco, incatenati, per essere trasportati oltreoceano.
A Dakar, di fronte all’isola di Gorée, Lerner, l’intervista a Youssou N’Dour il celebre cantante e compositore senegalese già ministro della cultura e del turismo, oggi consigliere politico del presidente, che parla dei migranti che arrivano in Europa e si sofferma sulla superficialità degli stereotipi sugli africani
La difesa della razza è un programma di Gad Lerner e Laura Gnocchi con Francesco Esposito e Liviana Traversi. Produttore esecutivo Elena Milani. Regia Stefano Obino.

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