SPECIALE ORA O MAI PIU’: INTERVISTA CON ALESSANDRO CANINO: “Aspettavo un’occasione per riproporre la mia musica”

Tra i protagonisti di “Ora o mai piu'”, programma condotto da Amadeus e in onda su Rai 1 il venerdì sera, c’è Alessandro Canino, cantautore toscano, classe 1973, che ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1992 con “Brutta”, brano con cui è entrato nel cuore del pubblico. In questi anni Alessandro ha continuato a fare musica, ha partecipato al programma The Winner is… e si è dedicato anche alla sua seconda passione, la cucina, pubblicando il libro “Brutta ma buona”.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Alessandro Canino per parlare non solo di Ora o mai piu’ ma anche dei suoi prossimi progetti.

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Ciao Alessandro, cosa ti ha convinto ad accettare la proposta di partecipare a Ora o mai piu’?

“Mi ha convinto l’idea del programma, la partecipazione di tanti maestri, e la forza di Amadeus, un intenditore di musica e un amico, una persona speciale. Il suo apporto per quanto mi riguarda è molto importante. Riesce a darci la giusta forza per vincere l’emozione. Aspettavo un’occasione per riproporre la mia musica e per lanciare il nuovo singolo. Ho deciso di prendere parte a questa nuova avventura e siamo pronti per tornare sulle scene”.

Come maestra ti è stata assegnata Loredana Bertè…

“Loredana è un’esplosione di energia, è difficile starle dietro perchè prende la musica in modo molto rock e aggressivo, la affronta con istinto e quindi vorrebbe da me che fossi istintivo, aggredendo la canzone senza stare a guardare tanto la parte tecnica ma cercando di emozionare ed emozionarmi. Come ho sempre provato a fare. Con lei sta uscendo un’anima più rock che le persone non si aspettano da me”.

Sono passati ventisei anni dalla partecipazione a Sanremo con “Brutta”, il brano che ti ha lanciato nel panorama musicale italiano e che è rimasto nel cuore della gente…”

“Brutta è un brano orecchiabile però tratta un argomento sempre molto attuale, oggi potrebbe essere vista come una canzone contro il bullismo. Ha un testo scritto in modo molto semplice raccontando una storia successa nelle realtà. Quando si parla di accadimenti vissuti non solo da me ma da tante persone ci si ritrova nella storia e rimane in testa tutto, dalla musica alle parole”.

Hai avuto successo all’estero mentre in Italia non hai potuto portare avanti il tuo percorso musicale. Come ti spieghi tutto ciò?

“Ne abbiamo parlato con i maestri, Red Canzian ha fatto degli esempi, anche lui con i Pooh è stato all’estero e ha detto che noi italiani ci scordiamo facilmente dei nostri artisti. Basta un momento di distrazione, di difficoltà, non dovuto all’artista ma alla poca attenzione data dalle case discografiche. E in effetti accade proprio questo. Invece all’estero il pubblico ti segue, viene a vederti ai concerti, ti sostiene, in Italia siamo un po’ troppo esterofili, diamo importanza alla musica che arriva da fuori ma non valorizziamo quello che abbiamo in casa. Spero che questa tendenza cambi anche grazie a questo tipo di programmi che permettono di fare vedere gli artisti italiani che fanno la loro musica e che hanno ancora qualcosa da dire”.

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Tra le tue passioni c’è la cucina, infatti hai pubblicato il libro “Brutta ma buona”…

“E’ la mia seconda passione fin da ragazzino, ho sempre fatto musica e tornando tardi dal pianobar ho deciso di non aprire la solita scatoletta di tonno o mangiare gli avanzi della giornata ma di spendere 15 minuti e preparare un piatto decente, premiando questa mia fame. Rubando i segreti dalla nonna e dalla mamma che cucinavano ho iniziato a preparare per me stesso i piatti e poi ho cercato di organizzare qualche cena o pranzo in casa e per gli amici che nel fine settimana vengono a trovarmi e si dilettano con i miei piatti. Il libro nello specifico ho deciso di scriverlo per portare un aiuto, devolvendo il mio cachet, a questa associazione che si chiama Cure2Children che aiuta i bambini malati di tumore e nello specifico di tumori del sangue. È stata una iniziativa simpatica per far conoscere la mia passione per la cucina ma soprattutto per aiutare il prossimo”.

Qual è il tuo piatto forte?

“Ce ne sono tantissimi, amo la cucina toscana, è quella che ho sempre vissuto fin da bambino, mi piace cimentarmi in piatti più complicati come il filetto alla Wellington, se uno ci mette passione e attenzione nel fare le cose diventano tutte facili. Quando vado all’estero prendo spunto dalle ricette degli chef e cerco di portare nuove idee nei miei piatti. Non sono uno chef, ma un appassionato di cucina”.

In arrivo c’è anche un nuovo disco?

“Ci stiamo lavorando, oggi il modo di promuovere un disco è cambiato. Di solito escono prima uno – due singoli, per cui vediamo se ci sarà un altro brano che lo precederà. Il progetto uscirà in autunno-inverno. Speriamo di tornare prima o poi anche a Sanremo, mi piacerebbe molto”.

di Francesca Monti

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