INTERVISTA CON IL PIANISTA CHRISTIAN TIPALDI: “soundtracks è un concept album ispirato alla città di New York”

E’ uscito il 15 giugno in cofanetto con cd, dvd e booklet 40 facciate e in vinile a tiratura limitata in Italia mentre il 29 giugno arriverà in digital download e su tutte le piattaforme streaming mondiali, “soundtracks” (AllAreas Production / Believe), l’album del poliedrico pianista Christian Tipaldi.

Il disco lanciato a febbraio a New York in edizione numerata limitata ha riscosso un grande successo. Co-prodotto inizialmente dallo storico produttore di Vasco Rossi, Guido Elmi (scomparso recentemente), è composto da 11 brani registrati tra New York, Los Angeles e Pieve di Cento a Ferrara e vanta una serie di musicisti che sono stati scelti dall’artista proprio per raggiungere una perfezione e qualità di sound incredibile: Michael Landau, Vinnie Colaiuta, Will Hunt, Matt Laug. L’autore ha chiamato a raccolta per questo suo lavoro discografico amici e colleghi musicisti appartenenti al “gotha” del rock italiano come Maurizio Solieri, Fabrizio Foschini, Luca Martelli, Claudio Golinelli “Gallo” Ricky Portera, Adriano Molinari, Cicci Bagnoli, Daniele Tedeschi, Davide Vicari, Sergio Aschieris e la voce del celebre Michele Luppi (membro della prestigiosa band statunitense Whitesnake). L’intero album è stato masterizzato nello storico studio di registrazione di New York Sterling Sound dai due ingegneri del suono che hanno segnato la storia passata e presente della musica mondiale e vincitori di numerosi Grammy Award: Ted Jensen e Ryan Smith.

Soundtracks cover album

Ciao Christian, è uscito “soundtracks”. Ci racconti com’è nato questo progetto?

“E’ un concept album, ispirato alla città di New York, in cui hanno suonato per la prima volta insieme grandissimi musicisti di caratura mondiale italiani e americani, rendendolo un prodotto discografico incredibilmente potente e libero da ogni regola commerciale. Non è un semplice album, ma un progetto a 360 gradi con un cofanetto con cd, booklet 40 facciate e dvd di oltre 50 minuti di backstage dove i musicisti raccontano curiosità e dettagli, ripresi durante la registrazione. Sono stati inoltre realizzati 7 video che accompagnano l’uscita del progetto, alcuni dei quali mi vedono nelle vesti di regista, girati tra New York e Philadelphia nell’ex carcere di massima sicurezza “Eastern State Penitentiary” dove soggiornò anche Al Capone”.

Come si sono sviluppate le collaborazioni con questi grandissimi musicisti internazionali?

“Queste collaborazioni sono frutto di una pre-produzione con l’ex manager di Vasco Rossi, Guido Elmi, scomparso lo scorso anno. Voleva produrre tutto il disco poi purtroppo non ci è riuscito quindi ho continuato io, ho scritto, prodotto e arrangiato i brani facendo tesoro dei consigli del grande Elmi e mettendo a frutto le mie idee. Questi musicisti internazionali hanno incredibilmente accettato di far parte del progetto perché hanno visto una cosa innovativa, particolare e ne sono rimasti affascinati. E’ un disco nato in dodici mesi di lavoro, tra l’Italia, l’Europa e New York, è stato un lavoro con un team enorme, una cosa mai accaduta in Italia”.

BookNYC-15_Christian Tipaldi - Crediti Dima Bazak NYC

credit foto Dima Bazak

Cosa rappresenta per te New York?

“Ho un amore viscerale nei confronti di questa città in cui vivo tre mesi l’anno. Abbiamo girato lì i video dei brani che accompagnano l’uscita del disco. E’ una metropoli che già di per sé è la location di molti film quindi perché non chiamarlo soundtracks che è la colonna sonora di un film… tutto combaciava. L’album è uscito in vinile a New York e ha dato ottimi risultati, l’attenzione verso di me era già alta e mi hanno contattato alcune major, poi non si è concretizzato nulla perché avevo già un contratto con un’etichetta discografica. Questa empatia che sta generando mi sorprende, da cinque anni sto avendo grandi soddisfazioni e ne sono felice”.

All’uscita del disco seguirà un tour?

“Il 26 giugno alle ore 18 presenterò dal vivo il disco con uno showcase in programma al Mondadori Megastore in Piazza Duomo a Milano, accompagnato da alcuni dei musicisti che hanno realizzato insieme a me questo nuovo progetto discografico: Maurizio Solieri, Ricky Portera, Cicci Bagnoli, Claudio “Gallo” Golinelli, Daniele Tedeschi, Luca Martelli, Sergio Ascheris, Fabrizio Foschini e Davide Vicari. Poi ci sarà un mini tour all’estero. Sarà uno show particolare, non solo musicale, punto molto sulla visual art, infatti dico sempre che la musica e la fotografia sono due arti che messe insieme ti riconducono alle stesse sensazioni, alle stesse emozioni e hanno un potere veicolante enorme”.

Tra le canzoni di “soundtracks” ce n’è una a cui sei più legato?

“Sono piu legato a Manù, per il fatto che è una canzone che ho scritto quando frequentavo il Conservatorio e non era mai stata pubblicata. E’  dedicata a una ragazza che mi piaceva che poi è andata via da Milano e non ho più rivisto. E’ la ballad piu’ struggente di tutto l’album, il brano più intimo perché l’ho suonato in casa per i famigliari. Amo questo disco perché è nato di getto e ogni brano è stato partorito nello stesso posto, a New York e quindi c’è molto di me in ogni traccia”.

Questa la tracklist di “soundtracks”: “Earthquake”, “The Begin”, “Movie”, “Death of the World”, “Explotion”, “Manù”, “Warab”, “Wind on Face”, “MentalPrison”, “Laagoon”, Bonus Track – “Death of the world” (acoustic instrumental feat. Maurizio Solieri).

di Francesca Monti

 

 

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