“VORREI CHE FOSSE GIA’ DOMANI”: INTERVISTA CON GLI AUTORI MIRIAM CANDURRO E MASSIMO CACCIAPUOTI

Si intitola “Vorrei che fosse già domani”, il libro d’esordio di Miriam Candurro, amatissima e versatile attrice protagonista della soap Un posto al sole e di fiction di successo come I bastardi di Pizzofalcone, scritto insieme con l’affermato scrittore Massimo Cacciapuoti ed edito da Garzanti.

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Protagonisti di questo avvincente e appassionante romanzo, il cui titolo si ispira a una frase di una canzone di Nesli, ambientato nei corridoi deserti del Tito Livio di Napoli, sono due adolescenti, Paolo e Cristina. Il ragazzo cerca tra i suoi post-it quello su cui ha annotato le coordinate per arrivare in classe. Ormai non può più farne a meno, perché da quando un brutto incidente gli ha fatto perdere il senso dell’orientamento, la sua vita è diventata un insieme di istruzioni numeriche. Ma, in un momento di distrazione, il suo sguardo incrocia due occhi verdi, quelli dell’esuberante Cristina che, dopo settimane di assenza, si è decisa a rientrare a scuola, anche se non ne ha nessuna voglia. Il loro incontro dura un attimo che ben presto diviene indimenticabile. Tra bigliettini scambiati sotto il banco e pomeriggi passati sui libri, Cristina, mossa da una curiosità che non riesce neanche a spiegarsi, rompe il guscio dentro cui Paolo si è rinchiuso. Gli fa capire che l’invisibilità non è la soluzione a tutti i problemi. E Paolo, finalmente pronto a lasciarsi andare di nuovo, convince Cristina a non rinunciare alla propria unicità. Insieme sentono di poter fare qualunque cosa. Perché non c’è legame più forte di quello che si conquista ogni giorno. Un legame che niente può spezzare.

In occasione della presentazione del libro “Vorrei che fosse già domani” alla Rizzoli di Milano, abbiamo realizzato un’intervista doppia con Miriam Candurro e Massimo Cacciapuoti, che ringraziamo per la simpatia e per la disponibilità.

 

Ciao Miriam, ciao Massimo, è uscito il vostro romanzo “Vorrei che fosse già domani”, che vede protagonisti Paolo e Cristina. Com’è nata l’idea di questa storia?

Miriam Candurro: “E’ nata dall’idea di voler raccontare un periodo della vita difficile come quello dell’adolescenza, attraverso due ragazzi che si sentissero non solo diversi dagli altri ma che lo fossero davvero e partissero svantaggiati nei confronti di quel periodo che  affronti in maniera strong oppure difficilmente riesci a superare con la maturità che ti permette poi di affrontare la vita. Quindi ci siamo interrogati su come poterlo raccontare al meglio e abbiamo deciso di creare due personaggi che potessero assomigliare alle nostre caratteristiche adolescenziali”.

Quanto c’è di autobiografico nei protagonisti del romanzo?

Massimo Cacciapuoti: “Per quanto mi riguarda c’è tanto di me in Paolo, nel modo di approcciarsi alla vita in età adolescenziale. Per cui quando con Miriam parlammo di questa idea, della possibilità di scrivere qualcosa insieme, mi sono innamorato subito di questo personaggio”.

Il messaggio che passa leggendo il libro è che questi due ragazzi che si sentono fuori luogo, inadeguati, grazie al legame che si crea tra loro, riescono a superare le paure e a trasformarle in forza…

Miriam Candurro: “Sì perché la solitudine ingigantisce i problemi e quando riesci a confrontarti con qualcuno che ti capisce davvero o sta vivendo il tuo stesso momento è molto piu’ semplice. L’unione fa la forza, è proprio quella l’idea, l’essere umano ha bisogno di vivere in società”.

Massimo Cacciapuoti: “La cosa bella è che è un romanzo sull’amicizia che nasce dall’amicizia. Così la realtà si è sovrapposta alla finzione e questo ha fatto sì che si creasse quella particolare magia che ha permesso di realizzare questo libro”.

Miriam, questo è il tuo libro d’esordio. Come ti sei approcciata alla scrittura?

“E’ una passione che ho da sempre, scrivo da quando ero bambina, quindi il primo romanzo l’ho affrontato con grande incoscienza e con una verginità d’animo tale per cui capitava che scrivessi una cosa e mi sembrasse bellissima e dopo averla riletta dieci minuti dopo pensassi che fosse una cavolata. La bellezza di lavorare con un autore affermato, bravo e già conosciuto come Massimo è stata proprio quella di testare subito quello che scrivevo, perché lui era il primo banco di prova e poi lavoravamo insieme a quell’idea. Oltretutto Massimo mi ha dato un metodo di scrittura che non avevo perché andavo di pancia e poco di testa e adesso è più semplice scrivere”.

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Chi ha scelto il titolo “Vorrei che fosse già domani”?

Massimo Cacciapuoti: “Il titolo deriva da una canzone, perché entrambi amiamo la musica”.

Miriam Candurro: “E’ la strofa di un brano di Nesli che si intitola “La fine” e dice “vorrei fosse oggi e in un attimo già domani”, esprime il desiderio dei ragazzi adolescenti, che possa essere già domani per mandare via questo periodo orribile e complicato ma allo stesso tempo quando ti trovi nell’attimo perfetto vorresti riviverlo mille volte o ricominciare la giornata. E’ un titolo che ha delle valenze varie”.

Che musica vi piace ascoltare?

Massimo Cacciapuoti: “Io ascolto un po’ di tutto, in particolare molta musica italiana e d’autore”.

Miriam Candurro: “Sono d’accordo con il mio co-autore, non c’è un genere in particolare che mi piace, ogni periodo della vita o della giornata può essere attraversato da un particolare mood musicale”.

Miriam, oltre a Un posto al sole in cui sei tra i protagonisti nel ruolo di Serena, a quali altri progetti stai lavorando?

“A ottobre andranno in onda le nuove puntate de I bastardi di Pizzofalcone, in cui interpreto Giorgia. La prima stagione della serie è attualmente in replica la domenica sera su Rai 1. Per il momento ho questo in programma, oltre ovviamente a Un posto al sole. E poi sto scrivendo il secondo libro”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Alfredo De Lise

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