Si intitola “Ho visto cose che…” il nuovo album di inediti di Andrea Mingardi, uno degli artisti più importanti del panorama musicale italiano.
Anticipato dal singolo “Ci vuole un po’ di rock’n’roll”, brano scritto dallo stesso cantautore insieme a Maurizio Tirelli, e presente anche nell’album di Mina “Maeba”, “Ho visto cose che…” è un disco molto suonato e ragionato, con un sound variegato, che spazia dal rap al funky, dal soul al rock, e due featuring con Frankie Hi-Nrg Mc e con il sassofonista Stefano Di Battista.
Appassionato da sempre di calcio e fra i fondatori della Nazionale cantanti, negli ultimi anni Andrea Mingardi si è dedicato a diversi progetti, dalla pubblicazione di “Tribute to Ray Charles”, con la sua big band, a quella del disco natalizio “Auguri auguri auguri”, colonna sonora del film “Il peggior Natale della mia vita”, in cui il cantautore appare anche come attore nel ruolo del padre del protagonista.
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Andrea Mingardi. Qui la nostra video intervista:
Buongiorno Andrea, è uscito il suo nuovo disco “Ho visto cose che…”, un album molto suonato e ragionato. Ci racconta come è nato questo progetto?
“In effetti è un disco molto suonato perchè con i Supercircus, questa band di musicisti che ho ribattezzato con il nome di un gruppo storico degli anni ’70, ci siamo divertiti come dei pazzi a suonare e a creare queste atmosfere, che possono emanare immagini e pensieri. E’ un disco pensato perchè dopo tanto tempo di silenzio in cui ho fatto altro, da un tributo a Ray Charles alla scrittura di canzoni per Mina e Celentano, questa volta ho voluto fare un album che uscisse dalla pancia, passasse attraverso il cuore e la mente e avesse questa voglia di dire, di comunicare qualcosa”.
Tra le tracce c’è “Ci vuole un po’ di rock’n’roll” che è inserita anche nel disco di Mina “Maeba”. Può servire un po’ di rock’n’roll per cambiare le cose al giorno d’oggi?
“Non c’è nessun messaggio ma solo l’istinto di dire un punto di vista su quello che eravamo, quello che siamo e dove stiamo andando. Ci vuole un po’ di rock’n’roll è stata cantata anche da Mina. E’ successa una cosa bellissima: dieci giorni prima che uscisse il disco mi chiama Mina e mi dice: sai ho inciso Ci vuole un po’ di rock’n’roll… gelo e felicità… Di solito infatti una grande artista quando incide un pezzo ti chiede di toglierlo dall’album, invece con lei non è stato così e così ho potuto pubblicare il brano anche nel mio progetto. E’ un’artista sublime e una donna e un’amica straordinaria. Questa canzone ha una doppia chiave di lettura che invita la gente a chiedersi: siamo sicuri che non stiamo addormentandoci grazie a questi sonnniferi che ci vengono propinati ogni giorno dai media? Questa è la realtà. Anch’io sono lì con il telecomando a vedere delle cose e poi mi chiedo cosa sto facendo. Abbiamo bisogno di riprendere in mano la nostra vita, di avere nuovamente il libero arbitrio, di cambiare certe regole che sembrano ormai addormentate”.
Un altro pezzo si intitola “Pace, amore, giustizia e libertà”, quattro parole importantissime il cui valore viene spesso dimenticato…
“Pace, amore, giustizia e libertà” è un tema enorme, tutte le persone che hanno visibilità, possibilità di parola, mezzi a disposizione per dire la loro tante volte hanno pronunciato questi vocaboli. Il problema è poi mettere in pratica quello che si dice. Sarebbe il caso di non pronunciare più questi vocaboli, ma fare il meglio che si può per cambiare le cose. Se poi c’è qualcuno che è in grado di mantenere quello che dice è benvenuto. Siamo completamente truffati da qualcuno che poi alla fine non paga mai il prezzo”.

Nel disco c’è anche una canzone in cui spiega la sua visione riguardo i talent, che oggi sembrano essere l’unica strada per i giovani che vogliono fare musica…
“C’è anche un pizzico di invidia buona da parte mia… (ride). Oggi un ragazzo di venti anni senza arte nè parte si presenta lì e gli costruiscono intorno una cosa che neanche ai Grammy Awards esiste e poi c’è tutto questo meccanismo trappola, per cui se il ragazzo non ha un equilibrio interiore accettabile è destinato a perdersi. Mi spiego meglio: se uno continua a farti i complimenti, a dirti che sei bellissimo e bravissimo, come fa una persona ad essere obiettiva? In quel caso è una “truffa” anche nei confronti del pubblico. perchè non ha la forza di reagire, di dire si è bravo ma non mi è passata nessuna emozione. Quindi poi succede che i ragazzi quando scendono dal quel palco illuminato non hanno nessun tipo di riscontro. Negli ultimi dieci anni si sono presentati ai talent 2 milioni di ragazzi, forse sono usciti 2-3 artisti.. .Quindi mi sono divertito e sfogato con questa canzone perchè io ho avuto altre risorse per rimanere in vita, infatti il brano si chiama Sono ancora vivo. Qualcuno ogni tanto non vedendomi in tv mi chiede se canto ancora. Sì, rispondo, faccio concerti e ho tante soddisfazioni, perchè a me basta il microfono, una chitarra, una batteria e andare sul palco per tentare di comunicare qualcosa ed è per questo che sono ancora vivo”.
Dopo la presentazione del disco al Teatro Il Celebrazioni di Bologna sarà in tour questa estate?
“Faremo tutta una serie di live in estate e poi ci sarà un tour teatrale in autunno, nelle città italiane più importanti con questo gruppo straordinario. E’ uno spettacolo che racconta tante cose. E’ come quando arrivi all’ultimo dell’anno e fai un bilancio, ti chiedi da dove vengo e dove sto andando. Io se mi volto indietro mi ricordo le gioie, i sacrifici, le morti e le rinascite che ho avuto e quindi è molto bello attraverso le canzoni raccontare inquadrature di un mondo che c’era e non c’è più, di un mondo che è vicino a noi e nessuno nota”.
di Francesca Monti
