INTERVISTA CON ZIC: “Faceva Caldo è un disco all’insegna della verità”

“Faceva caldo” è il titolo del disco di debutto di Lorenzo Ciolini, in arte ZIC, tra i protagonisti di Amici 17, trasmissione di Maria De Filippi in onda su Canale 5, in cui è arrivato fino alla quinta puntata del serale riscuotendo un ottimo successo con i primi brani in radio, come “Il fantasma del sabato sera”, “Perché sono rimasto da solo” e ”Capodanno”.

“Faceva caldo” è prodotto da Zic e Pio Stefanini per l’etichetta Platinum Studio su licenza Sony Music Italy, è un disco eterogeneo, in cui ogni canzone ha il suo linguaggio e il suo colore, con sonorità a volte più elettroniche e aggressive, altre più acustiche e dolci.

Il disco rappresenta il primo capitolo della storia musicale del talentuoso cantautore fiorentino, classe 1997, che ha scelto il nome d’arte Zic perché da piccolo era grande fan di un cartone animato che aveva come protagonista un ragazzino asmatico e un po’ sfortunato.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Zic per parlare del disco, dei prossimi progetti e dell’esperienza ad Amici.

ZIC_Faceva Caldo

Ciao Lorenzo, è uscito il tuo disco d’esordio “Faceva caldo”. Cosa ci raccotni riguardo questo progetto?

“Ho sempre pensato che la nostra vita sia piena di emozioni forti, amore, rabbia, odio, che siamo portati a tenere dentro come se fossimo una pentola a pressione e prima o poi scoppiamo. Quindi, quando questo accade, fa un caldo tremendo e alla fine inizi a scrivere. Per questo ho scelto quel titolo. E’ un progetto che mi porto dietro da due anni, è stato fatto con grande passione, da persone capaci, è un disco all’insegna della verità, di ciò che potrebbe accadere ogni giorno a chiunque, senza andare a pescare nell’immateriale o nel sogno. La musica prima di essere un lavoro rappresenta la mia vita e non riesco a scrivere qualcosa che non abbia vissuto direttamente. “Faceva caldo” è il resoconto degli ultimi due anni della mia vita, in un certo senso questo progetto è cresciuto con me”.

L’album è stato anticipato dal singolo “Ti ho cercato alle 23:20 del 02/02/2018 39 3662609635”…

“L’ho scritto il giorno dopo che sono uscito da Amici, avevo tante cose da scrivere e da buttare fuori, non sono nemmeno tornato a casa, sono andato nel mio studio per finire il disco. Avevo bisogno di fare un altro pezzo e in un giorno l’ho terminato. E’ una storia vera, semplice, ma talmente carica di magia intrinseca che non c’era bisogno di usare metafore o parole complicate, per questo ho utilizzato quel linguaggio semplice di tutti i giorni con cui ci si rivolge a una ragazza o a un’amica. Già con la canzone riassumi in tre minuti le emozioni vissute e con il titolo devi fare un ulteriore riassunto in una parola o in una frase che renda bello, interessante e corretto il significato. Quindi dopo vari tentativi abbiamo immaginato che la situazione fosse quella in cui chiamavo ossessivamente questa persona sul cellulare e lei non rispondeva ma sul suo telefono arrivava comunque l’avviso di chiamata. Abbiamo scelto questo titolo atipico ma centrato e interessante con il mio numero di telefono vero, per il quale abbiamo aperto apposta una sim dove i fan hanno iniziato a scrivere finchè non si è rotto il cellulare perché 10.000 conversazioni sono un po’ troppe da gestire per un mezzo elettronico. Per ora il numero non è attivo”.

