INTERVISTA CON DJ JAD: “Opportunità rappresenta per me un nuovo inizio”

Si intitola “Opportunità” (etichetta SAIFAM GROUP) il nuovo singolo di Dj Jad, con il featuring di Danny Losito e Pino Pepsee. Il brano, con le musiche di Vito Perrini (Dj Jad) e parole di Giuseppe Guaglione (Pino Pepsee), è un vero e proprio inno alla vita, un invito a inseguire i propri sogni e a non smettere mai di lottare per quello in cui si crede. Una canzone che rappresenta al meglio l’anima di Dj Jad che dopo il grande successo negli anni ’90 con gli Articolo 31, insieme alla sua nuova crew (formata da Pino Pepsee e Danny Losito, Tiziana Muciaccia, Ruggiero Balzano aka Balzakkio, Francesco Dettole aka Frums, Claudio De Leo aka Kougla ed Enrico Elia aka Mister Ze), farà tappa questa estate in diverse città italiane con dei live in cui farà ballare e saltare il pubblico. Ma non finisce qui perchè Dj Jad sta preparando un disco e pubblicherà a novembre un libro autobiografico, come ci ha raccontato in questa piacevole chiacchierata.

Ciao Vito, Opportunità, il tuo nuovo singolo, è un inno alla vita, un invito a non smettere mai di lottare per realizzare i propri sogni. Cosa ci racconti riguardo questa canzone?

“E’ un brano che è nato in un momento difficile della mia vita, per me è molto importante perché segna un nuovo inizio, un rimettermi in gioco. E’ un pezzo che ho scritto con molta sofferenza, quando ho iniziato a comporre la base, la melodia, mancava il testo e Pino Pepsee che è l’autore aveva scritto una canzone in cui mi rispecchiavo al 100% e così è nata Opportunità”.

Questa idea di nuovo inizio, di rinascita, traspare anche dal video ricco di disegni e animazione…   

“Per me è anche un modo per smuovere le coscienze delle persone, far riflettere, dare forza, perché è un brano che nonostante tutto affronta tematiche importanti, quindi regala forza in un momento in cui viviamo una situazione a livello sociale e culturale di un piattume e di una superficialità pazzeschi, a mio avviso. Fin dai tempi degli Articolo 31 e ancora prima, ho sempre amato stimolare e dare qualcosa a chi ascolta la musica, che oggi è diventata usa e getta e rimane poco nella storia. Nel mio piccolo mi è sempre piaciuto lasciare un segno e penso che questo brano possa fare tutto ciò”.

Negli anni Novanta eravate in pochissimi a fare rap, mentre ora si può dire che lo facciano tutti tanto che è diventato il genere più ascoltato in Italia… 

“Oggi tutti fanno rap, è vero. Ti faccio un esempio. Il rock non faceva parte della nostra cultura musicale, poi ci sono stati i pionieri negli anni Cinquanta e Sessanta che hanno importato questo genere di musica come Celentano e altri grandi della musica italiana e c’erano inoltre i gruppi di nicchia che facevano rock’n’roll nelle cantine. Ora il rock fa parte della nostra cultura musicale. Io ho avuto la fortuna di importare il rap e oggi a distanza di venti anni è consacrato ed è diventato un genere nazional-popolare-culturale nella nostra società. Solo che lo fanno tutti ma c’è poca identità, espressività e originalità, soprattutto con l’avvento della trap che è la musica più ascoltata dalle nuove generazioni, che sono bombardate da una superficialità totale e non hanno punti di riferimento forti come li ho avuti io non solo nella musica ma anche nel sociale. Basta accendere la tv e vedere cosa si dà alla gente: contenuti che non ti rimangono in testa, che non insegnano, anzi diseducano, quando invece per essere qualcuno devi farti una gavetta, devi conquistarti le cose. Oggi invece tutti vogliono apparire, sono alla ricerca dei like sui social, c’è una perdita di valori a livello culturale e sociale. La musica a mio parere oggi è quasi tutta simile, non senti le differenze, c’è omologazione, è diventata spensieratezza perché se dai dei contenuti che fanno muovere le coscienze  la gente si ribellerebbe di più, inizierebbe a pensare e a incazzarsi. La musica è sempre stata un grande mezzo di comunicazione e anche di rivoluzione, ora invece è frivola e senza contenuti. Io non ho nulla contro nessuno, cerco solo di portare avanti i miei valori”.

In effetti è cambiato il modo di fruire la musica, e se pensiamo anche ai tormentoni estivi degli anni Novanta e non solo sono canzoni che cantiamo ancora adesso, mentre quelle odierne spesso durano una sola estate… 

