Riceviamo e Pubblichiamo la lettera di una lettrice, la Dottoressa Sonia Arina, psicologa dell’emergenza che assiste volontariamente a titolo gratuito le popolazioni colpite dal sisma, che esprime la propria opinione riguardo la manifestazione Risorgimarche e la situazione attuale delle popolazioni terremotate.
“Oggi si apre il tour Risorgimarche, ovvero musica di qualità inserita in scenari incantevoli fino alle luci del tramonto. Il pubblico riceve emozioni straordinarie. Garantito. Lo spettacolo tuttavia dovrebbe essere finalizzato al “risorgimento” di una popolazione sofferente. Atterrita e frustrata. E abbandonata purtroppo. Ma, oltre al disagio della gestione dei flussi e a qualche ora di svago per coloro che parteciperanno, il territorio non ha ricevuto nessun beneficio da questa grandiosa iniziativa. Perché ripeterla allora, mentre i terremotati, quelli che su questo splendido territorio, offeso distrutto e lacerato combattono ogni minuto del giorno, attendono ancora che si avvii una ragionata azione concreta per la ricostruzione? Il motivo non li riguarda. Chi parteciperà a questi meravigliosi spettacoli, si divertirà, qualcuno proverà un attimo di compassione, per dimenticare subito dopo l’ultima curva. Chi resta ha ricordi incancellabili di un territorio e di una storia che sembra cancellata dalla terra e dalla memoria di chi dovrebbe avere la responsabilità e la cura del popolo. Se almeno il numeroso pubblico che parteciperà a queste grandiose scampagnate sollevasse la voce per chiedere interventi diretti e concreti per ricostruire un territorio prezioso di storia e cultura che appartiene all’umanità, lo spettacolo avrebbe un senso. La politica segue il consenso, lo crea e ne dipende. Non interviene se e dove non può creare opinioni di massa. Ma loro, i terremotati, sono pochi, stanchi e disgregati. Se almeno questi spettacoli avessero alzato la voce per la ricostruzione, il Risorgimarche avrebbe avuto davvero successo”.
Sonia Arina