Il disco si apre con “Gilles Villeneuve”, un omaggio al grande pilota di Formula 1…

“Gilles Villeneuve è una metafora. Ho un bel rapporto col passato, mio padre mi ha insegnato ad amare di più gli sportivi del passato rispetto a quelli del presente in quanto avevano qualcosa di eroico rispetto a quelli di oggi più studiati e strutturati. Mi sono appassionato a Gilles Villeneuve da piccolo, guardando le gare, mi impressionava come questo campione pur non avendo vinto un Mondiale avesse come intento quello di superare il limite. Io mi ci sono sempre rivisto, non sono un pilota di Formula 1 ma ho sempre cercato di superare i miei limiti nella vita, senza mai darmi per vinto, anche nella musica. Ho scritto di Villeneuve per parlare di me, perché Gilles in questo pezzo sono io”.

zic1

credit foto profilo Facebook

Come ti sei avvicinato alla musica e quali sono gli artisti di riferimento?

“Mi sono avvicinato alla musica da piccolo, sono cresciuto con i Led Zeppelin, i Deep Purple, con il rock anni ’70 perchè mio padre era un appassionato di quel genere. Ho ascoltato tanto anche i cantautori italiani come Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De Andrè e Lucio Battisti. A 10 anni ho sentito il bisogno di fare musica e ho iniziato a suonare la chitarra ed è nata una vera passione perché ho capito che era veramente quello che avrei voluto fare. Verso i 16 anni ho scoperto che non mi bastava più suonare ma avevo bisogno di dire le cose scrivendo canzoni e da lì ho conosciuto Pio Stefanini, il mio produttore, con cui è nato questo sodalizio artistico che dura ancora oggi e spero non finisca mai perché è una rarità trovare un’armonia del genere. Quando uno scrive una canzone si mette a nudo, io mi tolgo tutti i vestiti possibili di fronte alla gente e il fatto di aver trovato una persona che la pensa come me, di cui mi posso fidare totalmente, che è un amico ma anche un padre artistico, un grandissimo musicista, è una cosa fantastica”.

Quest’estate sarai in giro per l’Italia a presentare il disco?

“A giugno e luglio sarò impegnato con l’instore per presentare il disco e incontrare i fan. Il 26 giugno farò un live a Nola (Na) con la mia band e poi abbiamo chiuso da poco con la ColorSound e speriamo di fare dei concerti ad agosto”.

Parlando di fan, hai avuto un buon riscontro da parte del pubblico…

“Ci sono stati altri talenti di Amici che sono stati accolti dal pubblico in modo più caloroso, ma va benissimo così. Credo che quello che ho proposto ad Amici fosse un po’ diverso, non erano le solite canzoni, e forse non ero il solito personaggio. A me non interessa piacere al mondo, preferisco avere anche poche persone ma disposte ad ascoltare quello che ho da dire attraverso la mia musica, le folle urlanti le lascio agli altri”.

zic

Che esperienza è stata per te quella ad Amici? Qual è l’insegnamento più importante che hai ricevuto?

“Di insegnamenti grandi non ne ho avuto molti. Amici è un programma tv dove si impara a capire realmente quante palle hai perché se va bene ti senti il re del mondo, se va male diventa difficile gestire la tensione, non avendo contatti con l’esterno rischi di andare fuori di testa. Realmente ho capito quanto sono disposto a difendere la mia musica anche contro il resto del mondo”.

Qual è il ricordo più bello della tua partecipazione al talent?

“Uno dei momenti più belli è stato quando abbiamo cantato con grandi artisti come Laura Pausini, Gianni Morandi, Rita Pavone, Elisa, Alice Merton, è stato un battesimo del fuoco perché hai accanto cantanti con una presenza scenica perfetta e una potenza vocale enorme e non puoi sbagliare, devi dare il massimo. Io mi sono divertito molto, erano gli unici momenti in cui mi sentivo apprezzato davvero. I loro complimenti sono stati importanti, mi hanno dato fiducia. Poi verso la fine del programma, lo ammetto, ho perso un po’ il cervello perchè la tensione era diventata insostenibile. Ad Amici ho conosciuto delle belle persone come il ballerino Luca, un grande professionista, molto intelligente e simpatico e la ballerina Valentina, con cui ho un rapporto molto stretto e bello. Ecco, il percorso ad Amici l’ho vissuto così”.

di Francesca Monti

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