“I tormentoni di una volta diventavano evergreen, di quelli odierni rimane ben poco, la musica per me è sempre stata una forma d’arte, che si tratti di un pezzo sociale o goliardico, ti fa ricordare, pensare, gioire, deve trasmettere queste sensazioni. Oggi tutti vogliono fare il tormentone per esserci ma rimane poco, non ricordo quasi nulla dei tormentoni estivi degli ultimi cinque anni. Va di moda il reggaeton, io lo suonavo nei club quindici anni fa quando facevo i dj set e nessuno sapeva cosa fosse. In Italia arriva sempre tutto in ritardo e diventa usa e getta, c’è poca sostanza. Una volta le canzoni erano differenti l’una dall’altra, bisogna tornare alla musica, alla ricerca, ai contenuti, sono sempre stato un po’ controcorrente a certi meccanismi anche prima di fondare gli Articolo 31, certo questo ti penalizza sotto certi aspetti ma riesco a guardarmi allo specchio al mattino, a soffrire e gioire di quello che faccio, a mantenere una dignità. Per me è come se fosse una missione, non mi sono mai sentito arrivato nonostante abbia toccato il successo, oggi è cambiato tutto con i talent. Sia chiaro non è colpa del ragazzo che partecipa per provare ad emergere ma sono questi meccanismi che hanno tolto l’arte, hanno messo da parte i grandi artisti della musica italiana, quando invece noi siamo ricchi di tante cose, abbiamo arte e cultura. Dove sta finendo tutto questo? Penso sia un gioco di potere, stanno cercando di appiattire le coscienze delle persone. Mi chiedo: un ragazzino che non ha punti di riferimento forti quando sarà grande e dovrà affrontare la vita vera e non quella virtuale andrà su Google a cercare la soluzione? Va bene l’evoluzione ma si sta togliendo tanto alla gente. Io comunque sono positivo perché la vita è fatta di cicli e sono del parere che ritorneranno i cantautori, i messaggi a livello poetico. In realtà ci sono le realtà forti anche nella musica, persone che cercano di fare cose belle, che rimangono, ma sono offuscate da questo meccanismo superficiale. La mia sensibilità mi porta a riflettere su certe cose ma soprattutto a non arrendermi mai, perchè sei tu che devi creare la tua opportunità inseguendo i tuoi sogni, i tuoi ideali, quello che ami fare”.

dj-jad

Cosa ci puoi anticipare riguardo i tuoi prossimi progetti: libro e disco nuovo? 

“Il libro racconta tutto il mio percorso artistico da quando ero bambino fino ad oggi, concentrandosi in particolare sul periodo Articolo 31 quando Ax abbandonò il gruppo. Contiene aneddoti e curiosità. In questi anni molti seguaci, mi piace chiamarli così e non fan che rimanda all’idea di fanatici, si sono fatti dei viaggi sulla nostra divisione, questo libro chiarirà davvero tutto e metterà l’anima in pace a molta gente. E’ di una trasparenza assoluta, senza impostazioni, mi ha emozionato moltissimo scriverlo e rileggerlo, fa riflettere, sorridere, mette quel nodo in gola e molto probabilmente uscirà a novembre. Per quanto riguarda il disco, prima arriveranno altri singoli, il progetto uscirà nel 2019, è come un parto, ci vuole il tempo giusto per realizzarlo. Ci sto lavorando, ho dei brani che sto terminando, ci saranno diverse collaborazioni tra cui quella con Double Dee che fece una hit mondiale negli anni Novanta, Found love, con cui sto fondendo la mia energia artistica e musicale. Sarà un album ricco in cui si darà spazio a vari artisti, ci saranno molte contaminazioni, funk, soul, elettronica, quei suoni che sin da bambino mi hanno portato a creare un vero e proprio stile musicale”.

Cosa ci racconti invece riguardo la nuova band che vede Tiziana Muciaccia come voce femminile e sul tour che stai portando in giro per l’italia?

“L’anno scorso volevo riprendere il concetto Articolo 31 e allora ho messo in piedi una band con il mio agente e fatto una tournèe estiva strepitosa. Nel live ripropongo classici degli Articolo 31 come “Tranqi Funky”, “La Fidanzata”, “Domani”, “Volume”, riarrangiati e rivisitati con più colori e sfumature nuove. In più suono dei miei pezzi da solista e degli inediti che saranno contenuti nel disco. E’ un concerto ricco di energia, è fondamentale per me stare bene sul palco e far stare bene la gente, trasmettere positività durante quelle due ore di musica, far saltare, ballare il pubblico. Tiziana Muciaccia era una mia seguace, da ragazzina veniva a vedere i miei concerti e quando l’abbiamo contattata per entrare a far parte della band è stata felicissima, era emozionata, tremava. Allora le ho detto che l’abbiamo scelta perché è brava e si meritava questa opportunità. Per me la meritocrazia è importante anche se in Italia non esiste, anzi più sei capace e più dai fastidio. Questa è la triste realtà”.

Per concludere, cosa rappresenta per te il concetto Articolo 31?

“Il 31 è un numero che mi segue da quando sono bambino, c’erano 31 scale nel quartiere di Garbagnate in cui abitavo e la mia abitazione era alla scala 31, quando vado in posta e prendo il biglietto ho il numero 31, se sto camminando per strada e guardo i numeri civici vedo il 31. Articolo 31 fa parte di me, è un concetto intriso di valori ed ideologie che va oltre Dj Jad ed Ax, è un’indole”.

Le prossime date del tour della Dj Jad BigBand from Articolo 31 sono:

7 luglio – Garessio (CN)

16 luglio – Cesaproba (AQ)

23 luglio – Marciana – Isola D’Elba (LI)

7 agosto – Ripacandida (PZ)

18 agosto – Collesano (PA)

di Francesca Monti

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